Data odierna 19-08-2017

Salgo verso Pura, un paesino del Malcantone, in Ticino. Dolci declivi, montagne ammiccanti dove si respira ancora aria di paese vero, salvaguardato nella sua genuinità dai suoi abitanti. Di recente si...

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Simona Bernasconi, attrice Ticinese fuori e Siciliana dentro

Salgo verso Pura, un paesino del Malcantone, in Ticino. Dolci declivi, montagne ammiccanti dove si respira ancora aria di paese vero, salvaguardato nella sua genuinità dai suoi abitanti. Di recente si sono anche inventati una disposizione comunale con la quale hanno modificato il nome delle vie nel loro dialetto, sin qui in lingua italiana. La mia interlocutrice mi riceve nella sua bella casa che sorge su un promontorio dal quale si può ammirare un panorama stupendo che va dalla vicina Ponte Tresa, già Italia, sulla destra guardando il lago di Lugano, fin su all’ estrema sinistra, ai monti Baro e Camoghé, sentinelle soavi della regione sotto-cenerina.

Buongiono Simona“. “Buongiorno giornalista“, mi dice con fare sornione. Bella donna: jeans e maglietta, senza sussiego, molto rilassata. Sono un attimo in imbarazzo, carico di computer, macchina fotografica, cellulare, lampada per le luci speciali, registratore, block-notes, penne, pennine, pennette e quant’altro. Sono tutto sudato.

Una bella doccia rinfrescante?” mi dice. “Stupenda idea!” rispondo, ben sapendo che l’invito non avrà seguito. Un buon caffè comunque lo accetto volentieri. “I miei nonni, da parte di mia madre, erano siciliani veraci, portati diversi anni fa ad emigrare dalla necessità di trovare lavoro per dare un futuro sereno alla propria famiglia. Da loro ho imparato, fra tante altre cose, l’arte (perché tale è) di preparare un buon caffé“.

Mi guarda indagativa: “Com’è? Deluso?” “Assolutamente no” rispondo “è gustosissimo e non lo dico per farle il solito complimento! Eccezionale veramente!

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Simona Bernasconi, “ticinese fuori e siciliana dentro”, come lei si definisce, mi fa accomodare, assieme a tutte le mie cianfrusaglie, su un comodo divano, in giardino.

Come mai questa esplosione improvvisa di attività artistica?
Sono sorpresa anch’io, ma mi piace un sacco.
Come al solito anche lei mi dirà che tutto è accaduto, così per caso: passavo di li e…?!” azzardo.
“Sembra banale, ma è proprio successo così, almeno per l’esperienza dialettale in Ticino.
A Yor Milano, pigmalione ticinese, due anni fa gli è venuta a mancare una giovane attrice per un personaggio della sua commedia, io passavo di lì per caso, mi ha fatto un provino e via……”.

“Per caso….” Aggiungo.

“Allora, per placare la sua curiosità, le racconto la mia storiella. Da sempre ho avuto una grande passione per la recitazione, sopratutto per il teatro. Da piccola, in casa ed a scuola, quando ne avevo occasione, qualcosina facevo, così, per vedere che effetto faceva. Da grandicella ho seguito le scuole e ho apprezzato l’indirizzo sostanzialmente artistico e aminico della filosofia di Rudolf Steiner, un umanista mondialmente conosciuto, e da li la mia passione per la recitazione ha trovato il suo elemento naturale. Molte recite di autori classici, prove impegnative con esperienze in testi di Shakespeare e di Molière”.

Un battesimo facile facile, con drammi, intrighi e morti a decine!” sottolineo.

“In qualche modo si: una scuola dura e difficile ma altamente pregnante, una disciplina ferrea nella ricerca delle giusta prestazione interpretativa, nel capire l’obiettivo voluto dai nostri docenti nel farci, da subito, avvicinare al gota dei maestri più significativi”.

“Spieghi a me, povero cristo, cosa c’entra interpretare il “sogno di una notta di mezza estate” del grande William, con l’indiscusso successo personale da lei avuto con la Compagnia TEPSI di Yor?”.

