Data odierna 23-08-2017

Donne protagoniste nel rispondere alla crisi con le armi del business. Delle 6.140 imprese in più che, tra settembre del 2012 e settembre di quest’anno, si sono aggiunte alla base imprenditoriale...

Crisi: Le donne rispondono con l’impresa, +4 mila in 12 mesi

Donne protagoniste nel rispondere alla crisi con le armi del business. Delle 6.140 imprese in più che, tra settembre del 2012 e settembre di quest’anno, si sono aggiunte alla base imprenditoriale del paese, ben 3.893 (il 63%) hanno infatti a capo una o più donne, spesso scese in campo per darsi da sole quel lavoro che non trovano.

E lo hanno fatto scegliendo in modo massiccio una forma giuridica “matura” come la società di capitale (+9.789 unità nei dodici mesi, con un ritmo di crescita pari al 4,5%) a scapito della più semplice, ma più fragile, impresa individuale (-6.627 unità). I settori in cui le imprenditrici “rosa” hanno cercato preferibilmente spazio sono stati quelli del turismo (cresciuto di 4.850 attività, ben oltre l’intero saldo del periodo) e dei servizi finanziari (+1.393 attività, pari ad una crescita-record del 5,3%). Oltre la metà della crescita delle imprese femminili si concentra nelle regioni del Centro-Italia (+2.380 unità, il 63% del saldo totale), mentre il Nord-Est è l’unica area a veder diminuire il numero di imprese guidate da donne (-291).

Alla fine di settembre di quest’anno, le imprese femminili registrate presso le Camere di commercio erano 1.431.167, il 23,6% sul totale. In termini relativi, l’incremento rilevato nei dodici mesi presi in esame corrisponde a un tasso di crescita dello 0,27%, quasi triplo rispetto alla crescita media del totale delle imprese italiane nel periodo (0,10%).

Questi, in sintesi, i dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, diffusi in occasione della sesta edizione “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, l’appuntamento annuale in favore dell’imprenditoria femminile, promossa da Unioncamere in collaborazione con le Camere di commercio e i Comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile.

“Il Paese, in questo momento, ha un estremo bisogno di tutte le sue migliori energie – ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – e la risposta che le donne stanno dando alla crisi con il loro impegno nel fare impresa è un fatto che ci rassicura sul futuro dell’Italia. Abbiamo bisogno di persone che credano in se stesse, che abbiano una visione del loro domani e che si impegnino a realizzarlo mettendo insieme le forze, come accade spesso nelle imprese femminili. Nonostante tutto, le opportunità ci sono, soprattutto in settori come il turismo, l’accoglienza, la cultura, i servizi alla persona: per in nostro Paese questi sono veri e propri giacimenti di ricchezza ancora da scavare e da mettere a frutto. I dati ci dicono che le donne, probabilmente, lo hanno capito e si stanno dando da fare. E’ nostro dovere creare le condizioni per sostenerle, in particolare con politiche del credito attente alle loro esigenze”.

Quest’anno il roadshow avrà come filo conduttore il rapporto tra imprenditoria femminile e turismo, visto come macro-settore che attraversa l’artigianato, il Made in Italy, l’enogastronomia e l’economia sostenibile. Obiettivo, quello di evidenziare le opportunità che il turismo offre alle donne per contribuire al rilancio dell’economia italiana in veste di imprenditrici. Un ruolo già particolarmente sviluppato visto che, considerando la filiera allargata del settore turistico, ben oltre il 27% di tutte le imprese che vi operano sono a guida femminile.

Nove i territori che nel mese di novembre ospiteranno workshop, convegni e incontri di tutorship. Dopo Napoli, l’iniziativa toccherà Monza, Stresa, Nuoro, Livorno, Brindisi, Trento, Forlì-Cesena, per concludersi a Latina il 30 novembre. Il programma completo delle iniziative è disponibile all’indirizzo www.imprenditoriafemminile.camcom.it

Restringendo l’osservazione al comparto turistico in senso stretto, i dati indicano che alla fine del settembre scorso le imprese rosa erano 158.442, corrispondenti all’11% del totale delle imprese femminili. In particolare, le imprese femminili del turismo sono concentrate nel comparto della ristorazione, dove operano 115.660 imprese “rosa” (il 73% del totale). Di queste, 46.262 (quasi il 40%) nei servizi di ristorazione e somministrazione di cibo anche da asporto e 6.645 (pari a oltre il 5%) nelle gelaterie e pasticcerie. Segue, per numerosità, il comparto dell’ospitalità con 17.111 imprese femminili (il 10,8% di tutto il turismo ‘rosa’), di cui 9.752 (il 57%) negli alberghi e 5.997 (il restante 35%) nelle altre forme di alloggio come B&B, affittacamere e residence. Chiudono le 6.659 imprese che offrono servizi di intermediazione turistica, tra cui agenzie di viaggio e tour operator, 5.500 imprese per servizi di accompagnamento turistico legate ad attività creative, artistiche sportive di intrattenimento e divertimento; 2.389 imprese femminili impegnate nel “turismo congressuale” e 1.780 stabilimenti balneari.

