Data odierna 22-09-2017

Decima e ultima Congregazione Generale del Collegio cardinalizio quella riunita questa mattina in Vaticano, alla vigilia del Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Mattinata di interventi,...

Ultima congregazione: Cardinali pronti per il Conclave

Decima e ultima Congregazione Generale del Collegio cardinalizio quella riunita questa mattina in Vaticano, alla vigilia del Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI.

Mattinata di interventi, ha spiegato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ai giornalisti di tutto il mondo. Alla Congregazione di questa mattina hanno partecipato 152 cardinali, 28 sono intervenuti.

Della situazione dello Ior, ha specificato Lombardi, ha parlato il segretario di Stato, cardinale Bertone, nella sua veste di presidente del Consiglio cardinalizio di sorveglianza. Bertone ha parlato, in particolare, della natura dell’Istituto e del procedimento di inserimento nel sistema internazionale dei controlli di Moneyval.

Oggi pomeriggio, nella Cappella Paolina, gli addetti al Conclave – circa 90 persone – renderanno il loro giuramento di segretezza su quanto apprenderanno – in ragione delle loro funzioni – sul Conclave.

La giornata di domani, 12 marzo, inizierà alle 10 con la celebrazione a San Pietro della “Missa pro eligendo Romano Pontifice”.

Alle 16.30 inizierà la processione dei cardinali dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina: la Croce con i candelieri precederà tutti i cardinali, ultimo sarà il cardinale Re, cardinale primo in ordine di precedenza perché è il più anziano dell’Ordine dei Vescovi ed è quindi lui il celebrante della processione e del giuramento in Cappella Sistina.

I singoli cardinali, secondo l’ordine di precedenza, mettendo la mano sul Vangelo, pronunzieranno il proprio nome e la formula di adesione al giuramento. Infine, il cardinale Grech, Maestro delle Cerimonie, uscirà dalla Sistina chiuderà la porta pronunciando la formula “Extra omnes”, cioè “fuori tutti”.

Secondo padre Lombardi, a voler guardare quanto accaduto nel passato, ci sarebbe subito la prima votazione, quasi sicuramente “da fumata nera”.

Finiti i lavori in Sistina, i cardinali torneranno nella Casa Santa Marta dove sono stati sorteggiati gli alloggi.

La Cappella Sistina è pronta, ha aggiunto padre Lombardi: ogni cardinale avrà a disposizione l’Ordo rituum conclavis, una copia della Costituzione apostolica e il libro della Liturgia delle Ore.

Per eleggere il nuovo Pontefice, ha ricordato ancora una volta il portavoce vaticano, servono i 2/3 dei voti, dunque 77 (i cardinali elettori sono 115). All’eletto il cardinale decano – che è il presidente dell’assemblea, il cardinale Re –chiede prima “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” e poi “Con quale nome vuoi essere chiamato?”. Si procede con la bruciatura delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta.

Il nuovo Papa, a questo punto, va nella Stanza delle lacrime per indossare le vesti papali e torna in Cappella Sistina per un’altra cerimonia e l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali.

Dopo la recita del “Te Deum”, il Protodiacono può uscire dalla Loggia e annunciare ai fedeli il nome del nuovo Papa.

Novità di quest’anno, ha spiegato padre Lombardi, sarà una piccola deviazione: cioè, il Papa eletto, mentre esce dalla Sistina per andare alla Loggia passa alla Cappella Paolina, dove c’è il Santissimo Sacramento, e fa una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento e poi riprende il cammino e viene alla Loggia per dare alla gente in Piazza San Pietro il suo saluto e la prima benedizione “Urbi et Orbi”.

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