Data odierna 20-09-2017

Una proposta di cambiamento. E’ quella che Pier Luigi Bersani, alla fine della quinta giornata di consultazioni, ha offerto ai partiti. “Ho cercato fin qui – ha detto il premier incaricato...

Bersani: “C’è un’occasione per cambiare”

Una proposta di cambiamento. E’ quella che Pier Luigi Bersani, alla fine della quinta giornata di consultazioni, ha offerto ai partiti. “Ho cercato fin qui – ha detto il premier incaricato – in assoluta trasparenza, di mettere l’insieme delle forze politiche di fronte a un’occasione vera di cambiamento”. E il capogruppo al Senato del M5S Vito Crimi ha aperto a un possibile appoggio a un ‘governo del presidente’: “Se Napolitano fa un altro nome è tutta un’altra storia”. Un nome estraneo ai partiti “è bene che il Pd non lo faccia, altrimenti lo brucia – ha detto Crimi- Non voteremo mai un governo targato Pd anche se guidato da una persona terza”.

Appena un’ora prima Bersani aveva lanciato il suo appello alle forze politiche. E’ “un’occasione precisa, strutturata – ha spiegato il leader Pd – che riguarda un governo che risponda immediatamente ad alcune esigenze impellenti che ci vengono da queste elezioni e dalla società, e dall’altro dalla possibilità di allestire un meccanismo che renda finalmente possibile ed esigibile quella grande riforma di cui parliamo da 20 anni”. Domani è la giornata decisiva, in cui Bersani intende salire al Colle: “Le forze parlamentari si stanno prendendo le loro ore di riflessione e attendo una risposta conclusiva. E’ mia intenzione nella giornata di domani portare al presidente dela Repubblica gli esiti delle consultazioni. Non ho diktat da fare, valuteremo insieme”. In caso di risposta negativa sta alle forze politiche “dire qualcos’altro”, ossia fare una proposta alternativa. Comunque, ha osservato, chi dice no “lo dice non a Bersani che non si rompe la testa, lo dice all’Italia”.

Su legalità e corruzione Bersani non è disposto a compromessi: “Non scendo di nessuna tacca, le mie
proposte sono pronte, non sono contro nessuno ma la famosa tacca della legalità si misura sulle esigenze di questo Paese. Ci sarà la legge sulla corruzione e sul conflitto d’interesse così come per il reato di autoriciclaggio”. E chiarisce che non gli è stato proposto nessuno scambio governo-Quirinale: “Non
mi è stato posto lo scambio governo-Quirinale. Io posso però dire che nelle prime tre votazioni il capo dello Stato si elegge a due terzi: quindi è una carica di comune garanzia. Non parto da esigenze di parte”.

I Cinque Stelle sono usciti dall’incontro con il segretario democratico da poche ore e hanno ribadito il loro “no”. Nessuna fiducia al governo Bersani, né alla Camera né al Senato. E’ la risposta, forte e chiara, dei capigruppo del Movimento 5 Stelle alla richiesta del premier incaricato di “prendersi un pezzetto di responsabilità” e permettere la partenza di un esecutivo, di cui il Paese ha fortemente bisogno. Un no ampiamente annunciato, votato all’unanimità ieri in assemblea, e ribadito questa mattina da Roberta Lombardi e Vito Crimi a Bersani durante le consultazioni, trasmesse in diretta streaming, come chiesto e ottenuto dai grillini.

E a Beppe Grillo che sul suo blog parla dei leader di partito come “padri puttanieri”, Bersani replica prontamente: “Auguri ai salvatori della patria”.

Per la Lega se Bersani fallisce il prossimo passo sono le elezioni. “Se chi ha vinto le elezioni non riesce a fare il governo, bisogna ridare la parola al popolo sovrano”, ha detto il leader della Lega, Roberto Maroni. Il leader della Lega ha chiarito la sua posizione della coalizione Pdl-Lega nord su un possibile esecutivo a guida Bersani. “E’ verosimile che il Pdl e la Lega non si oppongono alla nascita del governo Bersani? E’ possibile, non so quanto probabile, ma è possibile. Lo abbiamo detto ieri, è possibile a determinate condizioni”. “Se lui decide di accettare le nostre condizioni,- ha detto Maroni riferendosi a Bersani – noi faremo la nostra parte, altrimenti andrà al Quirinale a dire che non ha la maggioranza”.

