Data odierna 24-09-2017

E’ carcere da 150 anni (dal ’92 al ’98 supercarcere per i big di Cosa Nostra, da Pippo Calò a Nitto Santapaola, da Giuseppe Madonia ai Graviano, a Vittorio Mangano, sottoposti al 41...

Carceri sovrafollati, riapre carcere sull’isola di Pianosa

E’ carcere da 150 anni (dal ’92 al ’98 supercarcere per i big di Cosa Nostra, da Pippo Calò a Nitto Santapaola, da Giuseppe Madonia ai Graviano, a Vittorio Mangano, sottoposti al 41 bis), non lo è più da 15 ma adesso l’isola di Pianosa potrebbe tornare all’antica vocazione. E, a patto che non sia di nuovo destinata alla massima sicurezza, diventando inaccessibile, e si faccia qualcosa per ridurre la popolazione carceraria toscana, la Regione Toscana non dirà di no.

L’emergenza sovraffollamento, le denunce della Ue e il richiamo del presidente Napolitano, hanno dunque avuto effetto: il ministero di Grazia e Giustizia ha approvato l’ipotesi del Provveditorato regionale toscano di destinare Pianosa a detenuti “lavoranti all’esterno”. Il progetto pilota, anzi, è già nero su bianco, e prevede di riportare nell’isola, riaprendo la cosiddetta “diramazione Sembolello” (dove al momento lavorano dai 3 ai 7 detenuti, impegnati nella manutenzione della strutture), 40 detenuti in semilibertà abilitati a lavorare all’esterno del carcere. Il governo ha in mente in realtà strategie molto più ampie, che mirano alla riapertura di tutta la struttura di Pianosa, capace di 500 detenuti, coinvolgendo, nell’offerta delle attività lavorative in cui saranno impiegati,
anche i privati.

Ma se l’ipotesi extra size è ancora in fase di studio, il piano di riapertura di Sembolello è praticamente pronto. Manca l’ok formale del Comune di Campo nell’Elba e dell’Ente parco dell’arcipelago, anche se un’approvazione di massima c’è già. L’intesa, infatti, si legge nel documento del Provveditorato toscano, firmato dal provveditore Carmelo Cantone, punta a “rivitalizzare l’isola attraverso la collaborazione fra le varie istituzioni e la relativa suddivisione dei compiti”, con i detenuti impegnati nella bonifica e nella manutenzione delle aree praticabili dell’isola”.

E al progetto è già arrivato un ok di massima anche da parte della Regione Toscana. “Purché l’isola rimanga accessibile ai turisti, visitabile e disponibile agli attracchi” ha chiarito ieri il governatore Enrico Rossi “la Regione collaborerà con l’amministrazione carceraria”. E purché, nel frattempo, “il governo faccia qualcosa di concreto per ridurre la pressione nelle altre strutture della Toscana”. I cui numeri parlano da soli: 4200 detenuti a fronte di una capienza massima delle carceri di 3200, come dire oltre un quarto di presenze in più: “Mi piacerebbe che con il governo si potesse costruire un rapporto tale da risolvere in modo strutturale il problema del sovraffollamento”, ha detto Rossi, anche se, ha precisato, “non voglio mettere vincoli regionalistici, l’esigenza di sfoltimento è una questione nazionale”. E per sfiammare l’emergenza carceraria, il governatore propone “la custodia attenuta per una parte dei detenuti, e, attraverso risorse e servizi del territorio, il recupero dei giovani carcerati e in particolare dei tossicodipendenti”.

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