Data odierna 22-09-2017

Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe inviare ispettori all’istituto Diomede Carafa di Ariano Irpino (Avellino): è solo una delle richieste dell’onorevole Gianni Farina (Pd) che nei giorni scorsi...

Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe inviare ispettori all’istituto Diomede Carafa di Ariano Irpino (Avellino): è solo una delle richieste dell’onorevole Gianni Farina (Pd) che nei giorni scorsi ha depositato una interrogazione al Ministro Gelmini per denunciare il fatto che l’istituto sia frequentato solo da 14 alunni e per chiedere se si intenda revocare il riconoscimento di istituto paritario.
“Sul sito dell’istituto paritario “Diomede Carafa” (www.diomedecarafa.it) tecnico commerciale IGEA – liceo scientifico ITAS – dirigenti di comunità, con decreto N. 1/S del 20 dicembre 2006 – decreto N. 2/S2 – N. 1/S2 del 6 luglio 2009 – codice dell’Istituto: AVTD00500P Via Fontanuova – Ariano Irpino (Avellino), tel. e fax 0825 828790, e-mail: diomedecarafa@libero.it – corso OFIS “Operatore di magazzino merci”, – spiega Farina nella premessa – ha attirato l’attenzione dell’interrogante il “piano dell’offerta formativa” (P.O.F.) A.S. 2006/2007, dove, a pagina 6, terz’ultima riga, si legge: “Negli ultimi anni ha avuto incremento la coltivazione del tabacco e dell’olio”; considerando che l’olio non si coltiva, ma si produce, incuriosito da tale strafalcione, l’interrogante ha letto il piano con maggior attenzione e sempre a pagina 6, con meraviglia, ha notato che “Il centro di Ariano Irpino sorge su tre colli sostenuti da robuste mura” e poi ancora, “Nell’ambito del territorio generale funzionano…” e inoltre: “nelle graduatorie dei comuni irpini riferita al numero degli abitanti (23.471)”. E ancora: “con la tomba dei Diomede Carafa (vescovo di Ariano nel 1511)” invece che “dal 1511″ ancora: “18 mila quintali di latte trasformati nelle aziende o ceduto ai caseifici locali”. A pagina 7 un altro errore: “Nel periodo estivo la sua altitudine diventa un piccolo centro di soggiorno…”, e si potrebbe continuare così per tutte le pagine rimanenti, riscontrando errori di battitura, di grammatica, di sintassi e di contenuto”.
“Ciò – sostiene il deputato – denota ad avviso dell’interrogante in maniera palese una scarsa professionalità dell’istituto, nonché carenze culturali e didattiche; sul sito vi è la foto degli studenti: se ne contano quattordici (14), tra i quali si nota il figlio della titolare, tale Cecilia Majello Sampietro; tra l’altro, all’interrogante appare censurabile la pubblicazione sul sito della foto degli studenti, tra i quali alcuni senz’altro minorenni; sul sito vi è anche la foto di nove (9) giovani donne con la dicitura (puntando il cursore) “i docenti del diomede carafa”; è risultato che una delle insegnanti è la titolare dell’istituto, la già citata Cecilia Majello Sampietro, e un’altra è una segretaria; i corsi sono organizzati dalla prima alla quinta classe e pertanto si potrebbe desumere che ogni classe è frequentata in media da 2,8 studenti; se i 2,8 studenti per classe fossero suddivisi tra gli indirizzi tecnico-commerciale, liceo scientifico, dirigenti di comunità e operatore di magazzino merci, se ne potrebbe dedurre altresì che in ogni classe potrebbero essere presenti in media 0,7 studenti”.
“In definitiva – ipotizza Farina – risulterebbe che ogni dipendente della scuola debba essere a carico di 1,75 studenti, ma se l’insegnamento è differenziato a seconda dell’indirizzo e della classe frequentata da ogni studente, gli insegnanti presenti dovrebbero essere venti (20) e non si capisce come in sette (7) possano svolgere il loro compito; a pagina 23 del piano dell’offerta formativa, l’istituto dichiara letteralmente che: “La priorità nel settore degli investimenti è determinata dai Consigli di Classe e d’Istituto che stabiliscono quali sono i settori da privilegiare”. Il che dimostra, a giudizio dell’interrogante, un’ignoranza estrema delle competenze degli organi scolastici in quanto i consigli di classe non hanno nessun potere nel determinare gli investimenti ed è impossibile eleggere un consiglio di classe in cui a conti fatti, ogni classe dovrebbe essere frequentata da 0,7 studenti; la titolare della scuola, nel paese di Ariano Irpino, viene comunemente chiamata la preside; risulta strano che a pagina 26 del P.O.F., paragrafo 41 sia riportato: “il Dirigente Scolastico ha scelto come suo collaboratore la Prof.ssa Puzo Raffaella che sarà di supporto alla didattica a all’organizzazione della scuola, unitamente ai coordinatori delle classi, e i gruppi di lavoro.”; salta agli occhi come non venga citato nome e cognome del dirigente scolastico; nel paese si vocifera che gli insegnanti non siano pagati, ma svolgano la loro opera soltanto per acquisire punteggi e che gli allievi paghino una retta di 1.500 euro per frequentare un anno scolastico”.
Farina, quindi, chiede di sapere: “se il numero degli studenti iscritti, comunicato ufficialmente, sia superiore a quello degli studenti realmente frequentanti, nell’obiettivo di ricevere maggiori finanziamenti pubblici; come sia possibile che l’istituto Diomede Carafa, con tale esigua presenza di studenti e insegnanti, e con un sito web visitando il quale, ad avviso dell’interrogante, si desume in maniera lampante il basso livello culturale e didattico, sia stato dichiarato paritario; se l’istituto abbia un bilancio economico in attivo incassando dalle rette soltanto 21.000 euro all’anno e dovendo pagare l’affitto dei locali, l’energia elettrica, il riscaldamento, l’acqua, la tariffa per la raccolta dei rifiuti, il materiale didattico, nonché gli stipendi del personale dipendente; se l’edificio che ospita la scuola sia a norma per quanto riguarda i certificati di igiene e prevenzione incendi previsti dal decreto legislativo n. 81 del 2008; se la titolare sia laureata e se sì, in quale disciplina, e se abbia i requisiti per essere chiamata preside o dirigente scolastico, e se nell’istituto esista un dirigente scolastico con tutti i titoli previsti; se intenda inviare in loco ispettori del Ministero ai fini dell’esercizio di tutti i poteri di competenza” e, infine, “se intenda revocare il riconoscimento di istituto paritario al Diomede Carafa, che è frequentato soltanto da quattordici (14) studenti”.

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