Data odierna 22-10-2017

L’Italia vuole “ottenere un ruolo nella cabina di regia” del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) quando questa sará pienamente costituita.Lo ha affermato...

Guarda le immagini AUDIZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE DEL MAE GIAMPIERO MASSOLO

L’Italia vuole “ottenere un ruolo nella cabina di regia” del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) quando questa sará pienamente costituita.Lo ha affermato il segretario generale del MAE Giampiero Massolo, nel corso di una audizione alla Commissione Esteri della Camera. L’Italia, ha specificato, “è importante per ció che rappresenta e per l’impegno e la convinzione con cui appoggia l’Unione europea”. E grazie al “valore aggiunto” che porta, deve poter dare “un contributo utile nel gruppo di testa” del SEAE.

Massolo ha parlato di una sorta di “board” costituito da sette o otto posizioni di rilievo nel quale l’Italia potrebbe aspirare, per esempio, al ruolo di vice segretario generale.

Il nuovo Servizio diplomatico europeo, ha poi aggiunto, non deve nascere come “un carrozzone che rappresenti un aggravio per il contribuente”. Il rischio è che “sia l’organo che sviluppi la funzione e non la funzione che sviluppi l’organo”, e cioè che si costituisca e diventi operativo senza che dietro ci sia una solida e incisiva politica estera dell’Unione. “Il rimedio”, ha sottolineato, “sta nella volontá politica degli Stati”.

Massolo ha quindi spiegato che il Servizio ha due dimensioni. Quella “istituzionale” e cioè di “contenitore”, di “hardware”, che si occupa di procedure, sará affidata alla Direzione Generale per l’Unione europea del MAE. La dimensione relativa al “software”, ai “singoli dossier”, che riguardano per esempio la sicurezza internazionale, sará di competenza della Direzione Generale per gli Affari politici e di sicurezza.

Per quanto riguarda le risorse finanziarie del MAE, Massolo ha detto: “E’ determinante che la manovra economica non tolga quello che è stato faticosamente concesso”, perché “oltre un certo limite non possiamo che ricorrere a un ridimensionamento delle nostre ambizioni”.

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