Gli italiani a Tripoli

Pubblicato dalla Redazione il 23 December 2011

“In Italia riempiamo i giornali di parole e buone intenzioni, in Francia partono per Tripoli aerei stracolmi di imprenditori ed uomini d’affari. Mentre il nostro Governo rinvia a chissà quando la visita in Libia necessaria per rendere nuovamente operativo almeno il Trattato d’Amicizia, in queste ore Libia le imprese francesi stanno soppiantando nella corsa alla ricostruzione, contratti firmati alla mano, quelle PMI che lì lavoravano fino al 2010. Laddove c’erano produzioni italiane tra breve sventolerà il tricolore dell’Eliseo”.

È quanto denuncia Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, che oggi annuncia la prossima missione economico-imprenditoriale di ItalAfrica a Tripoli nel gennaio 2012.

“Con noi – spiega Cestari – decine di imprenditori tra quelli che hanno subito danni dal conflitto; in molti casi sono persone che sono dovute fuggire di notte abbandonando finanche le macchine industriali vittime, loro per prime, della scelta interventista del precedente Governo che non tenne in minimo conto le catastrofiche conseguenze per quel ricco, fitto, radicato ed articolato tessuto di interscambio fino ad allora esistente tra i comparti pubblici e privati italiano e libico. Dopo mesi di denunce pubbliche, tardivamente il Governo-Berlusconi decise di annunciare, attraverso le parole dell’allora Ministro Romani, un ristoro alle imprese per i danni subiti dalla guerra”.

“Ad oggi – prosegue il presidente della CCI – non risulta nessun fondo a garanzia di quegli imprenditori, nessuna procedura avviata: gli unici risarcimenti conseguiti sono quelli derivanti dalle assicurazioni private sottoscritte da una piccola parte di aziende con la Sace. Per evitare che oggi la beffa sia addirittura superiore al danno ItalAfrica ha deciso di organizzare la missione economico-imprenditoriale che avrà come principale finalità l’interlocuzione dei nostri imprenditori con il locale Governo e con i rappresentanti di tutte le categorie produttive libiche. Della nostra missione sono da tempo a conoscenza gli uffici dei Ministeri agli Esteri ed allo Sviluppo Economico. Abbiamo chiesto un loro supporto istituzionale, non certo operativo, ma non abbiamo ottenuto le risposte auspicate, in un caso, addirittura il diniego. Dispiace constatare con quanta costanza il Governo italiano continui a lasciare soli questi imprenditori che meriterebbero bel altro rispetto”.

Le adesioni alla missione, ancora possibili, si raccolgono attraverso la compilazione di apposito modulo pubblicato sul sito www.italafricacentrale.com.

Economia Politica Politica italiana

Related Posts

Cosa ne pensi di questa notizia?