Data odierna 22-11-2017

Di M. Cipollone per “aise“ Quello di Massimo Bottura all’Ambasciata italiana di Washington sarà solo il primo di 1361 eventi in 105 paesi del mondo, promossi da 295 sedi diplomatiche...

La “Settimana della cucina italiana nel mondo”

Di M. Cipollone per “aise

Quello di Massimo Bottura all’Ambasciata italiana di Washington sarà solo il primo di 1361 eventi in 105 paesi del mondo, promossi da 295 sedi diplomatiche dal 21 al 27 novembre prossimi durante la prima “Settimana della cucina italiana nel mondo”.

A presentarla nella splendida cornice di Villa Madama a Roma sono stati i Ministri degli esteri Paolo Gentiloni e delle politiche agricole Maurizio Martina, il sottosegretario al Mise Ivan Scalfarotto, la presidente dell’associazione Ambasciatori del Gusto, la chef Cristina Bowermane il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. Con loro il Direttore generale per la Promozione Paese Vincenzo de Luca, Tiziana Polidori (Fico Eataly World), Massimo Bergami(Bologna Business School), Paolo Cuccia (Gambero Rosso), Tobias Piller (Stampa estera in Italia), Monica Fantini (Casa Artusi).
“Con questa settimana la diplomazia entra in cucina”, ha esordito Gentiloni, sottolineando la collaborazione avviata con il Mipaaf, Mise e Rai in una “operazione diplomatica e culturale” iniziata con Expo e proseguita con il lancio del marchio “Italian taste” dietro cui c’è “un mondo straordinario, che ha anche un’importanza economica rilevante, visto che l’agroalimentare esporta 37 miliardi di euro”. Obiettivo del Governo arrivare “a 50 milioni entro il 2020”, ha aggiunto Gentiloni.
Per farlo, il Governo vuole fare gioco di squadra per promuovere il “valore culturale” della cucina italiana che, per diffusione, “forse è dietro solo ai cinesi”. Ovunque, “c’è un ristorante italiano, parte di una rete su cui noi lavoriamo perché migliori la qualità”, ma per Gentiloni, “il fatto che ci siano migliaia di ristoranti “italiani” fa parte della forza diplomatica e politica del nostro paese”. La cucina, così come la lingua – Gentiloni cita gli Stati generali celebrati a Firenze – o il Design – che sarà protagonista di una sua settimana dedicata a marzo 2017 – è solo uno dei campi in cui la Farnesina, in collaborazione con altri dicasteri, impegnerà la sua rete “per sostenere i punti forti dell’Italia all’estero”. Inoltre, “siamo entusiasti del fatto che le 350 cene che verranno organizzate all’estero avranno un risvolto benefico” visto che il ricavato sarà destinato alle zone del centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto scorso, a dimostrazione, ha sottolineato Gentiloni “del significato sociale che ha la qualità del cibo italiano” che declina “il Soft power del Marchio Italia di cui siamo orgogliosi”.
Di “potenza diplomatica” della ristorazione ha parlato anche il Ministro Martina che ha ricordato l’impegno con la Direzione generale per il Sistema Paese guidata da Vincenzo De Luca per studiare un percorso che mettesse a frutto l’eredità di Expo.
Martina ha insistito molto sul concetto di “fare squadra”: l’Italia “è un Paese che ha individualità straordinarie che troppo spesso rimangono tali e non fanno squadra. Ma in cucina non si può non essere squadra”, ha sottolineato il ministro, secondo cui la Settimana è “una palestra formidabile per imparare a fare squadra”.

I ristoranti italiani, ha aggiunto, “hanno una potenza diplomatica che spesso è superiore ai nostri spazi di diplomazia ordinaria, per il soft power che il paese può raccontare”. Martina si è detto quindi “convinto che la settimana lascerà un segno”. Expo “ci ha insegnato che il cibo è un grande fatto politico. Oggi facciamo un ulteriore passo in avanti nell’eredità dell’esposizione” senza dimenticare chi produce.
“Noi – ha detto in proposito Martina – abbiamo il dovere di ancorare sempre meglio questi lavori di racconto della buona cucina al tema della tutela dei nostri produttori, delle tipicità e delle tante realtà dei territori che sono lo scheletro di riferimento dell’agroalimentare italiano. Questi lavori – ha sottolineato – devono servire a tutelare meglio questi anelli fondamentali della catena. In fondo raccontare un piatto è raccontare un territorio, un’azienda, una famiglia, un modo di produrre e quindi di essere”.

