Data odierna 20-09-2017

Sospendere il richiamo a Roma del Console Vattani fino alla sentenza collegiale del Consiglio di Stato prevista per il prossimo 29 maggio. È quanto richiesto dal deputato Pt Giampiero Catone in una interrogazione...

Caso Vattani: Sospendere il richiamo a Roma del console

Sospendere il richiamo a Roma del Console Vattani fino alla sentenza collegiale del Consiglio di Stato prevista per il prossimo 29 maggio. È quanto richiesto dal deputato Pt Giampiero Catone in una interrogazione al Ministro degli Esteri Terzi.

“Il console a Osaka Mario Vattani – ricorda Catone nella premessa – è stato oggetto di un circo mediatico giudiziario che si è messo in moto il 29 dicembre 2011 con un video pubblicato dall’Unità che lo ritraeva nella sede romana di Casapound, sul palco sotto pseudonimo a cantare canzoni di gioventù; il console di Osaka è stato prima richiamato dalla Farnesina, poi reintegrato da una sentenza del Tar ed ora di nuovo richiamato in Italia dopo una decisione monocratica del Consiglio di Stato; il nuovo richiamo in Italia avviene senza alcuna decisione della commissione di disciplina”.

“Il Consiglio di Stato – annota il deputato – esprimerà una sentenza collegiale solo il 29 maggio 2012; secondo la Farnesina il ricorso al Consiglio di Stato è basato su una considerazione che la militanza missina del console Vattani negli anni ottanta e questo renderebbe la permanenza all’estero del console una palese contraddizione con le alte funzioni di rappresentanza dello Stato che egli è chiamato a svolgere”. Per Catone, “far rientrare il console ad Osaka Mario Vattani, senza attendere la sentenza del Consiglio di Stato del 29 maggio 2012, significherebbe anche non ottemperare ad impegni istituzionali già programmati con autorità giapponesi cosa che rappresenterebbe un grave sgarbo”.

Per questo, il deputato chiede al Ministro Terzi “se non ritenga necessario sospendere il richiamo in Italia del console di Osaka Mario Vattani, in attesa della sentenza collegiale del Consiglio di Stato prevista per il 29 maggio 2012, e in questo modo garantendo il mantenimento di impegni istituzionali già programmati in Giappone con le autorità locali”.

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