Data odierna 20-09-2017

“Il nostro impegno parlamentare non si limita alle questioni che attengono ai diritti delle collettività emigrate ma si estende anche a problematiche che riteniamo prioritarie per tutti gli italiani”. A...

“Il nostro impegno parlamentare non si limita alle questioni che attengono ai diritti delle collettività emigrate ma si estende anche a problematiche che riteniamo prioritarie per tutti gli italiani”.

A ricordarlo è Gino Bucchino, deputato del Pd eletto in Nord America, che in questi giorni ha presentato una importante proposta di legge volta ad istituire un assegno di solidarietà in favore delle famiglie monoparentali in condizioni di disagio economico.

Il parlamentare, nella relazione introduttiva al testo, spiega che “le famiglie con un solo genitore rappresentano una realtà sempre più diffusa nella società odierna e che la famiglia monoparentale, per sua natura, è contrassegnata da elementi di vulnerabilità e debolezza. Si rende necessario, pertanto, approntare misure di sostegno e interventi specifici volti a scongiurare situazioni di grave povertà e di disagio sociale, sempre più in aumento in Italia”. Bucchino sottolinea inoltre che “quasi il 90% delle famiglie monoparentali è costituito da donne costrette a dover prendere su di loro tutte le responsabilità di capofamiglia, per fornire tanto il sostentamento quanto le cure”.

Obiettivo della proposta di legge, “ferma restando la necessità di predisporre una legislazione nazionale organica che disciplini complessivamente il sistema di tutela e di assistenza a favore dei soggetti più deboli”, quello di “introdurre una norma semplice ed essenziale che mira a integrare e migliorare l’attuale sistema di tutela normativa delle famiglie monoparentali predisposto in massima parte dagli Enti locali”.

Materialmente la proposta di legge prevede l’istituzione di un assegno di solidarietà mensile allo scopo di far fronte alle esigenze di base e impellenti delle famiglie monoparentali in stato di bisogno. L’assegno è quantificato in 300 euro mensili, con l’aggiunta di ulteriori 100 euro mensili per ogni figlio successivo al primo, ed è subordinato a specifici limiti reddituali e anagrafici.

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