Data odierna 24-09-2017

Deputato del Pd, Massimo Vannucci ha presentato un’interrogazione a risposta immediata con cui chiedeva – insieme ad altri sette colleghi tra cui Farina e Narducci – se il Governo intendesse “giungere...

Accordo bilaterale Italia – Svizzera: Vannucci (Pd): dal governo le solite risposte sibilline e irresponsabili

Deputato del Pd, Massimo Vannucci ha presentato un’interrogazione a risposta immediata con cui chiedeva – insieme ad altri sette colleghi tra cui Farina e Narducci – se il Governo intendesse “giungere alla stipulazione di un accordo con la Confederazione svizzera sulla falsariga di quelli firmati dalla Germania e dalla Gran Bretagna” relativi “all’introduzione di un meccanismo di prelievo, in forma anonima, più ampia dell’attuale “euro ritenuta” da applicare ai cittadini tedeschi e britannici non residenti in Svizzera ma che detengono conti correnti, capitali o altri beni patrimoniali nella Confederazione elvetica”.

Il tema, come noto, è stato oggetto di un recente incontro bilaterale, promosso a Roma dalla Commissione Esteri del Senato, e dai parlamentari eletti all’estero Narducci e Micheloni in particolare, in cui il presidente della Commissione Lamberto Dini aveva dato conto di una certa apertura del ministro Tremonti al confronto con la controparte svizzera.

Apertura che certo non è emersa dalla risposta all’interrogazione che il Ministero dell’Economia ha affidato ieri al Ministro Vito, che ha risposto in Aula a Vannucci.

“Il Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione agli accordi che la Svizzera ha concluso con la Germania e il Regno Unito, – ha recitato Vito – fa presente che, allo stato, è conosciuto solo il testo dell’Accordo stipulato con la Germania, appena pubblicato sul sito dell’amministrazione fiscale svizzera nella versione rimessa ad approvazione parlamentare. Il testo dell’Accordo tra Svizzera e Regno Unito non risulta invece, ad oggi, divulgato né firmato dai due Paesi”.

“L’Accordo tra Confederazione elvetica e Germania – ha aggiunto – prevede per il pregresso che i valori mobiliari non tassati e collocati in Svizzera da contribuenti tedeschi prima dell’Accordo medesimo vengano tassati in Svizzera con un’imposta applicata in modo forfettario con un’aliquota oscillante tra i 19 e il 34 per cento dei valori patrimoniali detenuti. Viene così realizzata una regolarizzazione attraverso un prelievo una tantum effettuato dalle banche in forma anonima e versato al fisco tedesco per il tramite della amministrazione svizzera. L’Accordo prevede, altresì, l’introduzione di un’imposta liberatoria su base annuale nella misura del 26,375 per cento su interessi, dividendi, plusvalenze e altri redditi. Le banche svizzere applicheranno tale liberatoria e la verseranno, in forma anonima, all’amministrazione svizzera che, a sua volta, ne riverserà l’importo al fisco tedesco”.

“Il Ministero dell’economia e delle finanze comunica che il dipartimento delle finanze ha osservato che tali Accordi appaiono in controtendenza rispetto allo scenario dell’ultimo decennio di discussioni avutesi in ambito internazionale, finalizzate ad affermare i principi della trasparenza e dello scambio di informazioni tra gli Stati quali strumenti di contrasto dell’evasione fiscale. Gli Accordi della Germania e del Regno Unito – ha concluso – dovranno, comunque, essere presentati dagli Stati firmatari ai gruppi di lavoro OCSE per essere oggetto di verifica da parte della Commissione europea per la valutazione della loro compatibilità con l’attuale direttiva risparmio, che prevede una aliquota sugli interessi dei redditi da capitale pari al 35 per cento a partire dal 1o luglio 2011″.

Nella replica, Vannucci ha espresso una certa solidarietà a Vito che ha “l’ingrato compito di dover portare la voce del Ministero dell’economia delle finanze, che le ha fornito una nota sibillina in cui lei non risponde assolutamente a niente”.

“La risposta – ha aggiunto – per noi era prevedibile; abbiamo voluto portare in Aula questo tema perché i cittadini si rendessero conto del danno che il Governo ha provocato con lo scudo fiscale. Il danno lo hanno avuto soprattutto i 50 mila frontalieri italiani che lavorano in Svizzera o nei territori confinanti, con le “prove muscolari”, che sembrano confermate nella nota, che ad oggi non hanno prodotto nulla, solo danni per loro, perché il Governo italiano non ha ratificato nemmeno gli Accordi europei. Come avete visto altri Paesi trattano ed incassano, senza fare proclami. Non potete avere principi etici, non potete avere una contrarietà su base etica, visto che avete prodotto una vergogna come quella dello scudo fiscale in questo Paese. Certo, la Francia può dirlo, ma non ha fatto le norme che avete fatto voi. Allora noi auspichiamo che invece questi Accordi vengano fatti, che ci sia questa discussione, vorremmo parteciparvi attivamente e vorremmo riprendere la questione dello scudo fiscale. Noi avevamo chiesto per questo una tassazione supplementare e per noi la questione rimane aperta. Nell’Accordo andranno ricompresi, secondo noi, anche quei capitali, come ci sembra giusto fare, perché altrimenti, se non si farà, bisognerà quantificare il danno che avete provocato all’Italia. Ma a questo, signor Ministro, lei non ha risposto e dovreste farlo, dovrete farlo in quest’Aula e soprattutto – ha concluso – dovrete farlo davanti al Paese”.

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