Data odierna 18-08-2017

L’anno prossimo sarà un anno cruciale e di grande attività per la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in vista del 2015, anno del 70° anniversario delle Nazioni Unite e di una probabile...

Bonino all’assemblea ONU: 2014 anno chiave per la riforma del consiglio di sicurezza

L’anno prossimo sarà un anno cruciale e di grande attività per la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in vista del 2015, anno del 70° anniversario delle Nazioni Unite e di una probabile accelerazione per ammodernare il massimo organo di governo politico dell’Onu. Lo ha sottolineato il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, a New York al termine di una riunione ministeriale dei Paesi “Uniting for Consensus” (Ufc), un gruppo guidato dall’Italia.

Il gruppo Ufc propone la creazione di una nuova categoria di membri ONU semi permanenti senza diritto di veto. Con un mandato tra i tre e i cinque anni, rinnovabile fino a due volte e da assegnare su base regionale.

Alla riunione dell’Ufc hanno partecipato, oltre all’Italia, anche Argentina, Canada, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Messico, Malta, Pakistan, San Marino, Spagna e Turchia. E si è deciso di accettare “la proposta messicana di fare una riunione a livello di vice ministri a gennaio in Messico, per vedere sia la parte più politica che la parte di contesto generale e fare un’analisi approfondita”, ha detto il ministro Bonino. “È stata accettata anche una proposta turca di avere nella seconda metà dell’anno una riunione a livello di ministri, ad Istanbul, con l’obiettivo più specifico di lanciare una campagna globale di opinione pubblica”.

“Allo stesso tempo”, ha continuato Bonino, “il 2014 per il nostro gruppo sarà un anno di attività anche a livello di riunioni di gruppi regionali”, con partecipazioni al summit dell’Unione africana e alla riunione della francofonia, nonchè a varie altre riunioni a livello regionale.“La riforma del Consiglio di Sicurezza”, ha chiosato il ministro, “non è solo una questione del palazzo di vetro, ma è una delle questioni politiche più importanti”.

Sempre oggi a New York è stato ratificato il Trattato Onu sul commercio delle armi, particolarmente significativo perché sancito “dal nostro Parlamento nella settimana dell’Assemblea Generale dell’Onu”, ha evidenziato Emma Bonino, che ha accolto la ratifica “con grande soddisfazione”. Per il ministro “questo risultato testimonia la grande importanza che l’Italia, il primo Paese con la Germania ad aver completato le procedure parlamentari di ratifica, annette al tema della regolamentazione del commercio delle armi”.

“Il Trattato Onu sulle armi”, ha ricordato Bonino, “nasce dall’esigenza di rendere più trasparente e sicuro il commercio delle armi, tramite l’introduzione di principi e criteri di garanzia delle movimentazioni dei materiali e di contrasto ai fenomeni di diversione e traffico illecito”.

Il nostro Paese è fra i più attivi nel promuovere l’adesione del maggior numero possibile di Paesi al Trattato. L’Italia svolge in parallelo un’azione di sensibilizzazione presso il Parlamento Europeo, per la rapida adozione della necessaria decisione del Consiglio che consenta agli stati membri dell’Ue di depositare i propri strumenti di ratifica presso le Nazioni Unite e favorire il raggiungimento del numero minimo di 50 aderenti per l’entrata in vigore del trattato.

A margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, il ministro Bonino è intervenuta anche ad una riunione del “Core Group” dei Paesi che guidano la campagna conto il matrimonio forzato. La riunione è stata organizzata da Canada, Olanda e Ghana, Paesi membri del gruppo di cui di recente è entrata a far parte anche l’Italia.

Il diritto di scegliere il proprio sposo è riconosciuto sin dal 1946 nell’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma “ancora oggi, in troppi Paesi, a donne e bambine questo diritto viene negato”. Il ministro Bonino è stato chiaro: “è giunto il momento per noi di alzare la voce e agire con coraggio per sottolineare la gravità di questa violazione dei diritti umani”.

“Fino ad ora le Nazioni Unite hanno affrontato la questione nell’ambito delle “Omnibus Resolutions”, considerandola in un ampio contesto”, che comprende la lotta alla violenza contro le donne e agli abusi sui bambini, ha osservato Bonino. “Ma la questione è troppo importante perchè sia solo una tra tante in una lista”, ha affermato il ministro, che segue con attenzione la questione, che si inserisce nel filone delle grandi campagne a favore delle donne e della loro dignità.

Nel periodo 2000-2011, il 34% delle donne in 41 Paesi in via di sviluppo tra e 20 e i 24 anni si è sposata prima del compimento del 18/mo anno di età. Nel 2010 in questa condizione si trovavano 67 milioni di donne, di cui il 12% si sono sposate prima di aver compiuto 15 anni.

“Dobbiamo unire le nostre voci assieme alle vittime dei matrimoni precoci e forzati e fornire un quadro politico e legale per proteggerle”, ha affermato ancora il ministro Bonino nella riunione a New York, durante la quale ha anche “assicurato che l’Italia continuerà a contribuire a questo sforzo, così come in altre campagne dedicate alla protezione e alla promozione dei diritti umani”. (aise)

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