Data odierna 23-09-2017

Solo nel paese di Pulcinella, a fronte delle obiezioni da me sollevate sulla messa in onda di materiale pornografico sul canale 888 di Sky sotto la sigla Italiani nel mondo channel, un Senatore della Repubblica...

Solo nel paese di Pulcinella, a fronte delle obiezioni da me sollevate sulla messa in onda di materiale pornografico sul canale 888 di Sky sotto la sigla Italiani nel mondo channel, un Senatore della Repubblica risponde come ha risposto il sen. De Gregorio. Egli afferma che il canale gli è stato scippato abusivamente da un gestore satellitare e che la messa in onda di materiale pornografico non è addebitabile a lui. Tutto ciò appare ridicolo. Ma come: un senatore ex presidente della Commissione Difesa, non si sente in obbligo, anche a sua tutela, di fare una dichiarazione pubblica e ufficiale, non oggi dopo la mia denuncia, ma sei mesi fa quando le trasmissioni pornografiche hanno iniziato ad andare in onda sul suo canale, e di mandarla a tutti gli organi istituzionali e di informazione per denunciare l’abuso e per dire “guardate che con questa porcheria non c’entra niente né il sottoscritto né gli italiani all’estero”? Il senatore non si premura di aggiornare il sito della sua Italiani nel mondo channel comunicando e denunciando la stessa cosa? Invece, ancora oggi, nel sito ufficiale c’è scritto che Italiani nel mondo channel è la televisione dell’associazione del sen. De Gregorio. Io mi sono documentato. La questione non riguarda me ma quello che il sen. De Gregorio e tutti coloro che partecipano al variegato network Italiani nel mondo da lui diretto, per ragioni etiche e per dovere istituzionale, avrebbero dovuto fare in forma pubblica e che non hanno fatto. De Gregorio dice di aver mandato una diffida al gestore e una segnalazione alla Procura della Repubblica. Io non ci credo. Credo che questa sia un’affermazione tardiva e non suffragata dai fatti. Ma sono sempre pronto a prendere atto del contrario e a cambiare la mia opinione, per questo invito il sen. De Gregorio ad inviare copia della diffida e della denuncia agli organi di stampa, possibilmente non contenente solo eventuali richieste di denaro al gestore ma anche le contestazioni di merito sul prodotto trasmesso.

Per quanto riguarda la precisazione sulla confusione tra associazione e fondazione, sollevata sia da De Gregorio che da Caselli, ne prendo atto, ma ritengo del tutto secondario sapere quale branca del variegato network De Gregorio-Italiani nel mondo (Italiani nel Mondo Radio e Tv srl, Italiani nel Mondo reti televisive srl, Italiani nel Mondo servizi immobiliari srl, Italiani nel Mondo Immobiliare, Associazione internazionale Italiani nel Mondo, Italiani nel Mondo editrice, Italiani nel Mondo Channel) sia formalmente proprietaria della televisione. D’altra parte è lo stesso De Gregorio in una intervista al Cittadino Canadese del 27 maggio 2009, che ad una precisa domanda su quali fossero le prospettive della Fondazione testualmente risponde: “Stiamo pensando a un pacchetto di tv italiane che rappresentino le specificità degli italiani nel mondo. E’ già partito, proprio per questo, il restyling di Italiani nel mondo channel”. Nella stessa intervista, peraltro, il sen. De Gregorio testualmente afferma ancora: “Voglio collegare il filo dell’identità cattolica (sic!). Abbiamo offerto la presidenza onoraria della Fondazione al cardinale Renato Martino che di buon grado ha accettato”. Il cardinale ha l’obbligo, a questo punto, di dire qualcosa di merito sui reali contatti avuti con una fondazione il cui presidente è proprietario di una rete televisiva che, contro o con la sua volontà, manda in onda contenuti porno e un altro dei suoi (ex) cinque membri è in prigione accusato di collusioni con la ‘ndrangheta.

Per quanto riguarda l’affermazione sulla “riservatezza aziendale” e la presenza di altri soci, De Gregorio sta parlando del segreto di Pulcinella dato che è ampiamente noto che la maggioranza della Italiani nel mondo channel è detenuta da sua moglie. Se così non fosse, De Gregorio mi smentisca, e smentisca con me quanti hanno già riportato questa notizia. Ne prenderemo atto e faremo le doverose correzioni.

Per quanto riguarda il sen. Caselli ci pare di poter dire che il suo comportamento sia ascrivibile al famoso detto “quando la nave (in questo caso la Fondazione) affonda, i topi saltano”. Il sen. Caselli si dissocia da De Gregorio e dice di aver lasciato la Fondazione nel 2009 avendo riscontrato poca chiarezza. E questo, una persona pubblica come Caselli, a chi l’ha comunicato? Al suo segretario personale e al suo avvocato? Quale dichiarazioni pubbliche e ufficiali ci sono sfuggite? Quali dichiarazioni ha fatto allora per comunicare l’abbandono di una fondazione nella quale ha riscontrato “poca chiarezza nelle attività”, nonostante lo stesso Caselli ne sia stato promotore fin da febbraio 2009, quando la fondò insieme a De Gregorio, Di Girolamo, Berardi e Giordano, tappezzando le maggiori città italiane con centinaia di manifesti nei quali la sua foto compariva accanto a quelle degli altri. Qual è la poca chiarezza dell’attività della Fondazione di cui il senatore parla? Egli ha l’obbligo di riferirlo pubblicamente.

Il vero danno, incalcolabile, ingiustificabile, con questa vicenda l’hanno subito i nostri connazionali all’estero. Occorre prendere atto che per i comportamenti di ampi settori del Pdl la questione degli italiani nel mondo, da problematica questione istituzionale, quindi da discutere, sta sempre più diventando nella coscienza collettiva una brutta questione delinquenziale, quindi da rimuovere. Occorre a questo punto che dalle nostre collettività all’estero emerga con forza la protesta, e i cittadini e le associazioni rioccupino il centro della scena per misurare la distanza tra chi vive nell’emigrazione e chi specula sull’emigrazione.

Luciano Neri

Consigliere CGIE – Coord. Circoscrizione Estero PD

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