Data odierna 22-09-2017

La Commissione Esteri del Senato ha preso in esame ieri in sede referente la proposta di legge, giá approvata dalla Camera dei Deputati, d’iniziativa del deputato Marco Fedi (Pd)...

La Commissione Esteri del Senato ha preso in esame ieri in sede referente la proposta di legge, giá approvata dalla Camera dei Deputati, d’iniziativa del deputato Marco Fedi (Pd) ed altri, che introduce alcune modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al fine di riconoscere specifici diritti e prerogative sindacali a determinate categorie di personale dipendente del ministero degli Affari Esteri.  Il provvedimento è abbinato, nell’esame congiunto in commissione, al ddl presentato dalla senatrice Mirella Giai (Maie) che reca “Nuove disposizioni in materia di personale assunto localmente dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura all’estero”.

Il relatore Gianpaolo Bettamio (Pdl), nell’illustrare la proposta di legge giá approvata alla Camera, ha spiegato che essa è volta a permettere ad un numero elevato di lavoratori del Mae (circa 1.200) assunti con contratto regolato dalla legge dello Stato estero di residenza, di partecipare all’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU). L’Agenzia per la rappresentanza delle pubbliche amministrazioni (ARAN) ha stabilito infatti che solo i destinatari del contratto collettivo nazionale di lavoro abbiano la facoltá di partecipare alle elezioni delle RSU. Ció esclude dal diritto di voto per le RSU il personale in servizio presso le sedi diplomatiche e consolari, nonché presso gli Istituti italiani di cultura all’estero, assunto sulla base di contratti regolati dalla legge locale.

In particolare, l’articolo 1 aggiunge il comma 3-bis all’articolo 42 del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di garantire la partecipazione del personale in servizio presso le sedi diplomatiche e consolari, nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero, ancorché assunto con contratto regolato dalla legge locale, ai fini dell’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU). Viene in tal modo garantito anche il calcolo della rappresentativitá sindacale, nell’ambito dell’esercizio di voto attivo e passivo delle rappresentanze sindacali per gli impiegati sottoposti a «legge locale».

L’articolo 2 del disegno di legge aggiunge l’articolo 50-bis al decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di prevedere l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 50, riguardante la disciplina dell’aspettativa e dei permessi sindacali anche nei confronti del personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero, ancorché assunto con contratto regolato dalla legge locale.

Quanto al disegno di legge d’iniziativa della senatrice Giai, esso reca norme più complessivamente volte a modificare la disciplina concernente il personale a contratto assunto localmente dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli Istituti italiani di cultura all’estero, avendo riguardo non solo ai diritti sindacali ma anche alla retribuzione, alla tutela in caso di malattia, al foro competente in caso di controversie e alla tutela del posto di lavoro.

Bettamio ha ricordato che la pdl Fedi ed altri è stata approvata alla Camera in sede deliberante con un’ampia e trasversale maggioranza che ha visto convergere il consenso di tutti i gruppi politici. Ha proposto pertanto di proseguire l’esame dei disegni di legge utilizzando questo ultimo come testo base.

Il presidente della Commissione, sen. Lamberto Dini, si è detto perplesso circa la necessitá delle misure previste nel provvedimento giá approvato alla Camera, mentre il senatore Pietro Marcenaro (Pd) ha manifestato invece, a nome del suo gruppo, piena condivisione dell’iniziativa, che mira a omogeneizzare il trattamento, quantomeno sotto il profilo sindacale, di personale che lavora nelle stesse strutture.

Dopo un intervento della senatrice Giai, a sostegno dell’iniziativa a sua firma, su proposta del presidente Dini è stato fissato per giovedí 20 maggio, alle ore 16, il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge adottato come testo base.

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