Data odierna 28-04-2017

“Faremo accertare in modo inequivocabile che il comandante Francesco Schettino non poteva più rimanere a bordo della nave nelle condizioni in cui si trovava” nelle varie fasi del naufragio...

Schettino non poteva restare a bordo

CONCORDIA: VIA A UDIENZA PRELIMINARE,'ALLUVIONE' PARTI CIVILI“Faremo accertare in modo inequivocabile che il comandante Francesco Schettino non poteva più rimanere a bordo della nave nelle condizioni in cui si trovava” nelle varie fasi del naufragio della Costa Concordia. Lo ha detto uno dei difensori di Schettino, l’avvocato Francesco Pepe, sottolineando che “l’accusa di abbandono è una cosa assurda”. L’avvocato Pepe ne ha parlato anche rispetto alle richieste di nuovi accertamenti che la difesa di Schettino proporrà nell’udienza preliminare: “La scatola nera – ha detto – ci ha dato delle perle che permetteranno di portare avanti una difesa strutturata”. “Tra queste perle – ha continuato – l’errore del timoniere che non capì gli ordini del comandante Schettino” contribuendo al naufragio.

Al teatro Moderno di Grosseto la seconda fase dell’udienza preliminare per il naufragio della Costa Concordia. Schettino è rimasto in silenzio ed è entrato senza salutare ne rivolgere la parola all’assembramento dei giornalisti che lo attendevano fuori.

SCHETTINO CHIEDE PATTEGGIAMENTO PROCURA DICE NO - Il comandante Francesco Schettino, tramite la sua difesa, ha chiesto di patteggiare ma la procura di Grosseto ha negato il suo consenso: è quanto emerge durante lo svolgimento dell’udienza preliminare sul naufragio della nave Costa Concordia. Gli altri 5 imputati hanno chiesto tutti il patteggiamento e la procura li ha ammessi. La difesa di Schettino ha proposto un patteggiamento con pena di 3 anni e 4 mesi. La procura ha detto no. “Abbiamo chiesto anche noi il patteggiamento dopo che gli altri 5 imputati hanno formalizzato le loro richieste – ha riferito Francesco Pepe del collegio difensivo di Schettino – evidentemente ci sono due pesi e due misure, Schettino a questo punto rischia di essere l’unico processato”. Gli imputati che hanno chiesto il patteggiamento, avendo raggiunto un accordo con la procura per l’applicazione della pena, sono Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, Manrico Giampedroni e Roberto Ferrarini.

ACCORDO PATTEGGIAMENTI, PENA PIU’ ALTA 34 MESI - Due anni e 10 mesi con la sospensione condizionale è la pena più alta su cui la Procura di Grosseto si è accordata con le difese degli imputati del processo sulla nave Costa Concordia. Questa pena riguarda le accuse di omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose per il capo dell’unità di crisi di Costa Crociere Roberto Ferrarini, mentre a 2 anni e 6 mesi per gli stessi reati ha chiesto di patteggiare Manrico Giampedroni.

Tra gli altri imputati che hanno chiesto di patteggiare, al personale in plancia al momento dell’ impatto contro lo scoglio del Giglio, la Procura ha dato parere favorevole sulle seguenti pene: un anno e 11 mesi per il vice di Schettino, Ciro Ambrosio, un anno e 8 mesi per il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, un anno e 6 mesi per l’ufficiale Silvia Coronica. La difesa di Schettino aveva chiesto 2 anni e 4 mesi ma la Procura ha negato il consenso.

5 PATTEGGIANO, RABBIA PARTI CIVILI – Proteste e rabbia in aula da parte delle parti civili alle 5 richieste di patteggiamento, su 6 imputati, accordate dalla Procura di Grosseto alle difese. “Aspettiamo le decisioni del gup Pietro Molino, ma in pratica è come se il processo finisse qui, e ne siamo stati estromessi non andando ad un dibattimento – ha detto uno degli avvocati del pool ‘Giustizia per la Concordia’, Cesare Bulgheroni – Siamo rimasti ‘gabbati’ dal fatto che la Procura non abbia interpellato le parti offese circa i risarcimenti da chiedere per i danni subiti. Se il gup dovesse anche far patteggiare Schettino, nonostante il parere negativo della Procura, il processo finisce in udienza preliminare e per i nostri assistiti rimarrebbe solo la possibilità di chiedere risarcimenti ad un giudice civile”. “Questa serie di patteggiamenti è scandalosa, è un modo per aprire vie di fuga – ha commentato l’avvocato Massimiliano Gabrielli di Roma, anche lui del pool ‘Giustizia per la Concordia’ – Tra l’altro è emerso oggi che Costa Crociere ha risarcito 2 mila su oltre 4 mila passeggeri e non l’80% come ci veniva detto le settimane scorse”.

SCHETTINO, SOLO IO A PROCESSO? SEMBRA DI SI’ – Ci sarà solo il comandante Francesco Schettino nel processo sul naufragio della Costa Concordia? “Sembra di sì”, ha risposto lo stesso Schettino ai giornalisti uscendo dal Teatro Moderno di Grosseto dove l’udienza preliminare è stata rinviata a dopodomani. A chi gli chiedeva della sua richiesta di patteggiamento che la Procura ha respinto, ha risposto: “Non l’ ho fatta io”.

UDIENZA PRELIMINARE AGGIORNATA AL 16 MAGGIO – Il gup Pietro Molino ha interrotto l’udienza preliminare sul naufragio della Costa Concordia rinviandola al 16 maggio. L’udienza si è conclusa oggi con la formalizzazione delle 5 richieste di patteggiamento su 6 imputati, cioé tutti tranne il comandante Francesco Schettino, al quale la Procura non ha dato il suo consenso.

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