Data odierna 19-08-2017

Nuovo record di esecuzioni capitali in Iraq, Iran, Arabia Saudita, Somalia e Corea del nord. Sospensione in Pakistan e notevole rallentamento in Cina. È in chiaro scuro l’ultimo rapporto di “Nessuno...

Bonino, avanti con la battaglia per la moratoria contro la pena di morte

Nuovo record di esecuzioni capitali in Iraq, Iran, Arabia Saudita, Somalia e Corea del nord. Sospensione in Pakistan e notevole rallentamento in Cina. È in chiaro scuro l’ultimo rapporto di “Nessuno Tocchi Caino” sulla pena di morte nel mondo, aggiornato rispetto al mese scorso, presentato a Palazzo Madama alla presenza del ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, alla luce delle “evoluzioni drammatiche ma anche delle buone notizie in questa geopolitica della morte”, ha detto il presidente della commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi.

I nuovi dati, presentati dal segretario di “Nessun Tocchi Caino”, Elisabetta Zamparutti, riferiscono di una vera e propria “escalation” di esecuzioni nell’ultimo mese in Paesi come l’Iran (35), Iraq (21), Arabia Saudita (7 decapitazioni) fino al caso Somalia, in cui le pene capitali si sono quadruplicate rispetto all’anno scorso, o il Vietnam, che ha ricominciato le esecuzioni dopo due anni.

Ci sono anche buone notizie: dallo stop in Pakistan alla proposta di abolizione in Tanzania, alla decisione della Svizzera di mettere al bando l’esportazione di sostanze utilizzate per le iniezioni letali. La Cina inoltre ha stabilito di abolire gradualmente da novembre la prassi di utilizzare gli organi dei prigionieri giustiziati per i trapianti.

Non bisogna tuttavia abbassare la guardia perché, come ha ricordato il segretario della ong, Sergio D’Elia, la battaglia per la moratoria “fa passi avanti in Paesi totalitari, ma passi indietro in quelli democratici”, come India e Giappone. D’Elia ha proposto di dar corso effettivo all’abolizione del segreto di Stato sulle esecuzioni stabilito nell’ultima moratoria approvata dall’Onu a dicembre, e di nominare un inviato speciale che monitori la situazione.

Il ministro Bonino ha posto l’accento anche sulla difesa della Corte penale internazionale, che rischia di essere indebolita dai tagli di bilancio, ha detto, e soprattutto dai tanti Stati africani che si sentono le uniche vittime delle inchieste per crimini contro l’umanità.

Quanto alla moratoria della pena capitale, l’Italia sta lavorando per creare un “gruppo di pressione” con altri Stati. Una prima e importante occasione di confronto sarà l’assemblea generale dell’Onu, la prossima settimana a New York. (aise)

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