Data odierna 23-09-2017

Le borse di studio bandite ogni anno dal Governo per i giovani italiani all’estero possono essere assegnate solo agli studenti maggiorenni. Ma ci sono Paesi in cui il corso di studi secondario finisce...

Borse di studio e giovani all’estero: Fedi interroga Terzi e Profumo

Le borse di studio bandite ogni anno dal Governo per i giovani italiani all’estero possono essere assegnate solo agli studenti maggiorenni. Ma ci sono Paesi in cui il corso di studi secondario finisce prima che in Italia, dunque molti giovani sono di fatto esclusi dai bandi. A denunciarlo è il deputato Pd Marco Fedi che sul punto ha interrogato i Ministri degli esteri e dell’istruzione, Terzi e Profumo.

“Il Ministero degli affari esteri – rileva Fedi nella premessa – emana per ciascun anno accademico un bando di concorso per borse di studio offerte dal Governo italiano a studenti stranieri o a cittadini AIRE per frequentare corsi universitari e postuniversitari o corsi di alta specializzazione presso molteplici istituti scolastici e formativi; tra i numerosi requisiti previsti per concorrere all’assegnazione di tali borse di studio vi è anche quello relativo all’età dei concorrenti, in base al quale “in nessun caso le borse possono essere assegnate a candidati non maggiorenni”".

Ma, annota Fedi, “in diversi paesi il diploma di scuola secondaria superiore si consegue dopo quattro anni di corso, e non cinque come nel nostro sistema scolastico, con l’evidente conseguenza che gli studenti che compiono un regolare corso di studi arrivano al diploma quando non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno di età; la condizione del possesso della maggiore età, in tali casi, diventa preclusiva per la partecipazione al concorso per le borse di studio e, di fatto, costituisce un freno proprio per gli studenti che hanno compiuto con successo il loro corso di studi nelle strutture scolastiche dei loro Paesi di provenienza”.

Secondo il parlamentare, “al di là delle ragioni di ordine pratico che possono essere alla base di tale sbarramento, l’esclusione dal concorso degli studenti che hanno dato le migliori prove delle loro capacità di studio è in contraddizione con l’ispirazione meritocratica del bando e con l’intento del Governo italiano di stabilire un rapporto positivo con persone che presumibilmente integreranno le classi dirigenti dei paesi di provenienza”.

Per questo, Fedi chiede ai ministri se non si “ritenga opportuno nei bandi di concorso che saranno emanati per i prossimi anni accademici tener conto del più breve sviluppo del corso di studi di scuola secondaria superiore esistente in diversi Paesi e quindi consentire la presentazione delle domande anche a chi, pur avendo un diploma di scuola superiore, non abbia ancora raggiunto la maggiore età” e “se non sia il caso, in linea subordinata, che almeno la maggiore età dei candidati sia rilevata non all’atto della presentazione delle domande ma al momento della formale attribuzione della borsa di studio”.

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