Data odierna 24-09-2017

SI ARRIVI PRESTO AD UNA NORMALIZZAZIONE DEI RAPPORTI SVIZZERA-LIBIA L’on. Franco Narducci, parlamentare del Pd eletto in Europa, partecipando ai lavori della delegazione Commissioni Esteri della Camera...

SI ARRIVI PRESTO AD UNA NORMALIZZAZIONE DEI RAPPORTI SVIZZERA-LIBIA

L’on. Franco Narducci, parlamentare del Pd eletto in Europa, partecipando ai lavori della delegazione Commissioni Esteri della Camera dei Deputati che si è recata a Berna per incontrare l’omologa Commissione elvetica per la politica estera, ha sottolineato che “la crisi con la Libia ha messo in evidenza quanto sia importante la cooperazione internazionale”.

Inoltre specificando che “Gheddafi non ha l’autorità né religiosa, né politica per dichiarare una guerra santa” ha messo in evidenza il fatto che il “colonnello gioca una partita ben più ampia dell’onore del clan ferito; infatti, con il blocco dei visti vuole tenere sotto scacco l’Europa intera, il che assume la sua particolare rilevanza se consideriamo che la Libia intercetta i flussi migratori ed è ricca di riserve petrolifere, le più consistenti dell’Africa valutabili in 41 miliardi di barili”. In questo contesto Narducci ha affermato che “non vi è un interesse dell’Italia né dell’UE a creare condizioni che inaspriscono i toni e la situazione e l’Unione sta negoziando con la Libia un accordo globale per la sicurezza. Certamente è fondamentale”, ha continuato il vicepresidente della Commissione esteri Narducci, “che vi sia una normalizzazione dei rapporti tra la Libia e la Svizzera come tutti auspichiamo dall’Italia all’UE fino, ormai, agli USA, considerando il dialogo diretto uno strumento importante per appianare le divergenze; ogni soluzione diplomatica della vicenda comunque non deve prescindere dal rispetto dei trattati comunitari, nonché del diritto e della legalità internazionali”.
Il parlamentare ha, inoltre, rilevato che nel quadro politico internazionale attuale vi è sempre meno spazio per accordi bilaterali poiché le decisioni sono “affidate sempre più ad organismi ampi come il G20, in un quadro di politiche multilaterali”.
Poi Narducci ha precisato che vi è la convinzione da parte italiana che “accanto alla cooperazione internazionale occorra incrementare le politiche di buoni rapporti tra gli stati confinanti, nella fattispecie tra la Svizzera e l’Italia, ma anche la Francia e la Germania. Ed in questo percorso di cooperazione”, ha precisato Narducci, “assume una importanza particolare il Ticino, visto il naturale ruolo ponte che esercita tra l’Italia e la Svizzera, grazie ai buoni rapporti con la Lombardia”.
L’on. Franco Narducci ha poi fatto alcune riflessioni sul ruolo della lingua italiana in Svizzera sollecitando “un maggiore impegno delle istituzioni ticinesi affinché sia posta in essere una adeguata politica culturale che sappia riconoscere all’italiano il ruolo che gli spetta e che nel panorama scolastico va perdendo a scapito dello spagnolo”, inoltre il deputato del PD ha parlato della questione del lavoro transfrontaliero che “rappresenta una ricchezza sia per la Svizzera che per i comuni di frontiera” auspicando “un nuovo accordo di indennità di disoccupazione e di retrocessione fiscale”.
Sul piano della cooperazione fiscale c’è da rilevare che il Consiglio federale svizzero il 13 marzo 2009 ha deciso di allentare le maglie del segreto bancario e si è ribadito l’auspicio per una “rapida conclusione del negoziato sulla nuova convenzione in tema di doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, nel rispetto della reciproca sovranità fiscale e nel comune interesse alla trasparenza”.

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