Data odierna 28-04-2017

Il disegno di legge Delrio ha ricevuto il primo via libera dalla Camera dei deputati sabato notte, dopo una seduta fiume che ha tenuto i deputati sui banchi fino a orari proibitivi per l’approvazione...

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Addio alle province: approvato ddl Delrio

Il disegno di legge Delrio ha ricevuto il primo via libera dalla Camera dei deputati sabato notte, dopo una seduta fiume che ha tenuto i deputati sui banchi fino a orari proibitivi per l’approvazione prima della legge di stabilità, poi per il ddl sull’abolizione delle province e, da ultimo, il contestato decreto salva Roma.

In realtà, con il ddl Delrio, non si tratta di vera e propria abolizione delle Province, ma di svuotamento delle stesse e la presa d’atto che, nel 2014, non si svolgeranno le elezioni provinciali. I sì al provvedimento sono stati 277, soltanto 11 i no e 3 gli astenuti. La votazione si è svolta in un clima di tensione, dopo l’andirivieni dall’aula dei deputati di Forza Italia e del MoVimento 5 Stelle, che hanno cercato, più volte, di far mancare il numero legale.

Alla fine, comunque, il disegno di legge, è passato chiudendo il primo, lungo esame parlamentare, durato diverse settimane, nel corso delle quali si è discusso a fondo del destino degli enti di governo locale.

Come noto, infatti, il ddl istituisce le nuove Città metropolitane che, nelle zone dove saranno realizzate, sostituiranno le province, andando a comporre delle agglomerazioni di Comuni. Diversamente, dove le Province rimarranno in funzione, saranno i sindaci a doverle amministrare“In attesa del disegno costituzionale -  ha spiegato il ministro Graziano Delrio, principale sponsor del ddl - di abolizione, le province si riducono a enti leggeri con poche funzioni, molto utili ai comuni; i piccoli comuni potranno lavorare più facilmente insieme, nelle unioni, con meno burocrazia e più autonomi”.

Anche per i dipendenti, ha assicurato il ministro, non ci dovrebbero essere brutte sorprese, con gli organici che verranno assorbiti tra i vari enti, Comuni o Città metro

Di avviso completamente diverso le opposizioni, con in testa il capogruppo berlusconiano Renato Brunetta, ex alleato nel governo delle larghe intese e ora più convinto oppositore della linea del governo: “Il disegno di legge sulle province si può definire a tutti gli effetti una vera e propria legge truffa, non abolisce le province, ma crea enti di secondo livello: di fatto trasforma le province in enti di area vasta, li sottrae alla rappresentanza democratica, escludendo ogni tipo di elezione diretta, con l’obiettivo di rendere le nuove province e le nuove città metropolitane assemblee monocolore di sinistra”.

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