Data odierna 18-07-2018

Chiuderà dal prossimo 1 novembre il Consolato d’Italia a Losanna. “La notizia ci indigna”, scrivono oggi i rappresentanti del “Movimento contro la chiusura del Consolato d’Italia...

Chiuderà dal prossimo 1 novembre il Consolato d’Italia a Losanna. “La notizia ci indigna”, scrivono oggi i rappresentanti del “Movimento contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna” in nome degli “oltre tremila cittadine e cittadini italiani residenti nei cantoni di Friburgo e Vaud, che hanno firmato la petizione lanciata lo scorso anno contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna”.

Firme, commentano amareggiati, “che non sono state nemmeno prese in considerazione da parte di Frattini e Mantica. Cosi come è caduta nel nulla la mozione presentata al Consiglio di Stato del Cantone di Vaud, preoccupati per la chiusura del Consolato. Il sottosegretario Mantica dal canto suo ritiene che non è il bacino d’utenza che fa la differenza ma bensì il rapporto costi/benefici”.

“Siamo indignati – continua la nota del Movimento – per la maniera in cui è stata operata la scelta (secondo lo schema geo-politico del MAE) dell’area sud-ovest della Svizzera romanda lasciando inalterate le sedi di Ginevra, Neuchâtel e Sion per creare un bel buco in mezzo alla vasta area geografica della Romandia – basti dare un’occhiata alla cartina per rendersene conto -  con la chiusura di Losanna, la quale unisce le due collettività italiane di Friburgo e Vaud. Questa è la razionalizzazione a salvaguardia dell’utenza? E con quali risparmi per l’erario signor Mantica? Siamo seri”.

“Siamo indignati – aggiungono –perché non si è voluto optare (per puro calcolo politico) al declassamento del Consolato generale di Losanna a semplice Consolato cosi come è avvenuto per Basilea e salvaguardare alcuni uffici essenziali per la collettività italiana. Mentre Ginevra conserva sia il Consolato (sola consolazione che non si paga l’affitto mentre l’immobile di proprietà tra un po’ cadrà a pezzi e che comunque è inadempiente per accogliere il preventivato numero di 100.000 connazionali) che la Missione italiana con doppi costi a carico del contribuente, visto che le due rappresentanze hanno ciascuna una propria e distinta sede separata. Inoltre come mai per Ginevra non è stata operata la identica soluzione che è stata adottata a Berna accorpando la cancelleria consolare nell’Ambasciata? In tempi di crisi la ristrutturazione dovrebbe essere uguale per tutti e tutti ne dovremmo pagarne eguale pedaggio a meno che la città di Calvino in termini di soldoni vi rapporti di più”.

“Siamo indignati – si legge ancora nella nota – contro la rassegnazione e il completo disinteresse dei nostri rappresentati delle associazioni italiane in loco, del Comites, del CGIE e nel Parlamento italiano soprattutto da parte dei parlamentari dell’attuale maggioranza di Governo a non reagire con fermezza contro la decisione di chiusura del Consolato di Losanna. Sin dal 2007 che si va avanti e indietro con le farse delle audizioni al CGIE, nelle commissioni e sottocommissioni parlamentari quando di fatto la decisione era già stata presa dal Consiglio di amministrazione del Mae. L’ultima presa in giro è stata la risposta di Mantica del mese di marzo 2011 ad una interrogazione parlamentare in cui affermava che “l’accorpamento del consolato generale in Losanna con la limitrofa sede consolare di Ginevra non è stato ancora oggetto di delibera da parte del consiglio di amministrazione di questo Ministero”. Siamo indignati per l’assenza da parte del Comune di Losanna e della sua Municipalità a pronunciarsi politicamente contro la chiusura del Consolato d’Italia, tramite una presa di posizione forte e decisa anche del Consiglio comunale. Così dicasi nei Comuni limitrofi ove i doppi nazionali italo-svizzeri sono stati eletti e che non possono restare nell’assoluto silenzio. Non basta la sola presenza in piazza! Occorreva una mobilitazione unitaria a tutti i livelli. Ma forse si è sottovalutata la possibilità di un eventuale travaso di voti a livello comunale. Nell’ultima tornata elettorale qualche segnale di disaffezione c’è stato. Forse non fortemente visibili ma che nei prossimi appuntamenti elettorali potrebbero accentuarsi”.

E ancora: “siamo indignati perché dopo averci tolto in pochi anni quei pochi benefici che lo status di emigrante ci aveva riservato (passaporto gratis, riduzione sui biglietti del treno per l’Italia) in nome del risparmio e del minor onere si è arrivati alla ineluttabile opera della distruzione della presenza italiana all’estero. La stessa emigrazione che per oltre un secolo e mezzo vi ha mantenuto e fatto progredire grazie alle famose rimesse, rimesso in moto l’economia del Paese. Come cittadini italiani nel mondo non vi siamo costati nulla. Eppure siete pronti, ieri come oggi, a chiedere il nostro contributo economico in nome dell’italianità per lo sviluppo e la divulgazione del made in Italy. Con una mano volete trarre benefici a costo zero e con l’altra ci togliete un servizio essenziale quali gli uffici consolari, i corsi di lingua e cultura italiana, ecc.. Questo dimostra quanta incoerenza politica e assurdità programmatica convivono nella pianificazione elaborata dal Mae”.

I firmatari della petizione si dicono indignati anche “per il pressante interesse di casta e di parte, al risparmio a tutti i costi e molto poca considerazione verso le persone. Soprattutto nei confronti di quei connazionali che hanno difficoltà di spostamenti causa la loro età avanzata e il precario stato di salute, oppure la scelta di voler imporre l’uso informatico per dialogare con un consolato virtuale il quale prima che sia efficacemente a regime occorreranno almeno 15 anni, volendo essere ottimisti. Mentre una buona parte dei documenti, eccetto le autocertificazioni, necessitano (oltre al passaporto con l’impronta digitale o la carta d’identità) della firma autografa dinanzi ad un pubblico ufficiale”.

Infine, “siamo indignati per come sono stati applicati i criteri per la cosiddetta riforma della rete consolare nei confronti della sede di Losanna, che riteniamo una scelta promossa in maniera confusa e infelice da parte dell’attuale Governo di centrodestra. Le comunità italiane di Friburgo e Vaud se ne ricorderanno quando andranno alle urne”.

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Una risposta to "Chiude Losanna: l’indignazione del ”movimento contro la chiusura del consolato”"

  1. Carrieri says:

    il popolo Italiano emigrante non merita un governo incape come questo attuale, e siamo la vergogna in Europa, mi fa pensare ai paesi del Est che per fare un documento in consolato bisogna fare molti km e di presentarsi alle 5 della mattina senza sapere se saremo serviti. e arrivata l’ora di dire basta a questi incapaci.

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