Poco prima le dichiarazioni di Crimi. “Noi abbiamo una credibilità che possiamo spendere: gli altri partiti hanno una ‘non credibilità, essendo lì da 30 anni facendo solo promesse”, dice il capogruppo al Senato Crimi. “Voteremo no alla Camera e al Senato”, puntualizza la collega Roberta Lombardi subito dopo l’incontro con Bersani. Quanto a eventuali appoggi esterni, “non so in che termini si possa intendere – replica Crimi ai giornalisti – se la politica del Pd è di cambiamento, noi siamo pronti a dare un appoggio su singoli provvedimenti”. Ma Lombardi mette in chiaro: “Se appoggio esterno vuol dire votare la fiducia a un governo, il nostro resta un no”. Aggiunge Crimi: “Escludo che usciamo dall’aula”. Chiusura netta, quindi, alle richieste di Bersani che durante il colloquio aveva esplicitato: “c’è anche modo di non dare” la fiducia consentendo però al governo di partire.

Durante le consultazioni, il segretario del Pd ha lanciato un appello ai 5 Stelle, chiarendo la sua posizione: “Non esiste l’ipotesi di un governissimo. Quello che ho in mente è un governo che apra la legislatura con in programma alcune riforme essenziali”, con in primo piano la preoccupazione sociale e del lavoro.

Il premier designato ha sottolineato la priorità di dover dare un governo al Paese. “Sono pronto ad assumermi una responsabilità enorme”, ha detto. “A chi è più vicino chiedo responsabilità. Alle forze che vogliono avere più autonomia chiedo di non impedire questa partenza”. “Siete protagonisti del cambiamento, ma non esclusivi. Anche la mia forza sente questa esigenza. Non farò governi che abbiano davanti l’impossibilità di cambiamento”, continua il segretario del Pd. E aggiunge: Intervenire sugli “stipendi dei parlamentari equiparandoli a quelli dei sindaci”, fare una “legge su partiti che riveda i finanziamenti ma non solo quelli”. Non solo. “Tutte le norme che possono riguardare una terapia d’urto contro la corruzione, l’antimafia, antireciclaggio: ce le ho pronte”. Anche “sul conflitto d’interesse. Ce le ho pronti questi provvedimenti, lo posso fare”.

Rassicurazioni che non sono, evidentemente, bastate. Fredda la prima replica di Roberta Lombardi: “Sono venti anni che sentiamo queste parole. Vent’anni che voto e che sento parlare delle stesse cose e non vengono mai realizzate. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò”, dice. E la risposta di Bersani non tarda: “Qui non è Ballarò, è una roba seria. E i prossimi mesi saranno durissimi”.

“Lei diceva che solo un insano di mente può avere la fregola di voler governare il Paese; ebbene, noi siamo quegli insani di mente perché abbiamo un progetto per il Paese. Noi siamo disposti a prenderci la responsbilità, a riprenderci la sovranità, a riprenderci il nostro Paese”, continua Lombardi.

Appoggiare un governo Bersani vorrebbe dire “dare una fiducia in bianco, un atto forte in cui si danno le condizioni per la costruzione di una maggioranza stabile. Noi, anche per il mandato che ci hanno dato gli elettori”, da cui arriva “un messaggio quasi unanime di non dare fiducia in bianco, non ce la sentiamo davvero di poterci fidare. Vogliamo le prove”, aggiunge il capogruppo del M5S al Senato Vito Crimi. Che rivendica ai 5 Stelle la possibilità di formare un esecutivo: “Non abbiamo nessuna remora ad essere forze in grado di provare a formare un governo, sulla base di un programma che potrebbe essere condiviso in larga parte dalle forze politiche”. E se il presidente Napolitano pensa ad un governo Cinque Stelle, noi siamo pronti. Bersani ha detto che come presidente incaricato porterà questa nostra istanza al presidente Napolitano”, continua Crimi.

Muro di gomma, quindi, di fronte agli appelli di Bersani. Che ai 5 Stelle manda però un chiaro avvertimento: attenzione, dice il leader del Pd. “Fuori da questa nostra proposta vedo un meccanismo che, dal dire ‘faremo, diremo’, ci può portare solo a dire, ‘l’avremmo potuto fare’”.

Bersani dovrà ora tornare da Napolitano a riferire sull’esito delle consultazioni. L’incontro, inizialmente previsto per domani, dovrebbe slittare a venerdì. Sono state intanto rimandate a domani mattina le consultazioni con Sel. A Sky tg24 il senatore della Lega Nord Massimo Bitonci ha detto che potrebbe esserci da parte del premier incaricato “un supplemento di indagine” perché “può darsi che in queste ore, in questi giorni nasca anche una proposta diversa”.

A seguire da vicino l’esito delle consultazioni è anche l’agenzia di rating Moody’s. Nei giorni scorsi era circolata la notizia di un downgrade dell’Italia, da parte dell’agenzia americana. Oggi, in un’intervista alla Reuters, l’analista Dietmar Hornung avverte di seguire “gli sforzi di Bersani per formare un governo” per le sue valutazioni sul rating e afferma che l’esito del tentativo del leader Pd avrà riflessi nel “breve termine” sul profilo di credito del Paese.

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