La distribuzione geografica delle imprese femminili nel 2013 si conferma concentrata nel Sud e Isole. Il Molise con il 29,69%, l’Abruzzo con il 27,82%, la Basilicata con il 27,66% sono le regioni con il più alto tasso di femminilizzazione anche se si nota un lievissimo incremento, nell’ultimo anno, della componente femminile nel centro – nord, tradizionalmente meno vocato al mettersi in proprio delle donne. Chiudono la classifica: l’Emilia Romagna (20,92%), il Trentino (20,81%) e la Lombardia (20,48%).

Il confronto tra gli stock nei dodici mesi presi in esame evidenzia una crescita apprezzabile in termini assoluti delle imprese femminili in Lombardia (+1.915), nel Lazio (+1.538 imprese), e Toscana (+868); di contro, le riduzioni più sensibili nel numero delle imprese si registrano in Liguria (-448), in Puglia (-266) e in Friuli (-179). In termini percentuali, gli incrementi più significativi nel periodo sono stati quelli del Lazio (+1,07%), della Lombardia (+0,99%) e della Toscana (+0,86%); all’opposto, le contrazioni più apprezzabili dell’imprenditoria rosa si registrano in Valle d’Aosta (-2,44%), Liguria (-1,09%) e Friuli Venezia Giulia (-0,69%).

Roma è la città con il più elevato numero di imprese femminili in valore assoluto (100.457 nel 2013 e 99.130 nel 2012), seguita da Napoli (68.503 nel 2013) e da Milano (68.337). Dai dati provinciali, si possono poi cogliere le variazioni nelle diverse realtà. In termini assoluti la crescita maggiore si registra a Roma (+1.438 imprese nei dodici mesi), a Milano (+1.376) e a Napoli (+425).

In termini relativi, la componente femminile dell’imprenditoria locale appare più dinamica nelle provincie di Novara (+2,60%), Prato (+2,52%) e Pescara (+2,14%); le contrazioni più consistenti si registrano, nuovamente, ad Enna (-5,22%), Sondrio (-2,75%) e Aosta (-2,44%).

Osservando l’economia al femminile dal punto di vista dei settori, a crescere di più negli ultimi dodici mesi in termini assoluti sono stati i servizi di alloggio e ristorazione (+3.611 imprese), le attività finanziarie e assicurative (+1.393) e il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+1.239). Le contrazioni più significative hanno riguardato l’agricoltura (-10.491 imprese, in linea con l’assestamento strutturale del settore in corso da oltre un decennio) e le attività manifatturiere (-552 unità). La spiccata vocazione femminile per il terziario è confermata dai tassi di femminilizzazione1 particolarmente elevati che si rilevano nelle attività dei servizi delle agenzie di viaggio (37,98%), dell’ alloggio (35,16%) e delle attività dei servizi di ristorazione (32,04%).

Dal punto di vista dell’organizzazione d’impresa, il tessuto imprenditoriale femminile continua ad essere caratterizzato dalla prevalenza di ditte individuali (il 59,7% contro poco più del 54% dell’universo imprenditoriale); le società di capitali femminili, invece, pur dimostrando una forte dinamica positiva (+4,5% nei dodici mesi considerati) rappresentano ancora una percentuale minore di tutte le imprese femminili (il 15,7%) rispetto a quanto avviene per il totale delle imprese (dove le società di capitale rappresentano il 23,9%).

Infine, quanto alla componente giovanile, a fine settembre scorso le imprese femminili a titolarità “under 35″ erano 176.084, distribuite prevalentemente in Campania (nel 13,5% dei casi), in Lombardia (12,4%) e in Sicilia (10,4%). Le imprese giovanili ‘in rosa’ operano prevalentemente nel commercio all’ingrosso (31%), nell altre attività dei servizi (11,4%) e nei servizi di alloggio e ristorazione (11,2%). Rispetto al settore di appartenenza, l’incidenza delle imprese femminili giovanili sul totale delle ‘under 35’ è più alta nei settori delle altre attività dei servizi (59,9%), sanità e assistenza sociale (56,4%), istruzione (45,9%), alloggio e ristorazione (33,9%). (aise)

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