Data odierna 22-09-2017

I giudici del processo Ruby hanno accolto l’istanza di legittimo impedimento presentata da Silvio Berlusconi, mentre hanno respinto quella dei suoi legali Piero Longo e Niccolò Ghedini. Il processo,...

Berlusconi disprezza i giudici, Boccassini protesta ma l’udienza slitta

I giudici del processo Ruby hanno accolto l’istanza di legittimo impedimento presentata da Silvio Berlusconi, mentre hanno respinto quella dei suoi legali Piero Longo e Niccolò Ghedini. Il processo, nel quale l’ex premier è imputato di prostituzione minorile e di concussione, è stato rinviato al 25 marzo. La corte ha ritenuto che l’impegno parlamentare del leader del Pdl è uno “dei passaggi fondamentali” e improcrastinabili dell’attività politica del nostro Paese. Pertanto è stato ritenuto “assoluto” l’impegno del senatore Berlusconi.

La richiesta di rinvio da parte dell’ex premier e della sua difesa e lo slittamento ancora una volta della requisitoria, avevano provocato la durissima reazione del pm Ilda Boccassini “in un altro Paese sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui”: lo ha detto il procuratore aggiunto chiedendo di respingere l’istanza dell’ex premier e dei suoi avvocati.

Gli avvocati Longo e Ghedini non si sono presentati in aula, preferendo inviare un’istanza di legittimo impedimento per Berlusconi ma anche per loro stessi impegnati a Roma in una riunione del Pdl per scegliere i capigruppo di Camera e Senato.

“Questo processo deve andare avanti – aveva replicato la Boccassini – Non siamo in presenza di un impedimento legittimo né per l’imputato Berlusconi né per i suoi difensori. Sono 34 anni che esercito la funzione di pm e non ho mai visto un atteggiamento come questo, salvo in questo
processo. Bisogna consentire al pm, che in quest’aula rappresenta lo Stato, di concludere la requisitoria”.

Dura la replica alle parole del pm da parte degli avvocati Longo e Ghedini: “I toni e i modi utilizzati dalla dottoressa Boccassini in udienza, sono davvero inaccettabili e dovranno trovare compiuta valutazione nelle sedi opportune”. I legali di Berlusconi proseguono spiegando che “tale atteggiamento dimostra ancor più, se ve ne fosse bisogno, l’assoluta impossibilità di affrontare serenamente quel processo a Milano”.

Con il rinvio al 25 marzo e la soppressione di due udienze fissate per questa settimana, slitta ancora una volta la conclusione della requisitoria con la richiesta di condanna nel processo sul caso Ruby. A questo punto, in attesa della decisione della Cassazione sull’ammissibilità o meno dell’istanza di trasferimento del procedimento a Brescia per legittimo sospetto, la sentenza, che era prevista per lunedì prossimo, arriverà forse ad aprile.

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