Data odierna 23-10-2017

Le difficoltà legate al ridimensionamento della rete consolare determinano, oggi, la necessità di costruire una partnership con i patronati, al fine di garantire le attività di assistenza per i cittadini...

Apertura da parte del MAECI verso i patronati

Le difficoltà legate al ridimensionamento della rete consolare determinano, oggi, la necessità di costruire una partnership con i patronati, al fine di garantire le attività di assistenza per i cittadini all’estero: con questa prospettiva Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, ha mostrato una nuova apertura della Farnesina alla collaborazione con i patronati maggiormente presenti oltreconfine, sottolineando l’importanza di avviare al più presto un tavolo di confronto per la costruzione di una rete che possa maggiormente supportare i nostri connazionali nel mondo, per le loro numerose esigenze di intermediazione con la pubblica amministrazione.
Esigenze che, come ha evidenziato il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali, negli ultimi anni sono aumentate e cambiate, per il diversificarsi della realtà migratoria; per questo sarà possibile individuare aree di lavoro comune con i patronati anche per ambiti strategici e “delicati” come i visti e la cittadinanza.
Per Domenico Pesenti, presidente dell’Inas, l’apertura del Ministero, sostenuta in un incontro a cui hanno preso parte tutti i deputati e senatori eletti all’estero, “rappresenta un cambiamento nell’orientamento del Maeci molto positivo”.
Si tratta di un passaggio fondamentale, ha sottolineato Gianluca Lodetti, responsabile Estero per l’Inas, “soprattutto perché, dopo molto tempo, il ministero ci riconosce nuovamente come partner privilegiati, confermando che non siamo semplici associazioni, ma rappresentiamo un sistema di servizio e tutela di carattere istituzionale, sottoposto a regole e controlli. Da questo punto di vista”, ha aggiunto Lodetti, “per evitare opacità siamo disponibili a far sì che sia il ministero a dettare standard qualitativi su tematiche che verranno definite, insieme a procedure di comunicazioni condivise, dal tavolo di lavoro”.

(aise) 

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