Data odierna 22-10-2017

Si tratta di una manovra imponente, come dichiarato dallo stesso Ministro Tremonti, pari a circa 24,9 miliardi di euro per il biennio, quella appena varata dal Governo Berlusconi e che sará...

Si tratta di una manovra imponente, come dichiarato dallo stesso Ministro Tremonti, pari a circa 24,9 miliardi di euro per il biennio, quella appena varata dal Governo Berlusconi e che sará ora discussa – si fa per dire – dal Parlamento: una manovra di tagli, pesanti e alla cieca, che graveranno sull’intero comparto della pubblica amministrazione (centrale e decentrata), sui servizi, sui lavoratori e sui pensionati. La manovra, tra le altre cose, contiene una stretta sul pubblico impiego, che passa per il congelamento degli stipendi fino al 2013 e lo stop ai rinnovi contrattuali, prevede un aumento dell’etá pensionabile, la rateizzazione del Tfr e una stretta sulle pensioni di invaliditá.  Infatti dal 1° giugno 2010, passa, dall’attuale 74% all’85%, il limite per accedere al beneficio economico dell’assegno mensile di invaliditá civile (250 € al mese) vengono potenziati i controlli contro i “falsi” invalidi. Ancora siamo alla storiella dei non vedenti con la patente, pur di giustificare un accanimento verso i più deboli.

In molti hanno giá denunciato come questa manovra è incapace di sostenere lo sviluppo. Essa non ha alcun elemento di equitá,  fatta di tagli indiscriminati e priva di riforme. Rimane drammatico il dato della disoccupazione specie sotto i 35 anni. Ma io desidero soffermarmi con questa nota, esclusivamente  sulla questione che più mi  impegna cioè quella previdenziale che interessa anche i lavoratori e i pensionati residenti all’estero.

Per quanto riguarda le pensioni, il Governo si è inventato un trucco da prestigiatore che penalizza tutti i lavoratori in procinto di andare in pensione: infatti se da un lato non ha cambiato i requisiti anagrafici e contributivi necessari per maturare il diritto a pensione, dall’altro la manovra correttiva di 25 miliardi di euro appena approvata dal Governo, contiene un pesante intervento sul fronte previdenziale che genera un aumento secco dell’etá di pensionamento della vecchiaia  e dell’anzianitá fino ad un anno e che colpirá in forma più grave anche i pensionandi residenti all’estero. E’ l’effetto delle modifiche al sistema delle cosiddette “finestre” sostituito dal nuovo metodo dell’uscita posticipata che ritarda per tutti di un anno la decorrenza della pensione a prescindere dalla data della maturazione del diritto.

Dal prossimo anno, il sistema di uscita prevede un’unica finestra sia per i trattamenti di anzianitá sia per quelli di vecchiaia, sia per i dipendenti (pubblici e privati) sia per i lavoratori autonomi. Lo scorrimento della finestra comporta mesi di attesa aggiuntivi per vecchiaia, per i dipendenti, che variano dai sette ai nove mesi (per gli autonomi dai dieci ai dodici mesi). In media quindi ritardi di sei-sette mesi per i dipendenti, ritardi più lunghi per gli autonomi. Va inoltre sottolineato che il provvedimento uniforma il pensionamento ordinario di vecchiaia e il pensionamento anticipato per tutti e tre i regimi (retributivo, misto e contributivo).

Il decreto legge sulla manovra non modifica quindi il requisito di etá per la pensione di vecchiaia, che resta fermo a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne. A queste ultime, nel settore pubblico viene chiesto un anno in più (61 anni nel biennio 2010-2011). Per uomini e donne che raggiungono tali limiti di etá, e anche quelli di contribuzione, dal 2011 in poi cambia quindi la decorrenza della pensione. Si tratta in pratica di un innalzamento effettivo dell’etá pensionabile.

