Data odierna 24-04-2017

In occasione della prossima Giornata della Memoria, che si commemora il 27 Gennaio, il Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Antonio Ballarin, ha inviato in questi giorni...

Il presidente Ballarin scrive alle comunità ebraiche italiane

In occasione della prossima Giornata della Memoria, che si commemora il 27 Gennaio, il Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Antonio Ballarin, ha inviato in questi giorni una sentita lettera di condivisione al Presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna.

“Ricorre il prossimo 27 Gennaio la Giornata della Memoria – scrive tra l’altro il Presidente Ballarin –, che il Parlamento tutto ha doverosamente voluto per commemorare le vittime dell’orrore della Shoah, la cui tragica dimensione e le cui conseguenze sull’Europa intera sono perfettamente impresse nella nostra memoria di italiani e di esuli. Sin dal XIX secolo, infatti, i nostri connazionali (e non) di religione israelita, insediati ab antiquo o più recentemente nella Venezia Giulia e in Dalmazia, hanno condiviso lo spazio civile e sociale di territori adusi alla convivenza perché di antica civiltà”.

“Nella storia del Risorgimento – prosegue la lettera – gli ebrei giuliani furono tra i più entusiasti fautori dell’italianità culturale dei territori orientali, e tra le loro fila si enumerano tanti volontari nelle guerre d’Indipendenza. E non si contano i grandi nomi della cultura, da Isaia Ascoli, che per primo suggerì il nome di Venezia Giulia per il Litorale austriaco, a Umberto Saba, da Carolina Luzzatto a Luciano Morpurgo, a tanti altri protagonisti della vita di Trieste, di Gorizia, di Fiume, di Zara”.

“L’abominio delle leggi razziali colpì intere e laboriose comunità ebraiche, particolarmente a Fiume, bene inserite nel tessuto cittadino, sconvolgendo antiche consuetudini e sedimentate relazioni”, scrive ancora Ballarin. “Così intenso era il secolare rapporto delle comunità israelitiche italiane alla Nazione di cui si sentivano ed erano parte”.

“Memori di tanta efferatezza, gli Esuli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, che hanno conosciuto le persecuzioni ideologiche ed etniche e lo scontro fra i totalitarismi del Novecento su quel confine, – continua il presidente Anvgd – rendono commosso omaggio alle vittime della follia nazista, ed offrono una condivisa preghiera per tutti i cittadini di religione ebraica deportati dalla Venezia Giulia nei tremendi anni della seconda guerra mondiale”.

“L’irrompere delle ideologie e dei regimi totalitari fascista e nazista prima, comunista poi, – conclude il Presidente Ballarin – hanno causato anche nelle civili città giuliane e dalmate episodi di barbarie che pochi ebbero allora il coraggio di denunciare, ma che erano all’antitesi della cultura liberale di italiani, figlia dei valori risorgimentali di libertà e di convivenza”.

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