Data odierna 23-06-2018

Gli svizzeri francesi e gli svizzeri italiani – i “latini” - sono spesso visti come una sorta di alleanza politica che si schiera contro gli svizzeri tedeschi. La realtà è però alquanto...

La “Svizzera latina” esiste davvero?

Gli svizzeri francesi e gli svizzeri italiani – i “latini” - sono spesso visti come una sorta di alleanza politica che si schiera contro gli svizzeri tedeschi. La realtà è però alquanto diversa.

C’è un momento, durante il viaggio in treno da Berna a Ginevra, in cui si entra in una galleria. All’improvviso, si sbuca al di sopra delle acque turchesi del Lago Lemano, circondato da un lato da montagne a strapiombo che sembrano emergere dall’acqua e dall’altro da un mosaico di vigneti terrazzati. In particolare quando splende il sole, è difficile non pensare che si è arrivati a sud.

Anche quando si esce dal tunnel ferroviario del San Gottardo, tra il cantone germanofono di Uri e il Ticino, si giunge in una zona solitamente soleggiata e ricca di palme.

In Svizzera, i confini virtuali che dividono le varie regioni linguistiche hanno un nome: i cosiddetti “röstigraben” e “polentagraben” segnano non solo il passaggio dal tedesco al francese e all’italiano, ma pure quello da una cultura all’altra, da un qualcosa di settentrionale a un qualcosa di più latino.

Per descrivere gli italofoni e i francofoni del paese si usa infatti spesso l’espressione “Svizzera latina”. Linguisticamente, quelle romanze o neolatine sono lingue lontanissime dai suoni gutturali del tedesco. Politicamente, invece, il mito del fossato tra le regioni linguistiche va rivisto, secondo una ricerca Link esternorecente del think-tank svizzero Avenir Suisse. Dopo aver considerato 30 anni di votazioni, e analizzato il comportamento degli elettori nella Svizzera tedesca, francese e italiana, sono giunti a una conclusione: «La Svizzera latina non esiste».

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