Data odierna 22-07-2018

Allora, ecco. Eccoci qua, mentre scrivo, sta finendo la giornata, questa giornata: la Giornata della Terra, (Earth Day), per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia! Come ogni anno, da quasi cinquant’anni,...

Giornata della Terra di Valeria Carmia

Allora, ecco. Eccoci qua, mentre scrivo, sta finendo la giornata, questa giornata: la Giornata della Terra, (Earth Day), per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia! Come ogni anno, da quasi cinquant’anni, il 22 aprile si tiene la più grande manifestazione ambientale del pianeta per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Fu lanciata il 22 aprile del 1970, quasi cinquant’anni fa appunto, anche se era nell’aria già dal 1963, nelle conferenze dedicate ai temi ambientali tenute da Robert Kennedy. Poi a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara nel 1969 il senatore Nelson parlò pubblicamente a favore di una nuova e necessaria discussione pubblica nonché politica delle questioni ambientali: “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”. L’Earth Day oggi vede la partecipazione di 192 Paesi del mondo, ovvero fino a un miliardo di persone. I mali della terra sono tanti, e non basta certo una giornata per proporvi rimedi: inquinamento di aria, acqua e suolo, distruzione degli ecosistemi, piante e specie animali in via di estinzione, esaurimento delle risorse non rinnovabili.

La lotta all’inquinamento da plastica.

L’edizione del 2018 è dedicata ad un problema in particolare: la lotta all’inquinamento da plastica. Dagli anni ‘50 al 2016 la produzione di materie plastiche è aumentata in modo esponenziale, raggiungendo 335 milioni di tonnellate, di cui il 50% in Asia, in gran parte in Cina. L’Europa ha comunque poco di cui vantarsi, con livelli d’inquinamento da plastica che toccano quasi il 20% del consumo mondiale. Nel mondo, la plastica è, secondo l’ultima indagine Beach litter condotta nel 2017, il materiale più trovato (84% degli oggetti) sulle 62 spiagge monitorate, seguita da vetro e ceramica (4,4%), metallo (4%), carta e cartone (3%). Il 30% della plastica trovata proviene da imballaggi e il 34% da prodotti usa e getta come piatti e bicchieri di plastica.

Poi c’è il problema dell’acqua in bottiglia di plastica, che stando ai dati di Legambiente, rappresenta il 90-95% delle acque in consumo (solo il 5-10% di acqua infatti viene consumata usando contenitori in vetro). Tra i problemi legati ai miliardi di bottiglie di plastica consumate ogni anno, ci sono la provenienza (più del 90% viene da materie prime fossili vergini, il 6% del consumo globale di petrolio) e l’inquinamento generato dal trasporto su gomma (in Italia ad esempio l’80% dell’acqua imbottigliata viene  trasportata su gomma): l’immissione di anidride carbonica di un autotreno è di 1,3 tonnellate di anidride carbonica ogni mille chilometri. 

A far paura sono anche le microplastiche che, riversate nei mari e oceani, hanno raggiunto cifre esorbitanti: ogni anno vengono riversati nelle acque salate 10 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Non sono esenti dal problema delle microplastiche nemmeno le acque dolci, come quelle dei laghi. Nemmeno in Svizzera! Due anni fa i ricercatori del Politecnico federale di Losanna hanno rilevato la presenza di microplastiche, con frammenti di diametro compreso tra 0,3 e 5 millimetri, nella maggior parte dei campioni raccolti in sei laghi svizzeri, tra cui il Lago Maggiore, che detiene la più alta percentuale di tutta la Svizzera per microplastiche (le particelle di diametro o lunghezza inferiore a 5 millimetri) e anche per plastiche tout court. Per quanto riguarda le microplastiche, sono stati trovati 69mila milligrammi per chilometro quadrato (media nazionale è di 26mila); per quanto riguarda le plastiche tout court sono stati misurati addirittura 170mila milligrammi (media nazionale 44mila milligrammi).

Contrastare l’inquinamento

Certamente ognuno può fare molto per la salute della Terra, per esempio:

  1. riducendo i propri rifiuti di plastica,
  2. bevendo acqua del rubinetto,
  3. comprando detersivi alla spina,
  4. usando borse di tela per fare la spesa (in Svizzera e in altri Paesi, anche usando sacchetti di tela per frutta e verdura al supermercato)
  5. riutilizzando bottiglie,
  6. aumentando la quota del riciclaggio,
  7. educando le nuove generazioni, per lo meno quelle (se ormai quelle vecchie le riteniamo ‘battaglia persa’)…

Perché spesso il problema è che si inquina ma non ce ne accorgiamo, o non ne siamo consapevoli. Come? Per esempio quando laviamo ad esempio abiti sintetici, acrilici o in poliestere; quando viaggiamo accanto ai corsi d’acqua, dato che ogni cento chilometri percorsi in auto si disperdono nell’ambiente 20 grammi di polveri di pneumatici.

Ecco allora che la Giornata della Terra è un’occasione per cominciare – o continuare – a parlare dello stato del Pianeta, sensibilizzare ai mali che l’ambiente vive, diventando – o continuando ad essere – protagonisti nel percorso di riappropriazione degli spazi invasi dai rifiuti. L’augurio, ovvio, è che non si sia amici della Terra un solo giorno all’anno!

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento