Data odierna 22-09-2017

La notizia del secolo é quella che non si aspettava nessuno: un Papa che si dimette, il primo a farlo dopo Celestino V. E quello che era sempre apparso come un Pontefice poco carismatico, come Benedetto...

Lascio per il bene della Chiesa

La notizia del secolo é quella che non si aspettava nessuno: un Papa che si dimette, il primo a farlo dopo Celestino V. E quello che era sempre apparso come un Pontefice poco carismatico, come Benedetto XVI, dà una dimostrazione di grande coraggio al mondo, con una decisione pressoché senza precedenti. Ritirarsi dal Pontificato, non portarlo a termine fino alla conclusione naturale. Fissando inoltre la sua uscita di scena al prossimo 28 febbraio, quando partirà la “sede vacante”, e quindi la procedura per l’elezione del successore. Ratzinger ha annunciato la sua scelta del tutto a sorpresa, parlando in latino davanti ai cardinali durante il Concistoro ordinario in Vaticano per la canonizzazione dei circa 800 martiri di Otranto e di due monache spagnole.

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”, ha detto il Papa. Ratzinger, di fronte ai cardinali praticamente ammutoliti, si è detto “consapevole” che il suo ministero dev’essere compiuto “non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando”. Tuttavia oggi, in un mondo in rapido mutamento e “agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede”, per governare la Chiesa “é necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo”, vigore che, “negli ultimi mesi, in me é diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

Quindi la dichiarazione che fa testo anche dal punto di vista canonico: “ben consapevole della gravità di questo mio atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.

Tutto questo poco dopo le 11.00 di stamane. Subito la notizia, data dall’ANSA, faceva il giro del mondo. Subito si rincorrevano le reazioni ad un fatto che come in poche altre occasioni può definirsi “storico”. Il decano del Collegio cardinalizio, Angelo Sodano, uno dei pochissimi a sapere, rivolgendosi al Papa al termine del Concistoro ha parlato di “fulmine a ciel sereno”, esprimendo così l’assoluta sorpresa della Curia romana. Ha spiegato che i cardinali hanno ascoltato il messaggio del Papa “con senso di smarrimento, quasi del tutto increduli”.

E al di là di quello che si era detto mesi fa, dopo gli scandali della pedofilia e dopo vicende come il caso Vatileaks, sul fatto che il Papa avrebbe potuto anche dimettersi, la sorpresa è vera, palpabile. A questa decisione che segna uno spartiacque nella storia della Chiesa arriva un Papa di quasi 86 anni, il più anziano dell’ultimo secolo, ora sicuramente stanco, visibilmente provato dal peso degli impegni e delle responsabilità. Intorno al quale, poi, si incentrano indiscrezioni su uno stato di salute sempre più preoccupante. L’ipotesi delle dimissioni era stata toccata da Ratzinger anche nel libro-intervista a Peter Seewald “Luce del mondo” se le condizioni fisiche non avessero permesso un’adeguata conduzione del ministero. Quella che poi ha preso, comunque, è una decisione del tutto opposta a quella del suo predecessore Giovanni Paolo II, che fino all’ultimo portò pubblicamente esposti sul corpo i segni della sua malattia.

“La decisione del Pontefice è stata presa da molti mesi, dopo il viaggio in Messico e a Cuba, in un riserbo che nessuno ha potuto infrangere, e avendo ‘ripetutamente esaminato’ la propria coscienza ‘davanti a Dio’, a causa dell’avanzare dell’età”, ha scritto il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha spiegato che al decadere del suo pontificato, alle 20.00 del 28 febbraio, Ratzinger si trasferirà temporaneamente a Castel Gandolfo, quindi una volta che vi saranno compiuti dei lavori di ristrutturazione andrà a vivere nell’ex monastero delle suore di clausura nei Giardini Vaticani, il “Mater Ecclesiae”. “Si dedicherà sostanzialmente alla preghiera e alla riflessione, non avendo più compiti di governo della Chiesa”, ha detto Lombardi, che ha espresso “grande ammirazione” per il “coraggio” e per la “sincerità” di Benedetto XVI. Ratzinger, in ogni caso, non parteciperà al Conclave.

E sempre secondo Lombardi, entro il mese di marzo, quindi entro la Pasqua, si avrà il nuovo Pontefice. Intanto, mentre si succedono le reazioni di tutti i leader mondiali, da Obama a tutti i capi di Stato europei, resta l’incognita di come la Chiesa farà i conti con l’esistenza in vita di una figura inedita, come quella del “Papa emerito”: quale rapporto avrà con il nuovo Pontefice legittimamente eletto, quanto conteranno i suoi pareri e le sue valutazioni rispetto al magistero di un altro successore di Pietro in carica. Tutti aspetti inediti per la Chiesa, a cui bisognerà prepararsi. Fino al 28 febbraio, comunque, Benedetto resterà Papa a tutti gli effetti e su di lui, forse come mai prima, si concentrerà ancora di più l’attenzione di tutto il mondo. Intanto la prima giornata da dimissionario Joseph Ratzinger l’ha passata in modo sereno, senza alterare il suo consueto stile di vita. Subito dopo la comunicazione fatta al Concistoro il Papa è andato via verso il suo appartamento privato senza fermarsi con i presenti. E anche chi l’ha potuto incontrare successivamente, come il segretario di stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, ha detto di averlo “visto molto sereno”. Anche se fino a tarda serata le “sue” finestre sono rimaste accese. (Fausto Gasparroni)

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