Data odierna 21-09-2017

Come noto il 2011, a livello internazionale, è l’anno dedicato alle foreste mentre, a livello europeo, è l’anno dedicato al volontariato. Tuttavia, per centinaia di migliaia di italiani all’estero,...

Abbandonati dall’INPS in balia delle banche

Come noto il 2011, a livello internazionale, è l’anno dedicato alle foreste mentre, a livello europeo, è l’anno dedicato al volontariato. Tuttavia, per centinaia di migliaia di italiani all’estero, titolari di una pensione italiana, ma anche per i patronati e per la rete diplomatico-consolare italiana, il 2011 sarà anche ricordato come l’anno dedicato alla
verifica dell’esistenza in vita.

Infatti nella scorsa primavera vi è stata una prima verifica dell’esistenza in vita richiesta dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI) ed effettuata tramite un singolarissimo sistema: cioè costringendo tutti i pensionati italiani residenti all’estero a presentarsi personalmente ad uno sportello della Western Union per incassare un
rateo mensile della loro pensione. Con tutta una serie di problematiche dovute, per esempio, al fatto che questa banca, con sportelli generalmente collocati nelle stazioni ferroviarie o negli uffici postali, a seconda della nazione, era del tutto sconosciuta alla grande massa dei pensionati italiani, oppure per l’impossibilità di potersi presentarsi
personalmente per l’incasso ad uno sportello per tutti quei pensionati con invalidità psico-fisiche importanti.

Poi si era appena conclusa questa verifica e per i patronati e le sedi consolari il lavoro era ritornato alla normalità quotidiana che ecco arrivare, per i 411’000 pensionati INPS nel mondo, una nuova verifica dell’esistenza in vita.
Motivo? L’ICBPI terminava il pagamento delle pensioni INPS all’estero con il rateo di gennaio 2012 ed il nuovo Istituto bancario, la Citibank, che gli subentrava dal mese di febbraio 2012 (avendo vinto l’ultimo bando di gara fatto dall’INPS), intendeva verificare in proprio e con un nuovo sistema l’esistenza in vita di coloro ai quali avrebbe dovuto continuare a versare la pensione per conto dell’INPS. Cioè non più attraverso uno sportello della Western Union bensì costringendo i pensionati a compilare e restituire, entro il 2 aprile 2012, un formulario con la firma autenticata da un pubblico ufficiale riconosciuto (consolato, comune, notaio).

Ebbene, l’assedio ai patronati ed agli Uffici consolari per questa seconda verifica è tuttora in corso ed ecco che, dai circoli della UIM e dalle sedi dell’ITAL-UIL, operanti in Svizzera ed in altri Paesi, siamo venuti a conoscenza di una ulteriore verifica dell’esistenza in vita ancora dell’ICBPI. Una iniziativa, quest’ultima (la terza, per ora!?), rivolta a quasi 18’000 pensionati INPS in parte residenti all’estero in Paesi che non sono serviti dalla Western Union, e quindi esclusi dalla verifica effettuata nella scorsa primavera, oppure titolari di una pensione con pagamento semestrale e che riceveranno dall’ICBPI il loro rateo di pensione nel prossimo mese di gennaio per il semestre gennaio-giugno 2012. Per quest’ultima verifica è richiesto solo un certificato di esistenza in vita da far pervenire entro il prossimo venti dicembre.

A questo punto è evidente che i pensionati INPS, che si sono visti recapitare anche questa richiesta dell’ICBPI, sono andati letteralmente in confusione avendo ancora tra le mani e da evadere quella della Citibank. Con il risultato di un nuovo assedio alle sedi dei patronati e ad agli Uffici consolari (sia gli uni che gli altri all’oscuro di questa
ennesima verifica dell’esistenza in vita) per avere spiegazioni: domande precedute da improperi di vario genere rivolti alle banche ma soprattutto all’indirizzo dell’INPS per questa vera e propria vessazione a cui sono costretti per incassare una manciata di euro. Un trattamento certamente inaccettabile, quello a cui sono sottoposti i pensionati INPS residenti all’estero, che, a nostro avviso, mai l’Istituto previdenziale si sarebbe potuto
permettere di usare con quelli in Italia e non ci si venga a dire che la colpa è dell’ICBPI o della Citibank, cioè delle banche che vincono i bandi di concorso per il pagamento delle pensioni all’estero. No, la responsabilità è dell’INPS che non può permettersi di abbandonare i suoi pensionati in balia di questo e quell’istituto bancario indipendentemente che risiedano sul territorio nazionale o all’estero. Una vera e propria vergogna!

Dino Nardi, coordinatore UIM per l’Europa e membro Comitato di Presidenza Cgie

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