Data odierna 20-11-2017

Alla sua terza legislatura, Antonio Razzi, ora senatore di Forza Italia, ha presentato per la terza volta un ddl per abolire il Cgie. Anche questo – Abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368,...

Abolire il CGIE: Alla commissione esteri il DDL di Razzi

Alla sua terza legislatura, Antonio Razzi, ora senatore di Forza Italia, ha presentato per la terza volta un ddl per abolire il Cgie. Anche questo – Abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368, istitutiva del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) – è stato assegnato alla Commissione Affari Esteri e, se verrà mai caldendarizzato, inizierà l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio.

Obiettivo del ddl quello di eliminare un “doppione”, cioè il Consiglio generale, divenuto tale, secondo Razzi, dopo la legge sul voto all’estero.

“Da un attento esame delle funzioni e dei compiti dei COMITES e del CGIE, si evidenza una loro sostanziale identità”, scrive Razzi nella presentazione del testo. “È comunque di tutta evidenza la circostanza che questi due organismi abbiano poteri rappresentativi che non esito a definire «minori» rispetto a quelli — assoluti — assegnati dalla Costituzione al parlamentare, attorno al quale — proprio per tale suo mandato istituzionale e costituzionale — dovrà necessariamente ruotare la riforma legislativa sui COMITES, consacrando il primo quale soggetto di raccordo tra le esigenze delle italianità residenti all’estero e le istituzioni centrali. Si pensi, ad esempio, al fatto che molte funzioni CGIE sono, tra l’altro, svolte oggi da altre strutture (in via esemplificativa e non anche esaustiva, dagli Istituti italiani di cultura, dall’Istituto per il commercio estero)”.

“Il funzionamento dell’apparato CGIE – continua il senatore – costa, al contribuente italiano, qualcosa come sei milioni di euro circa all’anno, risorse che possono e debbono invece essere destinate al potenziamento dei compiti e delle mansioni dei COMITES e delle strutture consolari all’uopo funzionalmente delegate”. Novità, rispetto alle proposte del passato, quella di trasferire i soldi destinati al Cgie, per il primo anno dopo la sua eliminazione, ad un Fondo per la ricostruzione dell’Abruzzo.

Concludendo, Razzi ribadisce che “l’eliminazione del CGIE, il rafforzamento delle funzioni e del ruolo dei COMITES in sinergia con le rappresentanze consolari territoriali, la ufficializzazione e la istituzionalizzazione di mansioni effettive nelle materie riguardanti la collettività italiana all’estero per i parlamentari qui eletti sono a mio avviso le direttrici su cui muoversi ed indirizzare la riforma del sistema della rappresentanza degli Italiani all’estero”.

Di seguito l’articolo che compone il ddl.

“Art. 1.

1. La legge 6 novembre 1989, n. 368, istitutiva del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), è abrogata.

2. Le risorse liberate a seguito dell’abrogazione di cui al comma 1 sono destinate, in via eccezionale e per il primo anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, al Fondo di cui al comma 4.

3. Per gli anni successivi, le risorse di cui al comma 2 sono destinate al potenziamento dei compiti e delle mansioni dei Comitati degli italiani all’estero (COMITES) di cui alla legge 23 ottobre 2003, n. 286, e delle strutture consolari all’uopo delegate, anche tramite l’avvio di corsi di formazione, a cura del Ministero degli affari esteri, di giovani italiani residenti all’estero da impiegare presso quelle strutture.

4. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il “Fondo straordinario per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo e per l’aiuto alle popolazioni colpite dal sisma”.

5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di utilizzo e gestione del Fondo di cui al comma 4″. (aise)

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