Data odierna 24-09-2017

“Il vento del Ministero degli Affari Esteri ha accecato le istituzioni consolari italiane in Svizzera. Riaprire Losanna e Coira, sospendere le chiusure in Francia e in tutta Europa sarebbe un atto...

Appello a monti e al ministro terzi: sospendete le chiusure consolari in Europa e nel mondo! – di Gianni Farina

“Il vento del Ministero degli Affari Esteri ha accecato le istituzioni consolari italiane in Svizzera. Riaprire Losanna e Coira, sospendere le chiusure in Francia e in tutta Europa sarebbe un atto di ritrovata saggezza”. Si apre così l’articolo scritto da Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, e pubblicato oggi dal settimanale edito in Svizzera La Pagina, nel quale il parlamentare lancia un appello al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, affinché rivedano le decisioni della Farnesina sulla chiusura di consolati e agenzie consolati in Europa e nel Mondo.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo.

“Il linguaggio è forbito, glaciale, irto di affermazioni, dati, riferimenti a leggi e decreti la cui comprensione richiederebbe mesi di stage. Dati e disposizioni di leggi risalenti a decenni, il tutto, naturalmente, nell’apparente rispetto delle norme che regolano il rapporto tra i diversi poteri dello Stato: l’amministrazione e i cittadini, l’esecutivo e il legislativo. Appunto: l’apparente rispetto.

Lo smantellamento scriteriato della rete consolare in Europa e nel mondo è descritto come necessario processo di razionalizzazione. I riferimenti al passato: il completamento della prima fase di ristrutturazione del 2007, ha consentito il proseguimento di una riflessione nella prospettiva di rafforzare la promozione degli interessi italiani: dell’Italia e dei suoi cittadini nel mondo. Da ciò ne è scaturito un risultato eccezionale. Uno smantellamento ulteriore della rete consolare, che, per quanto riguarda la Svizzera, preannuncia la chiusura degli uffici consolari di Neuchatel, Sion e Wettingen.

Pochi mesi or sono gli stessi autori di quel linguaggio bizantino-burocratico ci assicurarono dell’intento dell’amministrazione di migliorare e promuovere il servizio di prossimità ai nostri cittadini. Più agenzie e sportelli consolari e meno consolati generali per facilitare i servizi ed il contatto quotidiano con i nostri connazionali. Infatti, alle chiusure riguardanti la Svizzera vanno aggiunte: Chambery, Digione, Grenoble e Tolosa in Francia, Wolfsburg e Amsterdam in Germania e Olanda. E lo sportello consolare di Innsbruck in Austria.

Il cinismo, l’ipocrisia con cui si giustificò la chiusura consolare di Losanna, capitale morale e politica della francofonia elvetica, dirottando i sessantaduemila connazionali verso Ginevra (studiate la geografia, per cortesia!) e di Coira, in quel Grigioni ladino in cui si è chiesto ai nostri cittadini di arricchirsi della cultura nomade in quotidiano viaggio verso San Gallo.

Amputazioni dolorose, si disse, per salvaguardare il servizio di prossimità. Vergogna! L’ultima, assomiglia all’amputazione del chirurgo all’arto sbagliato, che, per pareggiare il conto e poche settimane dopo, agisce radicalmente sul restante, risolvendo il problema. Il povero vaga da allora a tentoni in cerca disperata di un compassionevole aiuto.

Facciamo appello ai dirigenti più responsabili del Mae perché si fermino a riflettere un attimo. In tanto disastro, ammettere l’errore e riaprire un ufficio consolare a Losanna e Coira sarebbe una scelta doverosa e di buon senso. Rimarginerebbe una ferita e riavvicinerebbe i cittadini alle istituzioni. Sarebbe anche un modo per allontanare i troppi sospetti nati a suo tempo per le chiusure di Losanna e di Coira e ricostituire un clima di verità e chiarezza.

Carissimi presidente del Consiglio Monti e ministro degli Esteri Terzi, è la prima, penso non sarà l’ultima, mela avvelenata del Mae. Siate vigili! I cittadini italiani residenti all’estero ve ne saranno grati”.

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