Data odierna 12-12-2017

Trasferire gran parte del traffico transalpino dalla strada alla rotaia: è questo l’obiettivo della Nuova Ferrovia Transalpina (NFTA), l’opera di modernizzazione ferroviaria più imponente...

Trasferire gran parte del traffico transalpino dalla strada alla rotaia: è questo l’obiettivo della Nuova Ferrovia Transalpina (NFTA), l’opera di modernizzazione ferroviaria più imponente mai realizzata in Svizzera, Paese di transito proprio al centro dell’Europa, nelle cui strette vallate si riuniscono i flussi di traffico e di merci che scorrono tra l’Europa settentrionale e l’Italia. Le opere principali della NFTA sono due gallerie base: quella del San Gottardo, che verrà inaugurata nel 2017, che con i suoi 57 chilometri sarà la più lunga al modo, collegando Erstfeld, nel Cantone di Uri, a Bodio, nel Cantone del Ticino. Altra grande opera è la galleria di Lötschberg, già inaugurata nel 2007 e lunga 34,6 chilometri, elemento centrale dell’asse “Lötschberg – Sempione”. Un progetto “epocale” che rende l’Italia, grazie alla sua posizione geografica, un “alleato fondamentale” della Confederazione elvetica. Di tutto questo si è parlato stamattina a Palazzo Montecitorio nel corso del convegno “I collegamenti ferroviari nord sud e le nuove trasversali alpine nel quadro delle politiche infrastrutturali Italia – Svizzera”, un incontro organizzato dai parlamentari del Pd eletti all’estero, l’on. Franco Narducci e il senatore Claudio Micheloni, con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo italiano a cogliere questa grande opportunità per l’economia e il turismo, procedendo con gli opportuni investimenti.
“A nessuno sfugge l’importanza di quanto sta per accadere: al San Gottardo mancano solamente 130 metri di roccia da scavare e il prossimo 15 ottobre sarà completata la prima fase di lavori ” ha esordito Narducci nel suo intervento. “è un evento straordinario; si realizzerà infatti il corridoio nord – sud, quello centrale, che da sempre è stato l’asse più importante dei trasporti e delle comunicazioni tra Paesi nell’Europa”.
Una grande opera infrastrutturale che, secondo Narducci, è anche “motivo di orgoglio” per gli italiani, visto che 150 anni fa, quando la Svizzera avviò questo grande progetto infrastrutturale, migliaia di cittadini italiani hanno lavorato in questi cantieri. “Questo” ha spiegato il deputato eletto all’estero “ha rafforzato lo spirito di amicizia tradizionale tra Italia e Svizzera, che ha dato e sta dando grande frutti. Non possiamo dimenticare” ha poi aggiunto il parlamentare “che la Svizzera ospita la comunità emigrata straniera più grande di tutto il resto dell’Europa: sono infatti ben 520mila italiani in svizzera che contribuiscono al benessere svizzero e a quello italiano, basti pensare al turismo di ritorno”.
Con la realizzazione di questi 2 nuovi corridoi, quello già in funzione da 2 anni del Lötschberg e quello del San Gottardo, secondo Narducci “si creerà in Italia una grande opportunità per rilanciare il sistema economico e turistico. Attraverso il San Gottardo bisogna ripristinare i treni diretti tenendo conto che ci sono 3 direttrici: una che va verso Roma, una verso Venezia e una verso Genova. In questo modo potremo favorire enormemente anche il turismo del fine settimana a “basso impatto ambientale”, ha osservato il deputato.
È intervenuto ai lavori anche il senatore Micheloni, sottolineando in particolare quanto sia fondamentale, su queste tematiche, uno “sguardo politico indipendente dal colore politico della maggioranza, che dia ai ministri competenti il sostegno più ampio possibile. La Svizzera” ha fatto presente il senatore “tra due settimane cambierà il ministro dei trasporti, ma questo non significa che cambierà anche la sua politica sulle infrastrutture. È su questo atteggiamento”, ha concluso, “che dovrebbe riflettere il Governo italiano”. A sottolineare la “priorità politica del trasporto frontaliero di trasporti” è stato anche Stefano Stefani, presidente della Commissione Affari Esteri della Camera. Nel suo intervento Stefani ha evidenziato che attualmente l’Italia, con un 10%, è uno dei Paesi europei con la più bassa percentuale di merci che viaggiano su rotaia, mentre le media europea si assesta sul 17%.
“Grazie alle trasversali alpine tra Milano e Zurigo si potrà arrivare in treno in circa due ore e mezza” ha quindi affermato il Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori. “Un elemento importantissimo”, a suo avviso, visto che sarà il collegamento “più diretto, facile e immediato tra la cultura italofona e quella germanofona; due mondi che, pur nella loro peculiare diversità di carattere, lingua e religione, hanno comunque un denominatore comune: lo sguardo aperto verso il futuro; due mondi che, messi in relazione, potranno sortire effetti positivissimi per entrambe le nazioni”.
“Sul nostro territorio cantonale,” ha continuato Borradori “entrano ed escono ogni giorno 45mila persone che lavorano e portano benessere”, i cosiddetti “frontalieri”, uno scambio molto importante che racchiude però un problema: queste persone vengono ognuno con la propria autovettura (la media è di 1,2 persone per macchina) in un territorio piccolo e molto sensibile sotto il profilo ambientale. “È una sorta di “invasione di vetture e per questo motivo” ha detto Borradori “cerchiamo di far discendere i vantaggi delle future trasversali alpine sui regionali. Abbiamo ideato insieme alla Regione Lombardia la ferrovia “Lugano – Mendrisio – Varese – Malpensa”, che avrà lo scopo di collegare il Ticino a Malpensa e che permetterà a tutti questi frontalieri di venire con il treno, evitare il traffico, e portare la loro competenza senza appesantire il carico sulle nostre strade”.
Ad arricchire il contenuto del convegno anche numerosi interventi di esperti, rappresentanti istituzionali e “addetti ai lavori”. Tra questi l’ambasciatore svizzero in Italia Bernardino Regazzoni, il ministro Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, il presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci, il vicepresidente della delegazione di vigilanza Nafta, Filippo Lombardi, e Peter Fuglistaler, direttore dell’Ufficio federali dei trasporti a Berna. A chiudere il convegno, infine, viceministro italiano alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, che ha subito confermato l’attenzione del Ministero verso questa opera infrastrutturale “epocale e dal respiro europeo”. “Dobbiamo arrivare preparati a questo ‘appuntamento, che ha una data precisa, il 1° gennaio del 2017, senza “colli di bottiglia” e blocchi da parte italiana. Il nostro impegno” ha assicurato Castelli “è di garantire le stesse capacità previste dalla parte svizzera, garantendo lo stesso numero di treni”. Concludendo il suo intervento, il viceministro ha infine annunciato che proprio ieri, nel corso di un incontro all’ambasciata svizzera, è stato raggiunto un accordo per la realizzazione di un Coordinamento che studi la possibilità di realizzare un collegamento fluviale turistico da Locarno a Milano”.

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