Data odierna 22-09-2017

“Siamo davanti ad una nuova Tangentopoli? La storia non si ripete nella stessa forma, non credo che tecnicamente siamo davanti a una nuova Tangentopoli, ma c’è stato un abbassamento di tensione...

Bersani: Non è una nuova Tangentopoli, ma la destra ci lascia catastrofe etica e morale

“Siamo davanti ad una nuova Tangentopoli? La storia non si ripete nella stessa forma, non credo che tecnicamente siamo davanti a una nuova Tangentopoli, ma c’è stato un abbassamento di tensione su corruzione e tangenti, la situazione segnala un abbassamento degli anticorpi del sistema a fattori di corruzione”, lo afferma Pierluigi Bersani intervenendo al videoforum su Repubblica Tv.

“Gli anticorpi sono stati distrutti e quando senti qualcuno che giustifica queste pratiche capisci da dove arriva il problema, invece dobbiamo pretendere che la magistratura faccia il suo dovere”, dice il segretario del Pd rispondendo alle domande di Massimo Giannini e Claudio Tito.

“Questi lunghi anni della destra ci hanno consegnato una catastrofe sociale, economica, etica e morale – insiste il leader democratico – Il governo non deve solo governare ma ricostruire, serve un governo da combattimento per ricostruire con dei segnali chiari un rapporto di credibilità con i cittadini”. “C’è una sacco di rabbia in giro, ma da sola non basta. Serve anche il cambiamento”, aggiunge Bersani.

Ancora sul riemergere della corruzione, il segretario del Pd risponde alle accuse di “giustizia ad orologeria” ribadite anche questa mattina da Berlusconi. “Ci saranno state buone ragioni per queste inchieste di cui, del resto, si parla da mesi. Io non mi accodo al complottismo. Non vedo manone… Non nego che ci possa essere un’iniziativa un po’ troppo spinta, ma bisogna andare fino in fondo”, replica.

Bersani riponde anche a una domanda sui rapporti con Mario Monti. “Da quando è iniziata la campagna elettorale da lui non ho mai sentito una parola sul senso di responsabilità del Pd, solo un elenco dei difetti. Ogni tanto, non sempre, vorrei sentir parlare della lealtà del Pd perché poi a incontrare gli esodati e i professori precari ci sono andato io”, dice il segretario. “E’ stucchevole – sottolinea – che con tutti i problemi che abbiamo in giro la questione sia Vendola…”.

Il leader democratico sgombra quindi il campo da una possibile rottura con Sel in vista di un avvicinamento ai centristi. “Io – chiarisce – ho fatto l’alleanza con Vendola non per scherzare, l’ho fatta con un governatore, con un europeista, certamente con un uomo di sinistra. E poi l’ho fatta con Tabacci e Nencini. Sono sicuro che reggerà più la nostra delle altre coalizioni, se non altro perché ce la siamo fatta in un bagno di popolo. Noi abbiamo dimostrato che quello che diciamo lo facciamo. Ci siamo vincolati a un patto e pretendiamo rispetto”.

La possibilità che il centrosinistra non ottenga la maggioranza anche al Senato e che debba chiedere aiuto ai montiani resta però più che mai di attualità. “Le primarie – sottolinea Bersani – hanno deciso anche chi dirige il traffico e se ce ne sarà bisogno di questo prolema me ne occupo io. Io sono convinto che è possibile avere il 51% a Camera e Senato. Sono convinto che con i problemi che abbiamo questo aspetto passerà in secondo piano e voglio vedere chi si sottrarà alla responsabilità di fare qualcosa per questo paese. Non andrò nelle segrete stanze, ma tirare dritto con 3 o 4 provvedimenti e vedere chi ci sta. Quando parliamo di Vendola parliamo di uno che sa come si governa e che alcune mediazioni sono necessarie”. “Al netto dei pregiudizi ideologici, i presupposti per un’intesa ci sono tutti”, assicura ancora il candidato premier del centrosinistra.

E che l’intesa con il leader di Sel sia quanto mai solida lo conferma lo tesso Vendola in un conlloquio con il Corriere.it. “Bersani è stato un amministratore molto competente molto appassionato, è una delle migliori espressioni del riformismo italiano e ha una qualità rara sulla scena pubblica: non è un cinico, è una persona vera, una persona perbene. L’alleanza è un corpo vivo e noi dobbiamo continuamente essere capaci di feedback con la nostra gente. Per questo io mi fido di Bersani”.

Il segretario del Pd al videoforum su Repubblica Tv interviene anche sul tema della possibile vendita de La7 al fondo Clessidra, fondato dall’ex amministratore delegato di Fininvest claudio sposito. “Sono decisioni che vanno osservate sotto alcuni profili: se c’è un conflitto di interessi, se ci si avvicina alla posizione dominante, ad esempio. E’ chiaro che se toccasse a me, un’occhiata a queste cose bisogna darla. Io non ho capito questa fretta, ma lo lascio decidere agli azionisti”, dice Bersani.

Nel pomeriggio il leader democratico replica poi alle parole di Monti, che aveva spiegato di aver ricevuto diverse offerte di incarichi istituzionali in cambio di una rinuncia all’impegno politico. “Credo che non ci sia nessuno che possa offrire il Quirinale, certamente ci può essere chi non avrebbe escluso un’ipotesi del genere. E’ andata in un altro modo”, chiarische.

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