Data odierna 24-09-2017

“Chiarire definitivamente la situazione del consolato di Amburgo, manifestando al più presto la decisione in ordine alla soluzione alternativa” alla chiusura annunciata “che s’intende...

“Chiarire definitivamente la situazione del consolato di Amburgo, manifestando al più presto la decisione in ordine alla soluzione alternativa” alla chiusura annunciata “che s’intende adottare”,tenendo presente che “non può essere evidentemente inferiore a quella già assunta per altri consolati italiani in Germania”. Questa la richiesta contenuta nell’interrogazione presentata ieri dall’onorevole Laura Garavini (Pd), insieme ai colleghi eletti all’estero Bucchino e Porta.
“Nel piano di “razionalizzazione” della rete consolare per la Germania – si ricorda nella premessa – è prevista la chiusura, oltre a quelli di Mannheim, Norimberga, Saarbrücken, anche del consolato di Amburgo, che per la grande mole di attività economiche, commerciali e professionali operanti nell’area anseatica e per il ruolo mondiale assunto dal porto della città, priverebbe il nostro Paese di un essenziale riferimento relazionale per i suoi più diretti interessi; in una sua recente riunione, il consiglio di amministrazione del Ministero degli affari esteri ha confermato l’intenzione di chiudere il consolato di Amburgo, unitamente a quelli di Liegi, Lille, Mons e Manchester, a partire dal 1o luglio 2011″.
“La scelta della nostra amministrazione di concentrare la rappresentanza ad Hannover – per i firmatari dell’interrogazione – è in evidente controtendenza con quelle compiute da altri Paesi, come la Spagna e la Grecia, che pur in un quadro di complessiva riduzione delle loro rappresentanze hanno conservato ad Amburgo le loro strutture, peraltro in coerenza con quanto già fatto da circa altri cento Paesi accreditati nella regione metropolitana amburghese, che per oltre il 90 per cento sono insediati nella città; l’eventuale dismissione della sede del consolato di Amburgo, che non ha beneficiato da tempo di interventi di manutenzione, avverrebbe ad un prezzo di mercato sfavorevole, certamente inferiore al reale valore dell’immobile, vanificando in buona parte le intenzioni di risparmio, per altro mai quantificato, sottese al piano di “razionalizzazione”; per alcune situazioni previste nel piano, come quelle di Norimberga e Saarbrucken, – si ricorda ancora – le reazioni della nostra comunità e le sollecitazioni espresse in ambito parlamentare hanno indotto il Governo e l’amministrazione a prevedere forme alternative di servizio, come gli sportelli consolari, accettati dopo una laboriosa mediazione anche dalle autorità tedesche, inizialmente perplesse sulle soluzioni adottate”.
“Una risposta del sottosegretario Mantica a un’interrogazione scritta presentata dall’interrogante il 14 luglio 2010 sembra segnalare da parte dell’amministrazione “un’approfondita riflessione in merito alle opzioni più appropriate e concretamente attuabili” relativamente al consolato di Amburgo; il prolungarsi di uno stato di incertezza in ordine ad una possibile soluzione alternativa alla chiusura prevista nel piano di “razionalizzazione” – per i deputati Pd – oltre a prolungare la condizione di allarme e di inquietudine della nostra comunità, di fatto determina ad avviso degli interroganti incertezza e perdita di credibilità del nostro Paese nei confronti dei soggetti internazionali che nella città anseatica hanno uno snodo importante per i loro interessi”.
Per questo si chiede di sapere “se il Governo e l’amministrazione non intendano chiarire definitivamente la situazione del consolato di Amburgo, manifestando al più presto la decisione in ordine alla soluzione alternativa che s’intende adottare, che non può essere evidentemente inferiore a quella già assunta per altri consolati italiani in Germania”.

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