Data odierna 21-08-2017

Vent’anni di reclusione, calcolati applicando la continuazione a una pena base di dodici anni, per entrambi gli imputati, gli alti dirigenti Stefan Schmidheiny e Louis de Cartier. E’ questa...

Eternit, il processo per la strage Guariniello: “Vent’anni per i manager”

Vent’anni di reclusione, calcolati applicando la continuazione a una pena base di dodici anni, per entrambi gli imputati, gli alti dirigenti Stefan Schmidheiny e Louis de Cartier. E’ questa la richiesta di condanna avanzata dal pm Raffaele Guariniello al termine della sua requisitoria al processo d’appello per la strage d’amianto causata dagli stabilimenti Eternit. La pena è la stessa già proposta al processo di primo grado, conclusosi con la condanna dei due manager a 16 anni per disastro doloso e omissione di cautele.

“Riteniamo che esista agli atti la prova che il disastro c’è, anche per gli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera che erano stati esclusi dalla sentenza di primo grado – ha argomentato Guariniello – Una tragedia come questa io non l’ho mai vista, una tragedia immane che continua a colpire diverse regioni d’Italia, e non solo i lavoratori ma anche i cittadini. Una tragedia che colpisce non solo l’Italia ma altri paesi europei, sotto un’unica regia, e che si è consumata senza che mai sino ad oggi nessun tribunale abbia chiamato a risponderne i responsabili”.

“Non siamo in presenza di episodi sporadici e occasionali – ha aggiunto il pm – ma di carenze strutturali derivanti da una politica aziendale generale, da scelte di fondo operate su scala mondiale”. Il magistrato aveva iniziato il suo intervento annunciando che avrebbe ripercorso 598 sentenze di Cassazione sulla responsabilità degli imputati, i quali “sono soggetti – ha sottolineato – che hanno deciso la politica ambientale del gruppo, non a Casale o a Bagnoli, ma in tutti gli stabilimenti” che producevano cemento-amianto, “con pieni poteri decisionali e di spesa”.

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