Data odierna 19-11-2017

PER LA ISTITUZIONE DEL PROGRAMMA “MARCO POLO” PER I GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO . È stata assegnata alle Commissioni riunite Affari esteri e Cultura della Camera la proposta di...

Guarda le immagini ASSEGNATA ALLE COMMISSIONI AFFARI ESTERI E CULTURA LA PROPOSTA DI LEGGE DELL’ON. MERLO (MAIE)

PER LA ISTITUZIONE DEL PROGRAMMA “MARCO POLO” PER I GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO . È stata assegnata alle Commissioni riunite Affari esteri e Cultura della Camera la proposta di legge dell’onorevole Ricardo Merlo (Maie) volta alla “Istituzione del programma di formazione ed educazione “Marco Polo” per l’approfondimento della cultura italiana destinato ai giovani italiani residenti all’estero”. Il testo – sottoscritto da altri dieci deputati di vari schieramenti, tra cui gli eletti all’estero del Pd Fedi, Bucchino, Garavini, Farina e Porta, del Pdl Angeli e di Idv Razzi – inizierá l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio.
Alla base della proposta di legge, spiega Merlo, la considerazione della necessitá di “approfondire il rapporto tra il nostro Paese e la sua comunitá nata e residente all’estero, attraverso l’intensificazione degli scambi educativi e culturali che la legano alla nostra terra”. Per questo si propone “un programma per i giovani italiani nati e residenti all’estero” che ha come obiettivo quello di “rafforzare l’identitá e la cultura italiana nel mondo” e di “contribuire alla formazione dei nostri giovani cittadini fuori dell’Italia, con l’obiettivo che possano diventare “agenti del cambiamento” nelle loro societá di residenza, accrescendo cosí le loro abilitá come futuri leader nella loro comunitá”.
Il programma “Marco Polo” sarebbe destinato “a formare ogni anno 150 studenti, in possesso di determinati requisiti, scelti sulla base di un criterio di ripartizione demografica che rispetti quella della popolazione italiana residente nella circoscrizione Estero”, aperto cioè “a tutti i giovani laureati tra i ventiquattro e i trenta anni di etá, nati e residenti all’estero, con conoscenza di base della lingua italiana”.
“La valutazione di ciascuno dei concorrenti sará effettuata, nei Paesi di provenienza, dalle ambasciate e dalle rappresentanze consolari italiane, sentiti i membri del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) del medesimo Paese, in base al rendimento accademico, a una prova scritta e a un colloquio. La durata prevista del programma è di un mese, per tre volte all’anno per gruppi di cinquanta ragazzi ciascuno e includerá la partecipazione ad attivitá formative didattiche che comprenderanno: corsi di storia, economia e conoscenza dell’arte italiana; attivitá culturali varie; visite a istituzioni nazionali e regionali, con approfondimento della conoscenza dei meccanismi di funzionamento delle stesse; visite di aziende private e di organizzazioni del terzo settore per conoscere la realtá economica e sociale italiana”.
Secondo i dettagliati calcoli di Merlo, il programma costerebbe 1.800.000 euro, una somma “che è un vero investimento per il Paese, a paragone del beneficio che ne deriverá dal formare nuove generazioni di italiani, preparati a diffondere la cultura italiana nel mondo. La valorizzazione di giovani talenti come veicolo di promozione culturale, sociale, commerciale e turistico al di fuori dell’Italia non puó essere sprecata”. Nove gli articoli che compongono il testo.
Art. 1. (Istituzione del programma “Marco Polo”).
1. È istituito il programma di formazione ed educazione “Marco Polo” destinato all’approfondimento della cultura italiana di giovani italiani laureati nati e stabilmente residenti all’estero.
2. L’ammissione al programma “Marco Polo” avviene tramite indizione di un bando di concorso per la concessione di borse di studio, ai sensi dell’articolo 3, per un numero totale annuo pari a centocinquanta.
Art. 2. (Requisiti per l’ammissione).
1. Possono essere ammessi al programma “Marco Polo” i giovani di cui all’articolo 1, comma 1, in possesso dei seguenti requisiti:
a) etá compresa tra i ventiquattro e i trenta anni alla data di indizione del bando di concorso;
b) conoscenza di base della lingua italiana;
c) rendimento accademico di livello medio-alto;
d) non avere mai usufruito in precedenza del programma “Marco Polo”;
e) non avere mai usufruito di altre borse di studio concesse dallo Stato italiano.
Art. 3. (Bando di concorso).
1. Per l’ammissione al programma “Marco Polo” il Ministero degli affari esteri indice annualmente un bando di concorso per la concessione di centocinquanta borse di studio, con l’indicazione delle borse di studio disponibili per ciascuna ripartizione della circoscrizione Estero, calcolate in base ai criteri stabiliti dall’articolo 6.
2. Le modalitá per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso di cui al comma 1 sono stabilite con decreto del Ministro degli affari esteri, da comunicare alle ambasciate consolari italiane all’estero ai fini della sua adeguata diffusione.
Art. 4. (Contenuti e durata del programma “Marco Polo”).
1. Il programma “Marco Polo” consiste in un corso di formazione ed educazione per l’approfondimento della cultura italiana della durata di un mese e suddiviso in tre periodi nel corso dell’anno per un totale di centocinquanta partecipanti. Il corso è svolto in Italia e prevede le seguenti attivitá formative didattiche:
a) corsi di storia, economia e conoscenza dell’arte italiana;
b) attivitá culturali, quali visite ai musei, alle mostre e attivitá congressuali;
c) visite a istituzioni nazionali e regionali, con approfondimento della conoscenza dei meccanismi di funzionamento delle stesse;
d) visite di aziende private e di organizzazioni del terzo settore per conoscere la realtá economica e sociale italiana.
Art. 5. (Selezione dei partecipanti al programma “Marco Polo”).
1. Ai fini della concessione delle borse di studio di cui all’articolo 3, la selezione dei giovani italiani partecipanti è effettuata, nei Paesi di provenienza, dalle ambasciate e dalle rappresentanze consolari italiane, sentiti i membri del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) dei medesimi Paesi, sulla base dei titoli accademici, del superamento di una prova scritta, da svolgere anche nella lingua madre di ciascun candidato, su un tema legato all’Italia, e delle motivazioni personali valutate nel corso di un colloquio personale, da eseguire in lingua italiana.
Art. 6. (Assegnazione delle borse di studio).
1. L’assegnazione delle borse di studio avviene secondo i seguenti criteri di ripartizione:
a) centoquaranta borse di studio sono assegnate ai giovani italiani laureati dei Paesi esteri in modo proporzionale alla presenza nel CGIE dei rispettivi consiglieri;
b) dieci borse di studio sono assegnate ai giovani italiani laureati scelti dal Ministero degli affari esteri, tenuto conto che non tutti gli Stati esteri sono rappresentati nel CGIE.
Art. 7. (Organizzazione del programma “Marco Polo”).
1. L’organizzazione del programma “Marco Polo” è stabilita dal Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro della gioventù.
Art. 8. (Copertura finanziaria).
1. Per l’attuazione della presente legge è autorizzata la spesa di 1.800.000 euro annui a decorrere dall’anno 2010. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 9. (Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale”.

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