Compito del Mise, ha spiegato Scalfarotto, è quello di trasformare queste storie in opportunità economiche. “Facciamo sempre più lavoro di squadra, mettendo a sistema anche i fondi che abbiamo, con Mipaaf e Ice che fa un lavoro straordinario in sinergia all’estero con le strutture del Maeci”.
Sono sempre più numerose le missioni di sistema all’estero che portano in diversi paesi imprenditori anche di diversi settori: ciascuno di loro – ha aggiunto Scalfarotto – presenta e promuove un pezzo di Italia. Un Paese, il nostro, che “ha notevoli margini di miglioramento” nelle esportazioni all’estero. “Oggi siamo pronti a cogliere opportunità, anche quelle dell’e-commerce”, ha detto Scalfarotto, secondo cui il “fil rouge che lega il nostro sistema economico è la qualità”, cioè “chi compra italiano, che sia per fare il terzo ponte sul Bosforo o un bicchiere di vino, alla fine compra l’Italia e un prodotto di qualità estrema che noi dobbiamo valorizzare”.
A cominciare dalla Settimana della Cucina che “celebra la nostra identità più profonda”, essendo al tempo stesso una “leva di sviluppo economico, e un acceleratore per tutta l’economia italiana”.
A rappresentare il mondo degli Chef – molti e stellati quelli presenti in sala – è stata Cristina Bowerman nella sua veste di presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori di Gusto. “Noi vogliamo fare sistema per favorire al ristorazione italiana nel mondo”, ha esordito. “Non solo noi chef, ma anche i pizzaioli, i gelatai, i pasticceri, ciiè tutti quei professionisti che cucinando raccontano un territorio”.
“Innovazione e tradizione è la nostra filosofia”, ha aggiunto. In fondo si tratta di “due facce della stessa medaglia: sono binari che si incrociano” perché “non bisogna preservare le tradizioni sotto una campana di vetro, ma tramandarle con il racconto, con le ricette, con il cucinare a casa. È quello che faremo durante la Settimana: racconteremo i prodotti, gli artigiani, il territorio, chiarendo a tutti che il parmesan non è il parmigiano. Lo faremo con le nostre ricette e la nostra cucina con l’auspicio che riacquisti la posizione di dominanza nel mondo, come è giusto che sia”.
Ad aiutare lo “sforzo di Sistema” nel racconto di queste eccellenze ci sarà anche la Rai, come confermato da Campo Dall’Orto: “l’Italia ha scoperto finalmente la voglia di giocare in squadra e noi ci siamo”. La Rai “lavorerà sulla relazione tra il racconto che voi farete, il retroterra del cibo le sue mille prospettive diverse. Racconteremo il rapporto tra cibo di qualità, le potenzialità culturali e l’eccellenza dell’artigianalità italiana”.
“Motore” della Settimana la Direzione Generale Sistema Paese guidata da Vincenzo De Luca. La Farnesina, ha detto il Direttore generale, “ha voluto e promosso questa iniziativa, che diventerà permanente, per dare un seguito ad Expo. Abbiamo voluto creare un grande contenitore di progetti e di idee perché la promozione dell’Italia nel mondo deve essere a tutto tondo” per “esprimere la potenza del “marchio Italia”, a cominciare dalla cucina”.
La Settimana non sarà un unicum, ma un ciclo di progetti ed esperienze che, ha detto ancora De Luca, “caratterizzeranno il nostro approccio alla cultura del cibo e dell’alimentazione, senza dimenticare la promozione del territorio”.
Expo “ci ha insegnato che quando uniamo le forze ce la giochiamo a livello mondiale. Sforzi congiunti e obiettivi comuni: solo così potremo competere sulla scena internazionale”.
La prima edizione della Settimana proporrà 1361 eventi in oltre 110 paesi. Eventi anche diversi tra loro: cene, conferenze, degustazioni, cooking show. Davvero dovunque. De Luca cita il Sudan: “a Karthoum arrivierà uno chef italiano dall’Arabia Saudita che preparerà 12 cene il cui ricavato sarà destinato ai campi profughi”.
La presentazione si è conclusa con i contributi di Fico Eataly World in campo per rappresentare “l’Italia dei mille comuni” e le esperienze delle fattorie didattiche a sottolineare il “valore educativo del cibo”; della Bologna Business School che ha lanciato un Master (Mba Food) che forma 70 ragazzi di 40 paesi diversi, che si specializzano su diversi aspetti.
E poi Gambero Rosso, che affiancherà la Settimana forte della sua piattaforma multimediale e delle sue Guide, edite in cinque lingue; i giornalisti esteri corrispondenti dall’Italia – 450 da 50 paesi – impegnati a “raccontare” il Paese per “sfatare i luoghi comuni”; e Casa Artusi che ha promosso un hackathon che collegherà Forlì e New York.

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