Data odierna 18-08-2017

“”Of Heaven oh Heart”, dal paradiso alla terra. È una mostra d’arte appena inaugurata all’Oklahoma City Museum of Art e che ancora prima di aprire le proprie porte è stata...

Gente d’Italia, 500 anni d’Italia sbarcati negli States

“”Of Heaven oh Heart”, dal paradiso alla terra. È una mostra d’arte appena inaugurata all’Oklahoma City Museum of Art e che ancora prima di aprire le proprie porte è stata già definita un successo. Di cosa si tratta?”. Lo spiega Roberto Zanni in un articolo pubblicato oggi da Gente d’Italia, il quotidiano delel Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.

“Sono appena 40 dipinti che però dentro portano una storia che non ha eguali: si tratta di opere che partono dal tardo Medioevo e dal Rinascimento, tutto italiano naturalmente, per arrivare fino al 19º secolo. Quasi 500 anni raccontati da alcuni dei maestri più grandi del periodo, opere, molte delle quali, non sono state mia viste prima d’ora negli Stati Uniti.

Per raccontare la mostra da Oklahoma City l’hanno descritta con un frase che da sola rende l’idea di cosa si va incontro entrando nelle sale del museo: “once-ina-lifetime opportunity”, una opportunità che capita solo una volta nella vita. Ecco allora “Of Heaven of Heart” che da sabato è la gemma del museo di Oklahoma City.

“La possibilità di vedere opere di Tiziano, Botticelli, Bellini – ha spiegato Alison Amick, curatrice delle mostre d’arte dell’Oklahoma City Museum of Art – è davvero una opportunità molto rara. Qui non c’è mai stata prima d’ora l’occasione di poter osservare artisti di questo calibro”.

Si tratta di un tour che spazierà in cinque città del Nord America, la cui prima tappa appunto è Oklahoma City.

Una collezione davvero unica, ma, anche questo da sottolineare, nonostante si tratti di artisti tutti italiani, i capolavori arrivano dalla collezione del Glasgow Museums, che ha fatto sì che si potesse dare il via a questa tournée davvero spettacolare e attesissima negli States. E la particolarità sta anche nel fatto che la collezione scozzese di opere italiane è considerata una delle più emozionanti che si possano trovare in giro per il mondo, Italia compresa. “Ci sono molte persone che hanno collezioni d’arte, di pittori italiani del 19º secolo – ha aggiunto Alison Amick – questa di Glasgow e una delle più interessanti. Davvero straordinaria e mondialmente riconosciuta e qui sono state mandate alcune delle opere più importanti”. Si tratta quindi di un appuntamento davvero da non perdere. “Sì perchè – aggiunge Ms. Amick -, anche se forse in tanti non hanno familiarità con questa collezione, si tratta ugualmente di qualcosa di davvero eccezionale”.

Un Tiziano, “Cristo e gli adulteri”, partito dalla Scozia per la tournée americana, è considerato una delle opere più pregiate, davvero qualcosa di straordinario: è datato attorno al 1508 e se si tratta veramente di un capolavoro solo da vedere, che comunque non è l’unico in quanto ci sono dipinti di Giovanni Bellini, Sandro Botticelli, il Domenichino, poi ancora Francesco Guardi e Salvator Rosa.

“Se qualcuno è interessato alla storia, alla mitologia e alla religione – ha aggiunto la curatrice – credo proprio che in questa mostra troverà qualcosa che lo potrà attrarre”.

Interessante anche vedere come la mostra è stata organizzata, divisa in cinque sezioni, cronologiche, che comprendono dipinti la cui origine può essere ricondotta ad alcuni dei centri principali dell’Italia pittorica nei 500 anni presi in considerazione, da Roma a Milano, da Bologna a Firenze e Siena, poi ovviamente Napoli e Venezia. Ognuna delle cinque gallerie prenderà in considerazione cento anni della ricchissima storia italiana.

“Cinquecento anni sembrano tanti da percorrere in una mostra – ha sottolineato Ms. Amick – ma, una volta iniziato, il percorso è molto agevole e così si esplora ogni secolo e i rispettivi temi relativi all’arte italiana che ne risultano”. C’è il Rinascimento e la sua eleganza, i drammi del periodo Barocco, il classicismo dei paesaggi italiani e altro, tanto altro ancora, in appena 40 dipinti, che però hanno la grande facoltà di trasportare il visitatore indietro nel tempo.

“Le opere poi sono molto varie – continua Ms. Amick -, si passa dai soggetti religiosi, e sono tanti, a quelli mitologici, si possono così osservare le varie tendenze della pittura italiana. Poi una volta entrati nel 19º secolo, si può assistere a un cambiamento molto grande. Ci sono più scene di vita quotidiana”.

Accanto alle opere, che ovviamente rappresentano il fulcro della mostra, ci saranno però anche altre iniziative, che coinvolgono personaggi della comunità, dal sindaco all’arcivescovo, solo per fare un esempio, una maniera per creare anche un approccio differente all’opera d’arte, in una prospettiva più personalizzata. “Credo che anche tutto ciò sarà divertente”, ha concluso Ms. Amick”. (aise)

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