Data odierna 23-09-2017

Secondo fonti del Pdl il Cavaliere manderá un messaggio distensivo ai meno duri dei seguaci di Fini. L’obiettivo è di lasciare il presidente della Camera senza truppe al momento della riapertura...

Guarda le immagini BERLUSCONI, APPELLO AI FINIANI MODERATI E AI SUOI DICE: “CONVINCETENE UNO A TESTA”

Secondo fonti del Pdl il Cavaliere manderá un messaggio distensivo ai meno duri dei seguaci di Fini. L’obiettivo è di lasciare il presidente della Camera senza truppe al momento della riapertura del Parlamento.

“Ognuno di voi convinca un finiano moderato a tornare nel Pdl”, questo il senso del compito affidato da Silvio Berlusconi ai dirigenti del partito in vista della ripresa della battaglia politica in Parlamento e del vertice di venerdí a Roma con tutti i maggiorenti del Popolo della libertá. Un premier che, pur non volendone sapere di Gianfranco Fini o dei più duri dei suoi supporter come Italo Bocchino, lancia un appello a quelli che sono definiti “finiani moderati” a non tradire il governo e gli elettori.

La lealtá dimostrata nei confronti di Fini – è stato il ragionamento che il presidente del Consiglio ha fatto a diversi interlocutori fra ieri e oggi – per certi versi è persino comprensibile. Ma coerenza vuole che dimostrino la stessa fedeltá a chi li ha votati, portandoli in Parlamento e al governo e, conseguentemente, che continuino a sostenere lealmente l’esecutivo in carica.

Nel corso del suo ragionamento – cosí come viene riferito da diversi intelocutori – il Cavaliere non ha accennato alla possibilitá di ricucire con l’ex leader di An o con quei parlamentari (Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata o Luca Barbareschi) che considera ‘falchi’. Le speranze di colmare le distanze con il presidente della Camera, sottolinea infatti un dirigente del Pdl che dice di aver parlato con il premier, sono praticamente nulle.

L’obiettivo, semmai, è quello di dialogare con coloro che Berlusconi considera ‘finiani moderati’; ovvero

quelli che hanno seguito l’ex leader di An nel gruppo Futuro e Libertá, ma che non vogliono veder naufragare l’attuale maggioranza. E che, a detta del Cavaliere, sono parecchi. Da qui il ragionamento fatto con i più stretti collaboratori e ripetuto in questi giorni ad alcuni parlamentari della maggioranza sulla possibilitá di ‘recuperare’ diversi di loro. Insomma, il presidente del Consiglio guarda alla parte mezza piena del bicchiere: e per farlo ha spiegato di non voler condannare quelli che hanno scelto di restare fedeli al proprio leader storico. Anzi, secondo qualcuno, è arrivato persino a dire di comprenderne la lealtá (pur non mancando di criticare l’esito della loro scelta e cioè la formazione di un gruppo separato dal Pdl). Allo stesso tempo, peró, il premier si aspetta che la medesima lealtá sia dimostrata verso gli elettori che li hanno portati in Parlamento e al governo. Cosí come si attende lealtá verso la frase scritta sulla scheda elettorale: ‘Berlusconi presidente’.

Ragionamenti riferiti dai fedelissimi e dunque non pubblici, ma che suonano come un appello a chi vuole evitare una rottura che – sostiene Berlusconi – avrebbe come unica conseguenza il ritorno alle urne. Invito che il Cavaliere avrebbe consegnato a dirigenti e esponenti di peso del Pdl. Con l’obiettivo, per ciascuno di loro, di riportare almeno un ‘finiano moderato’ all’ovile.

A tenere le fila del rapporto con Fini è da sempre Gianni Letta. Oggi, dopo la camera ardente dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, c’è stato un nuovo ‘contatto’ di una ventina di minuti fra il sottosegretario e il presidente di Montecitorio. Sembra che i due abbiano provato a fare un breve punto sulla attualitá politica e le prospettive alla ripresa di settembre. E stando alle indiscrezioni Fini avrebbe detto che chi alimenta conflitti, sparando sulle istituzioni, danneggia il Paese: chiaro il riferimento innanzitutto ai duri attacchi rivolti da alcuni esponenti del Pdl al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ma nel ragionamento rientrano anche le richieste di dimissioni del presidente della Camera, avanzate nei giorni scorsi da esponenti della maggioranza di governo. Letta, secondo le stesse fonti, non si sarebbe sbilanciato sulle reali intenzioni di Berlusconi di fronte ai due scenari ipotizzati in queste settimane: la fiducia su alcuni punti programmatici o la rottura finale e la richiesta di nuove elezioni.

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