In particolare a partire dal 2011, per i lavoratori dipendenti la pensione (sia di anzianitá che di vecchiaia) spetterá 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti. In realtá, la decorrenza è fissata al primo giorno del 13esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti: per esempio, il lavoratore – anche quello residente all’estero – che maturerá il requisito nel mese di giugno 2011, avrá la pensione con decorrenza luglio 2012 (con il sistema attuale, questo lavoratore andrebbe in pensione nel gennaio 2012, sei mesi prima). Nel caso dei lavoratori autonomi, invece, i mesi di attesa diventeranno 18 (anche qui, si tratta del primo giorno del 19esimo mese successivo).

Sembrerebbe (la legge non è molto chiara su questa questione) che le nuove norme si applicheranno inoltre anche ai soggetti che possono far valer 40 anni di contributi (maturati anche con la totalizzazione) per l’accesso al trattamento di anzianitá i quali dovranno quindi attendere 12 mesi (se dipendenti) o 18 mesi (se autonomi) per la decorrenza effettiva della pensione.

I più danneggiati da questo nuovo sistema sono i residenti all’estero i quali non hanno quella rete di tutele, ancorché poche e limitate, di salvaguardia previste per gli italiani residenti in Italia.

Per venire quindi  alle esclusioni dal nuovo e più penalizzante sistema, per prima cosa va sottolineato che le nuove regole non riguardano chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre di quest’anno: questi  usufruiranno delle vecchie finestre. Inoltre le vecchie finestre continueranno ad applicarsi alle seguenti categorie che non sono ovviamente rinvenibili, controllabili e quindi applicabili all’estero:

- personale della scuola (1° settembre di ciascun anno);

- lavoratori dipendenti con periodo di preavviso in corso al 30 giugno 2010 con raggiungimento dei requisiti entro la data di cessazione del rapporto di lavoro;

- lavoratori per i quali viene meno il titolo allo svolgimento dell’attivitá lavorativa per il raggiungimento del limite di etá (piloti, autisti di mezzi pubblici, ecc.);

- nel limite di 10mila unitá: lavoratori in mobilitá breve con accordi entro il 30 aprile 2010 e con requisiti per la pensione entro il periodo di fruizione dell’indennitá di mobilitá; lavoratori in mobilitá lunga con accordi stipulati entro il 30 aprile 2010; lavoratori che alla data di entrata in vigore del Dl 78/2010 risultano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietá (esuberi banche, assicurazioni e cosí via). Dobbiamo ora sperare che i parlamentari eletti all’estero presenteranno (come giá annunciato da Bucchino) emendamenti mirati a salvaguardare i pensionati residenti all’estero e che il Parlamento abbia la sensibilitá di distinguere tra residenti in Italia e all’estero alla luce delle diverse situazioni.

Infine siccome abbiamo detto che nulla cambia sul piano dei requisiti per l’ottenimento delle pensioni (cambia solo la data di decorrenza) è opportuno allora ricordare i requisiti previsti per il 2011 per i trattamenti pensionistici di vecchiaia e di anzianitá.

I requisiti per la di vecchiaia sono:

- 65 anni di etá per gli uomini e 60 per le donne (61 anni di etá per le donne del settore pubblico);

- minimo contributivo di 20 anni;

- cessazione dell’attivitá lavorativa dipendente anche all’estero.

Per l’anzianitá, bisogna invece considerare che dal 2011, la quota – cioè la somma di etá anagrafica e anzianitá contributiva – aumenterá di un anno. Per cui i requisiti saranno:

- quota di 96, con etá di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti; e quota di 97, con etá di 61 anni per i lavoratori autonomi;

- minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall’etá anagrafica (abbiamo detto che anche in questo caso si applicheranno le nuove finestre);

- cessazione dell’attivitá lavorativa dipendente anche all’estero.

Infine  un esempio. Un emigrato che ha un contribuzione in Italia e che ha lavorato nel Paese di residenza per 25 anni,  raggiunge i 65 anni di etá: avrá quanto maturato nel Paese dove risiede ma il pro-rata italiano potrá sommarlo solo dopo un  anno. Se poi dovesse aver perso il lavoro giá prima dei 65 anni non ha comunque nessuna protezione come in parte avviene in Italia.

C’è da augurarsi che nella discussione in Parlamento vi siano le modifiche necessarie, in particolare verso le fasce meno protette. (Antonio Bruzzese*)

*Presidente Inca Argentina

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento