Data odierna 20-09-2017

La base del M5S ha pronunciato il suo verdetto online: Mastrangeli merita l’espulsione. Gli iscritti al Movimento, che potevano decidere oggi con un click quale sarebbe stato il destino del senatore...

Caso Mastrangeli, il verdetto della rete: espulso il senatore con il vizio della tv

La base del M5S ha pronunciato il suo verdetto online: Mastrangeli merita l’espulsione. Gli iscritti al Movimento, che potevano decidere oggi con un click quale sarebbe stato il destino del senatore stellato con il ‘vizio’ delle comparsate tv, hanno ratificato in sostanza la decisione dei gruppi parlamentari, optando per la “cacciata” dai 5 Stelle.

Così Grillo scrive sul blog dopo lo spoglio dei voti: “Le operazioni di voto si sono concluse. Gli aventi diritto erano 48.292, di questi hanno votato in 19.341. L’88,8% (pari a 17.177 voti) ha votato per l’espulsione, il restante 11,2% (pari a 2.164 voti) ha votato per il no”.

Il leader dei 5 Stelle aveva aperto le votazioni in rete alle 11 con queste motivazioni: “Tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno sottoscritto pubblicamente prima delle elezioni il ‘Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento’. La sua sottoscrizione era necessaria per candidarsi, un impegno preso senza costrizione verso il M5S e gli elettori. In caso di sue violazioni il gruppo parlamentare può avviare la procedura di espulsione”, come nel caso di Mastrangeli.

“Il cittadino Marino Mastrangeli ha violato numerose volte la regola ‘Evitare la partecipazione ai talk show televisivi’ – aveva ricordato Grillo – senza alcun coordinamento con i gruppi parlamentari e danneggiando così l’immagine del M5S con valutazioni del tutto personali. Per questo i gruppi parlamentari riuniti del Movimento 5 Stelle Camera e Senato hanno
deliberato a maggioranza, ai sensi del Codice di Comportamento, di proporre l’espulsione dal gruppo parlamentare del Senato di Marino Mastrangeli per palese violazione delle norme di comportamento sottoscritte dallo stesso prima della sua candidatura”.

Da parte sua il senatore contestato aveva replicato in una lunga e accorata difesa davanti a giornalisti e telecamere: “Io ho il Movimento 5 stelle nel sangue e per cacciarmi dovranno farmi una trasfusione di sangue. E’ stata una votazione falsa quella indetta da Crimi – ha accusato – la mia espulsione è stata votata solo da 62 parlamentari, e gli altri dov’erano? Assenti dal lavoro. Non c’è nessun verbale. Questo non è il metodo 5 stelle perchè gli unici sovrani sono gli iscritti”. E, dopo aver appreso la notizia della sua definitiva espulsione, ha annunciato che farà ricorso alla giustizia ordinaria: “La decisione ratificata dalla Rete di espulsione di Marino Mastrangeli dal Movimento 5 stelle è invalida e illegittima”, sostengono in una nota i legali del senatore, gli avvocati Luigi Piccarozzi e Roberto Ricci, che si riservano di “procedere in tutte le opportune e competenti sedi giudiziarie”.

In sua difesa era intervenuta anche Federica Salsi, la consigliera comunale di Bologna espulsa dal M5S con l’infamante accusa di Beppe Grillo di solleticarsi il ‘punto G’ con le apparizioni televisive: “Ecco a voi la versione digitale del tribunale dell’inquisizione”, ha commentato su Fb e Twitter.

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