Data odierna 24-09-2017

Dopo i tagli del Milleproroghe alla stampa quotidiana e periodica italiana edita all’estero, Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Pdl, ha predisposto il testo di una mozione cheoggi inoltra...

Dopo i tagli del Milleproroghe alla stampa quotidiana e periodica italiana edita all’estero, Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Pdl, ha predisposto il testo di una mozione cheoggi inoltra ai referenti del partito nel mondo per avere da loro opinioni e indicazioni in merito all’atto parlamentare che ha come obiettivo quello di ripristinare i fondi decurtati.
Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

“La legge 26 febbraio 2010, n. 25 di conversione del decreto legge 30.12.2009, n. 196 – c.d. mille proroghe – ha introdotto in terza lettura alla Camera l’articolo 10-sexies concernente il “Differimento dell’applicazione di disposizioni in materia di contributi all’editoria” disponendo al comma 1 lettera d) una riduzione del 50 per cento del contributo complessivo calcolato per ciascun soggetto per i contributi relativi all’anno 2009, limitatamente ai quotidiani italiani editi e diffusi all’estero per far fronte alla norma – inclusa nel medesimo provvedimento – tesa a ripristinare per il 2010 e al massimo al 100% i contributi dovuti al diritto soggettivo per testate ed emittenti di partito, no profit e cooperative;
pur condividendo l’esigenza e la necessità di ripristinare totalmente i contributi dovuti al diritto soggettivo delle suindicate testate in Italia, si ritiene altrettanto doveroso ed opportuno garantire la salvaguardia dei contributi a sostegno delle realtà editoriali italiane oltre confine, esorcizzando l’ipotesi che per sostenere un comparto si debba inevitabilmente deprimere l’altro;
l’applicazione della suindicata normativa va ad incidere in maniera vistosa sull’ammontare delle risorse destinate alle circa 150 testate italiane edite all’estero o edite in Italia per essere distribuite oltre confine applicando una riduzione del contributo relativo all’anno 2009 del 50% mettendo in discussione la sopravvivenza stessa delle realtà editoriali, considerando anche che i costi del 2009 sono già stati sostenuti dalle imprese ed un riassorbimento retroattivo delle risorse risulterebbe difficilmente gestibile;
l’applicazione delle suindicate disposizioni comporrebbe un riassorbimento delle risorse alla stampa italiana oltre confine pari a 5 milioni di euro;
i prodotti editoriali, editi o distribuiti oltre confine, rappresentano il principale riferimento culturale ed informativo delle comunità italiane all’estero, oltre che il veicolo indiscusso della promozione della lingua e cultura italiana e della crescita e valorizzazione del Made in Italy;
intervenire sulle risorse destinate all’editoria italiana oltre confine, con eventuale e conseguente chiusura di molte delle realtà editoriali storiche dell’emigrazione, rischierebbe di compromettere l’immagine stessa del nostro Paese, favorendo un percorso di scollamento culturale e sociale delle nostre collettività oltre confine dalla Patria e favorendo una inevitabile quanto deleteria dispersione non più veicolata entro canali informativi riconosciuti, apprezzati e consolidati;
il riassorbimento dell’ammontare dei contributi relativi all’anno 2009 si configura come una sorta di discriminazione nell’ambito del comparto dell’informazione ai danni del mondo editoriale italiano all’estero, andando inevitabilmente ad acuire le già pesanti criticità che caratterizzano la percezione che i cittadini oltre confine hanno nei confronti della gestione delle risorse a loro favore da parte del nostro Paese;
il diritto all’informazione, costituzionalmente sancito, rischia di essere messo seriamente in discussione dal citato provvedimento: con l’applicazione della suindicata normativa verrebbe compromesso il diritto attivo ad informare, da parte delle testate ed il diritto passivo ad essere informati da parte dei cittadini residenti oltre confine che hanno difficoltà materiali – soprattutto se residenti migliaia di chilometri dall’Italia – a reperire informazioni circa le dinamiche politiche, sociali e culturali del loro Paese;
le realtà editoriali italiane operanti oltre confine, impiegano centinaia di lavoratori, tra giornalisti specializzati e bilingui, amministrativi e distributori i cui profili occupazionali verrebbero inevitabilmente messi a repentaglio dalla riduzione dei contributi, tenendo conto che molte di queste realtà hanno già avviato una procedura di licenziamento;
dallo scorso febbraio, i maggiori referenti rappresentativi della Stampa italiana oltre confine hanno dimostrato la loro criticità nei confronti del provvedimento, evidenziando il danno economico, occupazionale e culturale che tale scelta di riorganizzazione finanziaria potrà comportare sul breve periodo;
qualora non si realizzasse una rettifica della disposizione suindicata a vantaggio dell’editoria italiana all’estero, la riduzione retroattiva dei contributi rischierà di comportare delle evidenti difficoltà in sede di redazione del bilancio di esercizio da parte delle imprese:
impegna il Governo
ad intervenire nell’ambito di futuri provvedimenti affini per materia a riformulare il comma 1 lettera d) della legge 26 febbraio 2010, n. 25 al fine di ripristinare l’ammontare completo dei contributi relativi all’anno 2009 erogati a favore dei quotidiani italiani editi e diffusi all’estero”.

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