Data odierna 22-10-2017

Se le autorità italiane “non manterranno la parola”, rifiutando di rispedire i due marò in India per essere processati, “ci saranno conseguenze nelle nostre relazioni con l’Italia”....

Marò, ira del premier indiano: Conseguenze per l’Italia

Se le autorità italiane “non manterranno la parola”, rifiutando di rispedire i due marò in India per essere processati, “ci saranno conseguenze nelle nostre relazioni con l’Italia”. Lo afferma su twitter il premier indiano Manmohan Singh, dopo la richiesta già avanzata ieri al governo italiano di tornare indietro sulla decisione di non estradare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Davanti alla Lok Sabha, la camera bassa del parlamento di Nuova Delhi, Singh ha difeso l’operato del suo governo, precisando di aver più volte chiesto alle autorità italiane di mantenere gli impegni presi e di rispettare le decisioni della Corte Suprema indiana. Il premier ha spiegato ai parlamentari di aver detto alle autorità italiane di “rispettare gli impegni presi” sul ritorno dei due marò, ai quali era stata concessa una licenza per tornare in italia a votare nelle recenti elezioni di fine febbraio. “Se non tengono fede alla loro parola, ci saranno conseguenze per le nostre relazioni con l’Italia”, ha aggiunto il primo ministro.

L’Italia intanto si mostra fiduciosa sulla possibilità di superare la crisi con l’India. L’ambasciatore italiano Daniele Mancini ha fatto sapere che non rinuncerà a cercare una soluzione, anche se sono sempre più insistenti le indiscrezioni che parlano di una sua imminente espulsione. Sono l’emittente Ndtv e il sito del quotidiano Industan Times a riportare dichiarazioni nelle quali Singh accenna alla possibilità di espellere l’ambasciatore italiano dal Paese a seguito dell’”inaccettabile” condotta del governo di Roma.

La vicenda “ha messo in agitazione il Parlamento e il Paese” avrebbe dichiarato il premier, che ha aggiunto di “condividere la preoccupazione dei deputati indiani” sulla vicenda. “Abbiamo detto chiaramente che l’azione intrapresa dal governo italiano è inaccettabile. Le autorità italiane hanno violato tutte le regole dei rapporti diplomatici e messo in discussione gli impegni assunti solennemente dai suoi rappresentanti nei confronti della Corte Suprema”.

In Italia, il termometro dell’opinione pubblica segnala un 72% dei partecipanti alla domanda del giorno di Sky Tg24 che si dice d’accordo con la decisione presa dal governo italiano, mentre il 28% è critico con il mancato rientro in India dopo il permesso concesso ai due militari di poter tornare in patria per votare.

E si registra la soddisfazione della Marina Militare, che ha rimosso dalla homepage del suo sito il nastro giallo che avvolgeva il Leone di San Marco in segno di solidarietà con la brigata di appartenenza dei fucilieri Latorre e Girone. “Massimiliano e Salvatore restano in Italia: sciogliamo il nastro giallo”, il breve testo che accompagna il logo, in cui si spiega che “da oggi non sarà più esposto sul sito internet istituzionale della Marina Militare”. “Sono state tante in questo periodo – si legge ancora sul sito – le attestazioni di solidarietà e vicinanza giunte dalle persone che in tanti modi hanno dato il loro fondamentale sostegno: dalle mail di appoggio, alle manifestazioni di piazza, all’impegno delle Istituzioni”.

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