Data odierna 18-08-2017

I messaggi nazionalistici sul futuro dell’Ue sono semplici ma falsi. E uscire dall’euro vuol dire distruggere l’Europa. Così il Ministro degli Esteri Emma Bonino intervenendo ieri pomeriggio a Bologna...

Bonino sull’UE: Uscire dall’euro vuol dire distruggere l’Europa

I messaggi nazionalistici sul futuro dell’Ue sono semplici ma falsi. E uscire dall’euro vuol dire distruggere l’Europa. Così il Ministro degli Esteri Emma Bonino intervenendo ieri pomeriggio a Bologna al convegno “2014 – Un anno decisivo per la federazione europea”. Convegno durante il quale la titolare della Farnesina non ha nascosto le difficoltà dell’Ue in alcuni settori evidenziando, al tempo stesso, come questo sia il momento per avere un’Europa diversa e più adeguata all’attuale congiuntura politico-economica.

“Il messaggio di un ritorno ad un sistema nazionalistico è semplice, comprensibile, ma è falso, non funziona”, ha detto Bonino. “Rompere l’euro può forse aiutare a vincere un’elezione, ma non certo ad organizzare il futuro dei nostri figli. E uscire dall’Euro vuol dire distruggere l’Europa”.

Per la titolare della Farnesina, infatti, “una delle teorie più usate e di maggior successo è quella del capro espiatorio, perché fa diventare gli altri tutti innocenti. Dare la colpa di tutto all’Europa sarà un’ipocrisia che andrà forte, anche nella prossima campagna elettorale”. La congiuntura politica ed economica attuale, invece, dovrebbe essere il presupposto per istanze diverse. “Noi – ha precisato Bonino – dovremo mettere insieme due questioni: il fatto che l’Europa così non è più adeguata, ma vogliamo più Europa, un’Europa diversa. Il progetto Europeo è l’unico che abbiamo: ha bisogno di essere riamato e riassestato, soprattutto dai più giovani”.

Tra i punti sui quali sarebbe opportuno un avanzamento del progetto europeo, in particolare in vista del Consiglio europeo del prossimo dicembre dove il tema della difesa sarà uno dei principali. “In Europa abbiamo 28 eserciti, le tecnologie comuni sono poco compatibili e l’inefficienza è provata ed evidente”, ha spiegato il capo della diplomazia italiana sottolineando come “sarebbe razionale sostenere che serva un esercito europeo, ma non sarà così. Forse faremo qualche passo avanti nell’armonizzazione, forse otterremo l’approvazione della sicurezza marittima. Ma poco altro”. Per il Ministro degli Esteri, inoltre, “l’esercito europeo poi avrebbe un problema: senza una accountability democratica, chi lo comanda? Il problema, per la difesa come in altre situazioni, non è dare più potere a Bruxelles, ma costruire una democrazia condivisa”.

Su un punto, tuttavia, Bonino ha ribadito la sua posizione favorevole per il progetto federalista europeo. Ipotesi che, per ora, sembra ancora molto lontana, come ha precisato la stessa Bonino. “La nostra ipotesi federalista sull’Unione Europea oggi è isolata nelle capitali, è controcorrente. Tutti preferiscono ipotesi intergovernative, che vedano una diminuzione del valore del parlamento europeo”, ha spiegato la titolare della Farnesina ribadendo la sua posizione, quella “mettere insieme quelle cose che si fanno meglio insieme. Spinelli parlava di esercito e difesa, bisogna aggiungerci infrastrutture e ricerca e io dico anche immigrazione”. (aise)

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