Data odierna 24-09-2017

Le diplomazie sono ancora al lavoro ma le quotazioni sulla nascita di un governo Bersani sembrano, al momento, in picchiata. Il premier che ha ricevuto il pre-incarico da Giorgio Napolitano per tentare...

Bersani entro stasera al Quirinale.  Scelta Civica: abbiamo visto troppo poco

Le diplomazie sono ancora al lavoro ma le quotazioni sulla nascita di un governo Bersani sembrano, al momento, in picchiata. Il premier che ha ricevuto il pre-incarico da Giorgio Napolitano per tentare di formare un governo riferirà stasera al Colle, probabilmente intorno alle 18. In un colloquio che, almeno a guardare i segnali della nottata e di questa mattina, non si preannuncia facile. Questa mattina Bersani ha ricevuto i rappresentanti delle delegazioni della sua coalizione e ha così chiuso le consultazioni. “Ci ha reso noto il quadro delle difficoltà che sta incontrando nelle interlocuzioni con le forze esterne alla coalizione”, ha detto chiaramente all’uscita Pino Pisicchio (Cd).

Di qui l’ultimo appello che il Pd rivolge alle altre forze politiche. “C’é ancora spazio – ha detto Luigi Zanda uscendo dalla sala del Cavaliere – per risolvere in modo positivo la situazione: capita spesso che le partite, specie le più delicate, si risolvano nell’ultima fase, ma è necessario che tutte forze politiche sappiano assumersi le loro responsabilità”. Ma dopo che Silvio Berlusconi ha iniziato a dettare condizioni sul prossimo nome al Colle la via è strettissima. Nel frattempo, si sfila Scelta Civica. “A quarantott’ore dall’incontro con Pierluigi Bersani – dice a chiare lettere – poco si è visto delle proposte che avevamo sollecitato”.

A questo punto se la partita si dovesse chiudere così Bersani potrebbe, comunque, provare a chiedere a Napolitano di andare alle Camere a verificare i propri numeri. E’ quello che dice Sel, dopo il colloquio con il premier incaricato. “Con rispetto per il Quirinale – dice Gennaro Migliore – riteniamo sia possibile andare ancora a verificare il consenso nelle Aule rispetto alla proposta” di Bersani. Ma, d’altra parte, il capo dello Stato nel delimitare il pre-incarico a Bersani ha indicato in maniera decisa la necessità che il segretario Pd gli porti a suo sostegno dei numeri precisi. Numeri che ormai è certo non verranno dai grillini. Tanto più che dal suo blog Beppe Grillo torna a ventilare, pur contro ogni parere costituzionale che “se l’Italia è senza governo (in realtà è in carica Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese. Non è necessario un governo per una legge elettorale o per misure urgenti per pmi o per tagli delle Province”

Intanto gli ambasciatori del Pd si impegnano ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica “con una comune garanzia – come ha detto anche pubblicamente il leader Pd – su figure che ottengano i voti dei due terzi del Parlamento e non siano di parte”. Impegni troppi generici per il Pdl che invece chiede al Pd una rosa di nomi da valutare, ma rappresentanti dell’area di centrodestra.

Nei capannelli in Transatlantico i nomi più quotati sono, sul fronte del centrosinistra, quelli di Franco Marini e di Giuliano Amato, solo rumor ma indicativi per capire i profili di personalità che potrebbero essere proposti per cercare di convincere Berlusconi. Se il cuore della questione è il Colle, è vero che, come ha spiegato Bersani in alcune consultazioni di oggi, la ‘convenzione’ per le riforme, guidata dal Pdl, ha aiutato “il disgelo” con il centrodestra e con i montiani. Ma non con il M5S, dal cui incontro il premier incaricato ha definitivamente capito che non potrà avere un via libera, salvo poche defezioni.

MILANO GIRA IN RIALZO (+0,55%) DOPO OCSE – Piazza Affari gira in rialzo. Il Ftse Mib guadagna lo 0,55% a 15.413 punti dopo alcune buone indicazioni da parte dell’Ocse. A far cambiare passo agli indici sono i bancari con lo spread tra Btp e Bund che dopo essersi spinto fino a 360 punti, oscilla sui 353. Nel credito in evidenza Ubi (+4,03%), Unicredit (+3,04%), Intesa SanPaolo (+2,12%). Continua in positivo anche Telecom (+1,28%). Sul fronte opposto Buzzi (-1,46%), Ansaldo (-1,20%), Mediaset (-1,23%).

SPREAD BTP SCENDE A 350 PUNTI – Prosegue la discesa dello spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo la riapertura delle banche a Cipro. La forbice Roma-Berlino si restringe a 350 punti base col tasso sul decennale al 4,77%.

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