Data odierna 23-09-2017

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere alla...

Belsito in carcere, yacht da 2,5 milioni con i soldi pubblici per il figlio di Bossi

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata al riciclaggio. Ordine di arresto anche per l’imprenditore veneto Stefano Bonet, l’uomo degli investimenti del Carroccio in Tanzania, e Romolo Girardelli procacciatore di affari che era legato a Bonet. Una quarta persona è ricercata: si tratta di Stefano Lombardelli, considerato “soggetto in grado di agevolare e procurare la conclusione di affari con le imprese dai quali ricavare proventi illeciti”. Nelle nuove misure cautelari è contestato anche il riciclaggio. E nell’inchiesta spunta anche uno “yacht del valore di 2,5 milioni di euro” acquistato da Riccardo Bossi, figlio di Umberto. Lo yacht, stando all’ordinanza del gip, sarebbe stato comprato con l’appropriazione indebita dei fondi del Carroccio.

Tangenti per la sanità. Gli inquirenti avrebbero trovato un riscontro dei suoi rapporti con multinazionali impegnate in campo ospedaliero: il sospetto è che gli siano arrivate somme per assecondare le richieste dei manager che puntavano ad appalti pubblici. “L’arresto non è relativo alla questione delle spese del partito, ma riguarda società e movimentazioni di denaro”, ha confermato l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale di Belsito, a proposito del provvedimento di custodia cautelare. “Siamo meravigliati, comunque, che l’arresto arrivi ora, a un anno dall’interrogatorio”.

Il
“comitato d’affari” e l’incontro con Maroni. Le richieste, firmate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, risalgono a quattro-cinque mesi fa e l’ordinanza è stata firmata dal gip Gianfranco Criscione. L’esigenza degli arresti starebbe in un presunto tentativo di inquinamento probatorio. Girardelli nelle intercettazioni dell’inchiesta veniva definito “l’ammiraglio”. A detta del gip c’era una sorta di comitato d’affari intorno a Belsito, il quale nonostante avesse lasciato l’incarico di tesoriere conservava un grosso potere di influenza derivante da relazioni personali. L’ex tesoriere, secondo il gip, era “in grado di influenzare le decisioni di istituzioni e grandi imprese pubbliche e private, quali per esempio Siram spa, Fincantieri spa e Gnv spa, in forza del potere politico derivante dalle cariche rivestite”. Bonet e Girardelli parlano in una conversazione intercettata di un “incontro” che Bonet “dovrà tenere con Maroni, Castelli e Calderoli come di un’opportunità per rilanciare l’attività andando oltre Belsito”, scrive ancora il gip.

Lo yacht di Bossi jr. Nell’ordinanza si fa riferimento a una nota di polizia giudiziaria del 3 ottobre scorso, dalla quale si evince che l’espulsione di Belsito dalla Lega “ha tutt’altro che interrotto il criminoso e criminogeno rapporto tra il medesimo Belsito e Girardelli, da ultimo incentrato sulle questioni relative a uno yacht”. Si tratta di una imbarcazione “del valore di 2,5 milioni di euro che Riccardo Bossi avrebbe a suo tempo acquistato avvalendosi di un prestanome grazie a un’ulteriore appropriazione indebita di Belsito”. La stessa nota della guardia di finanza, chiarisce il gip, “fa emergere pure che Belsito tuttora intrattiene poco trasparenti rapporti d’affari con un’esponente della Lega Nord di Chiavari, tale Dujany Sabrina”. Il gip rimarca anche per i quattro arrestati il “concreto e fortissimo pericolo di reiterazione dei reati”.

La vecchia inchiesta. Belsito, che da Genova è stato condotto nel carcere milanese di San Vittore, era già indagato per appropriazione indebita e truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini. Inchiesta che un anno fa, con le prime perquisizioni e le prime informazioni di garanzia, aveva travolto la Lega, portando anche alle dimissioni di Bossi da segretario: l’ex leader della Lega è indagato da mesi per truffa ai danni dello Stato, mentre i suoi due figli, Renzo il ‘Trota’ e Riccardo, sono accusati di appropriazione indebita. Lo scorso 7 aprile Roberto Maroni in un comizio a Pontida aveva mostrato ai militanti alcune buste contenenti “i diamanti di Francesco Belsito” restituiti alla Lega dopo essere stati sequestrati dalla Procura.

Salvini (Lega): “Una storia chiusa”. L’arresto di Belsito è legato “a una pagina di un passato fortunatamente ormai chiusa, che non penso che possa coinvolgere nessun altro” e che non riguarda la Lega di oggi: “Certi errori non saranno ricommessi”. Lo ha detto Matteo Salvini, eurodeputato e segretario della Lega Lombarda, che in chat su Ansa Europa ha affermato di essere “orgoglioso della pulizia che la Lega (solo la Lega e non gli altri partiti) è stata capace di fare al proprio interno”. L’arresto dell’ex tesoriere “ci riporta indietro ai problemi legati al finanziamento ai partiti e getta un’ombra inquietante sulla nuova amministrazione regionale”, sostiene invece la capogruppo della lista Ambrosoli, Lucia Castellano, sui banchi dell’opposizione in Regione Lombardia.

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