Data odierna 24-05-2018

La mia attività professionale ed i miei incarichi paralleli mi portano ad essere quotidianamente in contatto con i connazionali che, come me, vivono all’estero. Le problematiche della nostra comunità...

Tutto tempo sprecato?

La mia attività professionale ed i miei incarichi paralleli mi portano ad essere quotidianamente in contatto con i connazionali che, come me, vivono all’estero. Le problematiche della nostra comunità sono molteplici e richiedono un grande impegno da parte di coloro, me compresa, che questa collettività rappresentano e per la quale dovrebbero impegnarsi per rivendicarne i diritti. Ma ahimè, mi capita sempre più spesso di avere la sensazione che l’impegno profuso (mio e quello di tanti altri amici e colleghi) in questa non facile “battaglia” sia alquanto vano.

Più passa il tempo e più ho la sensazione di buttar via tempo, preziosissimo per tutti, in riunioni che non producono risultati ma che provocano sentimenti di frustrazione a chi, come me, si illudeva di poter essere, in qualche modo, utile. Peggio ancora, ho la sensazione che certe riunioni siano proprio organizzate ad hoc per non produrre risultati. Siedo per ore ed ore in vari consessi ed ho l’impressione di assistere a discussioni inutili, interventi che non hanno altri scopi se non quello di soddisfare se stessi, mirati a “coltivare il proprio orticello” infischiandosene dei problemi più generali. Mi pare che c’è chi, spinto dalla propria ambizione priva di scrupoli, utilizza questi consessi unicamente per cercare consensi.

Ho l’impressione di assistere ad eccessive forme di autocelebrazione, caratteristica di alcune persone che, per decenni, hanno occupato le poltrone di queste assisi e non hanno nessuna intenzione di abbandonarle. Costoro, che a mio modo di vedere sono ormai da considerare casi patologici, indifferenti a tutto e a tutti, privi di empatia nei confronti della condizione altrui, mirano solo a raggiungere i loro obiettivi, con ogni mezzo ed ogni sotterfugio.

Ho la sensazione che, dopo ore ed ore di ridicole ed inutili discussioni e sterili polemiche, presi dallo scoramento e per ovvio sfinimento, si arrivi addirittura ad approvare documenti sui quali nessuno è d’accordo, nè nel merito, nè sul metodo col quale si giunge a sottoporli all’attenzione dell’assemblea.

Sono soltanto mie sensazioni? Chissà!

Al termine di questi incontri mi sento molto confusa e delusa. Mi dico che forse dovrei gettare la spugna e dedicare il mio tempo ed il mio entusiasmo ad altre attività che mi gratificano. Poi, giorno dopo giorno, immersa e confrontata con i tanti problemi relativi al nostro mondo di italiani all’estero, mi dico che vale la pena continuare a combattere.

Attendo la prossima riunione, sperando, in parte o in toto, di dovermi ricredere. Se questo dovesse avvenire, anche solo in parte, sarebbe un grande risultato.

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