_FRB6280“Cimentarsi con i grandi classici prepara, eccome, ad essere buona interprete di qualsiasi altra esperienza sia dialettale che in lingua, proprio per quanto ti ho spiegato prima a proposito della “cultura animica steineriana”. L’approccio al testo, al ruolo ed alla interpretazione è unicamente la parte conclusiva del percorso: sono determinanti nella fase d’avvicinamento alla prestazione la ricerca del momento storico politico nel quale è stato scritto il testo e quindi lavorare profondamente come interprete a quanto interiormente vivevano e sentivano animicamente i personaggi dell’epoca indipendentemente dalla trama specifica, in questo caso, del dramma.

L’ho guardata meravigliato durante la sua spiegazione. Se ce una cosa della quale sarò convinto per tutto il resto della mia vita è che questi sono i risultati che offre Steiner. Il tipo, detto così alla buona, era veramente un grande! La risposta di Simona è stata una vera e propria performance interpretativa per la chiarezza della sua spiegazione, per l’amore che traspariva nel tentare di trasmettere ad altra persona il suo pensiero, la sua serenità e nel contempo la sua dolcezza e la grande determinazione nel dire delle cose profondamente presenti sentite in e da lei.

Scusi Simona si è accorta che prima mi ha dato del tu?“.

Certo” mi risponde serafica, “voleva essere un segno di gentilezza nei tuoi confronti che mi hai voluta sentire ed ascoltare“. “Però” penso, “tosta la tipa… niente di casuale…. con tanta dolcezza…”.

“Se ho ben capito quindi, non c’è differenza ad interpretare, direi soprattutto a calarsi nel personaggio che si è chiamati a far vivere sul palcoscenico, che sia la Regina del “sogno di una notte di mezza estate” o Angela nell’ultima commedia dialettale non può e non deve esserci, a livello di lavoro preparatorio, nessuna differenza?”

“Urka, che bravo, complimenti!” e ancora sorride.

_FRB6045Il tuo curriculum in 30 secondi?“. “Scuola Steiner, esperienze di recitazione, comparsate a films, diverse pubblicità passate in TV, fino ad arrivare all’opportunità, diciamo regionale, datami da Vittorio Barino e Yor Milano, con ruoli simpatici nelle ultime due commedie dialettali: “L’APETIT L’È LA SALSA PÜSSÉE BONA CHE GA SIA” e “POSSIBIL CHE I MA CAPITA TUCC A MI?“. In queste ultime settimane di nuovo una serie di brevi storie per la pubblicità televisiva, una partecipazione importante all’ultimo film del regista svizzero-algerino, Soudai Mohamed “l’Oro Verde” girato integralmente in Ticino e il primo film della compagnia dialettale di Mendrisio “La Palmira” che uscirà a Natale di quest’anno. Subito dopo un nuovo impegno teatrale con Yor Milano , che verrà presentato al pubblico, anche questo, per la fine di quest’anno. Il tutto farcito da alcune partecipazioni in trasmissioni radiofoniche e presentazioni di serate”

Però, molto lavoro, progetti futuri?. “Un paio di progetti interessanti e particolari dei quali però non voglio ancora parlare per scaramanzia…“.
Sul palcoscenico della vita giochi, tutti i giorni, anche un altro ruolo molto importante!. “Si, ed anche questo animicamente e totalmente vissuto“.
Sei sposata e sei mamma di due splendide bimbe: Carolina di 15 anni e Camilla di 8. “Vedo che ti sei preparato: per un certo periodo ho evitato di accettare delle proposte di lavoro proprio per stare vicino alle mia famiglia, alle mie due bambine, un’altra grande esperienza di vita“.

Di che segno sei?” sparo.”Leone“. Ah direi che non avevo dubbi, un segno da non sottovalutare e da guardare con rispetto!.
Mi vuoi mettere alla prova?” dice facendo “svolazzare” la sua folta chioma leonina appunto…

Un altro caffé siciliano?“. Con piacere Simona.

La guardo fare il caffé: anche qui un’interpretazione di qualità. Grande donna, grande talento, donna libera e gentile…mica roba di tutti i giorni, ve l’assicuro!

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