Data odierna 22-09-2017

“Il Parlamento è o dovrá diventare protagonista co-primario dello sviluppo e della crescita dell’Unione Europa, incidendo sempre più nella fase di programmazione legislativa,...

“Il Parlamento è o dovrá diventare protagonista co-primario dello sviluppo e della crescita dell’Unione Europa, incidendo sempre più nella fase di programmazione legislativa, cosí come nella formazione delle politiche e delle strategie dell’Unione”. Lo ha sottolineato il deputato di Idv Antonio Razzi intervenendo in Aula della Camera dove si è svolta la discussione della relazione della XIV Commissione sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 e sul programma di 18 mesi del Consiglio dell’Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese. Un esame che “offre al Parlamento un’opportunitá fondamentale di riflessione” ha detto il deputato eletto nella ripartizione Europa annunciando che il programma della Commissione Barroso  “ci trova favorevoli”.

Razzi ha ricordato che “molto è accaduto a livello economico ed istituzionale nell’ultimo anno e mezzo”: da un lato , la crisi economica e finanziaria “paragonata a quella del 1929, che manifestó tutti i suoi terribili effetti solo alcuni anni dopo”, dall’altro lato l’entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona che, tra le altre cose, ha reso giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione.

L’Unione europea “svolge un ruolo fondamentale per superare la crisi economica” ha detto Razzi avvertendo hce servono “regole più ferree per disciplinare i settori finanziari e governare il sistema bancario, da dove la crisi si è generata”. “Basta – ha rimarcato – con la finanza creativa e basta con le speculazioni. La vecchia cantilena del “meno regole e più mercato” si è rivelata un paradosso populistico”; oggi bisogna affermare l’idea che al mercato servono regole migliori, trasparenza, rafforzamento della governance e maggiore etica”.

La Ue “puó e deve rafforzare le sue istituzioni di controllo e produrre regole di governance efficaci, in un contesto globalizzato nel quale i singoli Paesi della vecchia Europa, se agissero da soli, nulla o poco potrebbero”. E il Parlamento “è o dovrá diventare protagonista co-primario dello sviluppo e della crescita dell’Unione Europa, incidendo sempre più nella fase di programmazione legislativa, cosí come nella formazione delle politiche e delle strategie dell’Unione”. Ma “gli interventi dovranno essere tempestivi”. I progetti e i programmi europei dovranno essere “costantemente al centro dell’agenda dei lavori del Parlamento e non solo del Governo”. Per realizzare ció serve “una modifica dei regolamenti parlamentari, come giá la Giunta per il regolamento della Camera sta predisponendosi a fare”. Per Razzi occorre “un salto di qualitá che consacri la consapevolezza dell’istituzione parlamentare – massimo e fondamentale organo di rappresentanza-  dell’assoluto impatto della legislazione europea, al pari e più di quella italiana, in molti e rilevanti ambiti”.

“La non assunzione piena e totale delle responsabilitá e del ruolo che il Trattato di Lisbona affida ai parlamenti nazionali, significherebbe – ha sostenuto il deputato di Idv – abdicare alla funzione prima e principale che la Costituzione italiana affida al Parlamento”. “Abbiamo la necessitá di lavorare di più e di fare meglio, per ristabilire la dignitá dell’istituzione cui ci onoriamo di appartenere” ha aggiunto Razzi .

Riguardo alla nuova strategia di Lisbona 2020, Razzi ha evidenziato che “la verifica dei risultati della strategia precedente, la consapevolezza dei limiti e delle loro cause consentono all’Unione di proiettarsi con slancio nelle azioni dell’immediato futuro”. Ma ha anche avvertito: “Guai a pensare, che l’Unione possa essere un cilindro da cui tirare fuori magicamente le soluzioni alle difficoltá d’ogni sorta che sopportiamo”. “Ogni Paese deve affrontare il proprio debito pubblico eccessivo e gli interessi sul debito, e non chiedere deroghe alle regole che a livello europeo ci siamo dati” . Inoltre, “non chiudiamoci nella bieca visione di un’Unione solo economica o a proporre che torni ad occuparsi principalmente di economia”. Il mercato comune è “ancora un obiettivo importante”, ma “l’Unione dei ‘diritti’ è senz’altro il traguardo e la strategia più importante e sicura da raggiungere”. Per Razzi i “veri punti qualificanti” del Programma che è stato presentato, “sono quelli del lavoro, dell’istruzione, della mobilitá studentesca, della ricerca e dell’inclusione sociale”. “Dobbiamo – ha aggiunto  - prendere estremamente sul serio le politiche comunitarie a favore della riduzione dell’inquinamento e dell’investimento sulle energie rinnovabili. Dobbiamo contribuire a far sí che l’Unione, cominciando dall’Italia, punti decisamente su un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente, delle materie prime e delle risorse disponibili, che scarseggiando sempre più. E’ un atto di responsabilitá: ció che consumiamo e distruggiamo noi oggi, sará perso per sempre e non verrá lasciato in ereditá ai nostri figli”.

Razzi ha ricordato che Idv, nell’elaborare le osservazioni del Parlamento italiano alla bozza della Strategia di Lisbona 2020, aveva “suggerito all’Unione di puntare su un maggior grado di integrazione a livello di armonizzazione fiscale, fatto fondamentale per la crescita del mercato comune e per la sua efficienza”. E “questa richiesta la ribadiamo, essendo giá stata inserita nella relazione presentata dalla XIV commissione” . Il programma della Commissione Barroso  “ci trova favorevoli perché ci sembra andare nella direzione che ho prima indicato” ha affermato Razzi.Concludendo che “altro si puó e si deve fare, ma guardiamo con fiducia a questo nuovo percorso che si è appena aperto”.

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