Data odierna 21-08-2017

La Costa versi 10 milioni di euro per il danno all’immagine dell’Italia derivato dal naufragio della Concordia. Ieri l’avvocatura dello stato ha depositato la richiesta di ammissione...

Concordia, il governo chiede 10 milioni. Danneggiato immagine Italia

La Costa versi 10 milioni di euro per il danno all’immagine dell’Italia derivato dal naufragio della Concordia. Ieri l’avvocatura dello stato ha depositato la richiesta di ammissione come parte civile di vari ministeri e tra questi anche della Presidenza del consiglio dei ministri, che vuole un risarcimento per la figura fatta dal nostro paese. Intanto la procura di Grosseto ha aperto un fascicolo per disastro ambientale, iscrivendo le 6 persone già coinvolte nel procedimento principale e anche la società armatrice. Le accuse sono basate su una relazione di Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nella quale si elencano i danni ai fondali dell’Isola del Giglio, alle praterie di posidonie, agli scogli e altro. Ieri, all’avvio dell’udienza preliminare, lo stesso documento è stato usato dall’avvocatura dello Stato come base per la costituzione di parte civile del ministero dell’Ambiente, che chiede 11,5 milioni di euro e indica in Costa il responsabile civile.

E’ stato lo scontro per i risarcimenti a caratterizzare la giornata. Sotto un sole quasi estivo già dalla mattina hanno sfilato, diretti al teatro Moderno di Grosseto, decine di avvocati pronti a dar battaglia per far entrare i loro assistiti
nel processo come parti civili. In ballo ci sono centinaia di milioni di euro. Alla fine sono state 80 le richieste depositate al gip, non solo da naufraghi singoli o in gruppo ma anche da associazioni di consumatori e amministrazioni: ministeri, Provincia, Regione. E poi il Comune di Isola del Giglio, che attraverso il suo avvocato Alessandro Maria Lecci, chiede 80 milioni, come primo risarcimento del danno. Nessuna richiesta è stata per ora ammessa, il gup Pietro Molino ha dato agli avvocati degli indagati un giorno per studiare gli atti, mercoledì potranno eventualmente opporsi alla presenza di alcune parti civili. Si è già capito che i legali di Francesco Schettino (l’unico degli accusati presente in aula), Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, Manrico Giampedroni e Roberto Ferrarini chiederanno che non siano ammesse associazioni create dopo il disastro e la stessa Costa, che come previsto ha chiesto di essere parte civile per la perdita della nave. Il fatto è che la società più avanti verrà sicuramente coinvolta come responsabile civile e si troverebbe a giocare due ruoli opposti.

Riguardo alle richieste delle amministrazioni, la Presidenza del consiglio dei ministri vuole 10 milioni di euro per il risarcimento del danno all’immagine provocato
al nostro paese dal naufragio della Concordia. Un milione in più è chiesto dal ministero dell’Ambiente. In base alla relazione di Ispra i danni ai fondali del Giglio con il passare dei mesi potrebbero diventare più ingenti. Su questo tema c’è stato uno scambio di battute tra l’avvocato dello Stato, Patrizia Pinna, e la procura. I pm, infatti, avevano chiesto l’archiviazione del reato di “distruzione
e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”, cosa che non aveva fatto piacere al ministero dell’Ambiente, che ha fatto opposizione all’atto dei pm. Ieri uno dei magistrati ha spiegato che la richiesta di archiviazione è stata revocata. Non solo, nei giorni scorsi è stato anche aperto un nuovo fascicolo, questa volta per il più grave reato di disastro ambientale.

Sempre all’udienza di ieri, l’avvocato dello Stato ha depositato le richieste delle altre amministrazioni. Il commissario delegato per l’emergenza, la struttura di Franco Gabrielli, chiede 2 milioni e 200 mila euro per le spese sostenute; il ministero delle Infrastrutture (per la Capitaneria) chiede un danno all’immagine di 5 milioni, e uno patrimoniale 1 milione e 750 mila; i ministeri dell’Economia,
dell’Interno e della Difesa chiedono oltre 6 milioni per il lavoro di militari, forze dell’ordine e vigili del fuoco. La Regione Toscana, con l’avvocato Francesco Bevacqua, chiede circa 600mila euro.

Ci sono poi i naufraghi. Almeno 100 sono assistiti da 30 avvocati che hanno creato l’associazione “giustizia per la concordia” e vogliono 500 mila euro a ferito. Ma le persone che hanno chiesto il risarcimento sarebbero altre 2-300.

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