Data odierna 21-11-2017

Alla fine di una lunga giornata di consultazioni del premier incaricato Pier Luigi Bersani con le parti sociali, il Pd apre all’elezione di un presidente della Repubblica che sia espressione di un...

Bersani: “Non si tratta per il Colle”

Alla fine di una lunga giornata di consultazioni del premier incaricato Pier Luigi Bersani con le parti sociali, il Pd apre all’elezione di un presidente della Repubblica che sia espressione di un largo schieramento parlamentare. Ma il segretario frena i suoi e chiarisce che adesso non è il momento di parlare anche del Colle. E annuncia che giovedì salirà al Quirinale per riferire a Giorgio Napolitano l’esito delle consultazioni, che proseguiranno domani, giorno in cui è previsto il colloquio con il Pdl, e mercoledì, quando alle 10 incontrerà il Movimento Cinque Stelle.

“L’elezione del Capo dello Stato deve, ripeto deve, avvenire con un coinvolgimento molto largo e non per qualche voto in più”, ha detto il vicesegretario del Pd Enrico Letta ai gruppi parlamentari. Il Pd “lavora alla legittimazione reciproca di tutte le forze in parlamento per la riforma della politica”, ha aggiunto Letta a proposito del dialogo con il centrodestra in questa legislatura. Ma Bersani è intervenuto per puntualizzare che ora non è tempo di discutere del prossimo inquilino del Colle. La priorità è la formazione del governo: “Ci manca solo che discutiamo di questo – ha detto al termine delle consultazioni avute oggi con sindacati e associazioni – se ne discuterà a tempo debito e non è il caso di mescolare i temi”. Il segretario Pd nega dunque che sul tavolo ci siano trattative sul Quirinale, in vista anche della direzione nazionale del Partito prevista per le 19, che i lettori di Repubblica.it potranno seguire in diretta streaming.

La terza giornata di consultazioni. I sindacati. Come ieri Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, oggi a rilanciare un grido d’allarme sull’emergenza sociale ed economica del Paese sono i sindacati, incontrati da Pier Luigi Bersani nel terzo giorno di consultazioni nelle vesti di presidente del Consiglio incaricato. I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono apertamente contrari a un ritorno alle urne e auspicano la formazione di un governo “a tutti costi” e in tempi brevi, come ha sottolineato il leader Cisl, Raffaele Bonanni, onde evitare “il rischio che l’Italia somigli alla Germania di Weimar”. I problemi dell’Italia non possono aspettare: sul tappeto l’abbassamento della pressione fiscale e delle tasse sul lavoro e la riduzione dei costi della politica, proposte dal leader della Uil, Luigi Angeletti, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa fino a un valore di 1000 euro chiesta da Susanna Camusso, segretario della Cgil.

Pmi. Anche le piccole e medie imprese manifestano la propria preoccupazione sulla situazione economica italiana. Carlo Sangalli, rappresentante di Rete imprese Italia, parla di “aziende al collasso” e invoca la necessità di “ridurre la pressione fiscale, evitare l’aumento dell’Iva e ridurre progressivamente l’Irap”.

Un governo che fa miracoli. Il segretario Pd è ben consapevole della drammaticità della situazione italiana: “Avete visto quello che ha detto Confindustria?”, dice Bersani ai cronisti in una pausa delle sue consultazioni. Secondo il leader democratico la crisi non è “ancora davanti” e per questo serve un governo: “Anzi – sorride – servirebbe un governo che fa miracoli”. E intanto Silvio Berlusconi lancia l’ennesima sfida al premier incaricato: “Siamo pronti a un governo Bersani, con Alfano vicepremier e un presidente della Repubblica moderato”. Pronta la replica di Bersani alle aperture del Cavaliere per un governo di larghe intese: “Siamo al dunque, bisogna fare
discorsi seri, al mattino non si può annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio abbracci”.

Gli ambientalisti. Un cambio di passo radicale è quanto chiedono al prossimo governo le associazioni ambientaliste, al termine dell’incontro con Bersani. Sono sette in tutto le organizzazioni che hanno partecipato alla riunione (Wwf, Legambiente, Greenpeace, Touring club italiano, Fai, Cai e Federazione Pro natura) e tutte concordano nell’evidenziare la necessità di politiche a difesa della natura e del paesaggio nonché di maggiori risorse. Tra le priorità, sempre secondo le associazioni, anche quella di misure a favore della difesa della legalità, a partire dalla lotta all’abusivismo.

Don Ciotti. Il fondatore dell’associazione antimafia “Libera” ha smentito l’ipotesi che possa diventare ministro in un eventuale governo Bersani. “E’ da 42 anni che lo sono nella chiesa ministro di Dio, ma non è il mio compito quello”, ha spiegato dopo avere incontrato il leader del Pd alla Camera. “Faccio altro e volentieri collaboro a percorsi comuni, lo faccio con Libera”. Don Ciotti ha poi chiesto al premier incaricato l’equiparazione tra vittime del terrorismo e delle mafie e la revisione del regime della 416 bis alla luce dei tempi attuali.

Forum giovani. Il forum dei giovani non chiede un ministero per le Politiche giovanili ma una “delega specifica nel governo, trasversale, e un coordinamento di tutti i soggetti che si occupano di politiche giovanili”. Dopo la consultazione con Bersani, Giuseppe Failla, portavoce del forum riferisce di aver segnalato “tre priorità”. La prima è “l’accesso ai diritti” con “precedenza al lavoro con la diminuzione della forme contrattuali, stage remunerati, detassazione lavoro per under 30, accesso al credito”, poi “il diritto alla partecipazione con voto a 16 anni nelle amministrative e servizio civile per tutti”. Il forum infine chiede una “nuova legge elettorale”. Da parte del Consiglio nazionale degli studenti arriva invece la sollecitazione per una maggiore attenzione nei confronti dell’istruzione pubblica e in particolare dell’Università statale.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento