Data odierna 23-08-2017

È “un bel segnale, concreto e importante”, secondo il ministro dell’Interno e vice premier Angelino Alfano, ieri a Lussemburgo al Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) dell’Unione...

Alfano al consiglio giustizia e affari interni UE: Subito una task force Europea per l’immigrazione

È “un bel segnale, concreto e importante”, secondo il ministro dell’Interno e vice premier Angelino Alfano, ieri a Lussemburgo al Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) dell’Unione europea (Ue) incentrato su immigrazione e asilo, la proposta del commissario Ue per gli Affari interni Cecilia Malmström di lanciare un’operazione Frontex in tutto il Mediterraneo per aiutare i migranti in difficoltà.

A proposito della maxi operazione, Malmström, che aveva annunciato di voler chiedere ai ministri degli Interni dell’Unione “il sostegno politico e le risorse necessarie” anche in base alle osservazioni dell’Italia a pochi giorni dalla tragedia avvenuta al largo dell’isola siciliana (ad oggi, oltre 200 le vittime del naufragio), ha precisato al termine del Gai che “tutti gli Stati membri hanno detto che Frontex può essere usato in modo diverso e può fare di più”.

L’Italia, ha detto Alfano alla stampa dopo il Consiglio, ha ottenuto che Frontex sia rafforzata, rendendo “più efficace la sorveglianza della frontiera marittima”, nella consapevolezza comune che la “questione Lampedusa, frontiera marittima del mediterraneo, è una questione europea”. Si costituirà subito, ha aggiunto Alfano, “una task force guidata dall’Europa composta dai Paesi interessati per una gestione comune del fenomeno migratorio. Il Consiglio, ha detto Alfano, ha affrontato anche il tema dei maggiori costi affrontati dai paesi dell’Ue che fronteggiano l’emergenza dell’immigrazione per via marittima”, problema del quale la Commissione si occuperà.

Poi ci sono le regole sull’asilo, che secondo Alfano vanno cambiate modificando la regola del “carico di primo ingresso”, cioè la norma del regolamento di Dublino per cui è competente a esaminare la domanda d’asilo lo Stato membro che per primo accoglie il richiedente, che non può essere applicata in una logica “burocratica” di ripartizione, ma di “solidarietà”.

Sempre a proposito di asilo e della ripartizione dei richiedenti, il ministro ha precisato che “è sì vero che i Paesi del nord accolgono sul piano quantitativo un numero di migranti maggiore dell’Italia. Ma quelli arrivano via terra. Non hanno sbarchi, morti in mare, non hanno Lampedusa, questa isola che è più vicina alla costa africana che a quella italiana. Non bisogna considerare solo i numeri ma anche il modo in cui avvengono questi ingressi”. A proposito di Lampedusa, Alfano ha detto alla stampa di aver già parlato con il premier Enrico Letta per “costruire un pacchetto di misure compensative per l’isola”.

Il ministro, a Lussemburgo insieme al capo di Gabinetto Luciana Lamorgese e al capo della Polizia Alessandro Pansa, è oggi a Lampedusa con il premier Letta, il commissario Malmström e il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso. (aise)

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