Data odierna 23-09-2017

Oggi, l’on. Angela Fucsia Nissoli FitzGerald, intervenendo nell’Aula di Montecitorio durante il dibattito sulla ratifica della “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro...

Nissoli: Attivare un numero rosa anche per le italiane all’estero in difficoltà

Oggi, l’on. Angela Fucsia Nissoli FitzGerald, intervenendo nell’Aula di Montecitorio durante il dibattito sulla ratifica della “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” ha ricordato il fatto che “la Convenzione di Istanbul dell’11 maggio 2011 è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza”.

L’on. Nissoli, richiamando il fatto che nella Convenzione viene dato “ampio spazio alla prevenzione della violenza contro le donne e della violenza domestica”, ha precisato che “la prevenzione richiede un profondo cambiamento di atteggiamenti e il superamento di concezioni culturali che favoriscono o giustificano l’esistenza di tali forme di violenza….” e di fronte ai “fatti agghiaccianti di donne trucidate dai propri compagni o conviventi considerati brave persone” ha detto che “l’implementazione di procedure come quelle del “codice rosa”, già avviate con successo in varie località italiane, rappresenta un doveroso impegno di tutti noi per essere accanto alle vittime in maniera concreta”.

Inoltre, l’on. Nissoli ha rilevato l’importanza dell’armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di protezione della donna sostenendo che “tali legislazioni vanno armonizzate, in primis a livello di EU”, e pertanto ha chiesto “che il Governo si attivi, nei tavoli bilaterali, affinché anche tutti gli altri Pesi membri ratifichino al più presto la Convenzione in maniera che possa entrare subito in vigore, poichè la dignità della donna non può essere un optional!”.

Infine, la deputata eletta all’estero pensando “alle tante donne italiane emigrate che, in solitudine, si trovano di fronte a situazioni in cui la loro dignità viene calpestata”, ha chiesto “che il nostro Governo abbia una attenzione anche per loro, magari istituendo un numero rosa di aiuto che funzioni anche dall’estero, sono convinta che raccoglierebbe la disponibilità forte delle strutture di volontariato e dell’associazionismo del settore”.

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